Il Pil italiano è atteso in crescita dello 0,7% sia nel 2026 sia nel 2027, dopo essere aumentato dello 0,5% nel 2025. E’ la stima dell’Istat contenuta nelle Prospettive per l’economia italiana.
L’aumento del Pil, nel biennio di previsione, verrebbe sostenuto interamente dalla domanda interna al netto delle scorte (+0,9 e +0,5 punti percentuali rispettivamente); la domanda estera netta, condizionata in negativo dagli effetti del conflitto in Medio Oriente e dal conseguente aumento dei prezzi energetici, fornirebbe un contributo negativo nel 2026 (-0,2 p.p.) e nullo nel 2027.
Il mercato del lavoro manterrebbe un profilo favorevole, sebbene con ritmi di crescita dell’occupazione più contenuti rispetto agli anni precedenti.
L’inflazione (qui approssimata dal deflatore dei consumi privati), dopo il brusco rialzo osservato nei mesi di aprile e maggio, si attesterebbe in media al 2,9% nel 2026 per poi ridursi al 2,0% nel 2027. In tale scenario, il saldo della bilancia commerciale continuerebbe a mantenersi positivo lungo l’intero orizzonte previsivo (+1,5% in entrambi gli anni).
Nello scenario previsivo, il quadro internazionale risulta caratterizzato dagli effetti negativi del conflitto in Medio Oriente e dal conseguente aumento dei prezzi energetici, che contribuirebbero a mantenere elevata l’incertezza e a rallentare il commercio mondiale, con conseguenti pressioni al rialzo sull’inflazione.
Nel biennio di previsione, l’economia italiana continuerebbe tuttavia a beneficiare della tenuta della domanda interna, seppure in rallentamento rispetto al 2025. I consumi delle famiglie, nonostante il rialzo dei prezzi, sarebbero sostenuti dall’aumento del reddito disponibile e dal favorevole andamento del mercato del lavoro, pur risentendo della minore crescita delle retribuzioni reali.
Gli investimenti continuerebbero a essere sostenuti, nel corso del 2026, dall’avanzamento degli interventi finanziati dal Pnrr e dalla componente infrastrutturale pubblica; nella parte finale dell’anno, tuttavia, l’aumento dei costi energetici e finanziari e il permanere di condizioni di elevata incertezza determinerebbero una brusca contrazione. Nel 2027, la dinamica trimestrale degli investimenti registrerebbe ritmi di crescita più sostenuti, coerentemente con il diradarsi dell’incertezza relativa al quadro internazionale e alla ripresa della domanda estera.

























