La Procura della Capitale indaga per corruzione e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Nella vicenda sono chiamati in causa un consigliere di amministratore della ‘Stretto di Messina spa’; un imprenditore ed un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti.
Le indagini, afferma una nota di Piazzale Clodio, hanno documentato le condotte dei tre indagati “tese a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera pubblica. L’avvocato e l’imprenditore – spiega ancora la nota – al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società ‘Stretto di Messina S.p.A’, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell’esigenza citata”.
Le accuse mosse dalla procura sono di corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale, e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio.




























