Secondo le nuove rilevazioni Istat, ad aprile negli scambi commerciali con l’estero l’Italia ha registrato una contrazione delle esportazioni del 2,2% rispetto al mese precedente, più marcata di quella delle importazioni (-0,6%).
Nel confronto su base annua, invece, l’export è aumentato dell’8,8% in valore e del 3,5% in volume. La crescita è risultata superiore a quella delle importazioni, salite del 5,5% in valore e del 3,6% in volume. Ad aprile il saldo commerciale si è così attestato a 4,293 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto all’avanzo di 2,448 miliardi registrato nello stesso mese del 2025.
Sul fronte energetico, l’Istat segnala che il deficit energetico si è ampliato a 5,169 miliardi di euro, rispetto ai 4,219 miliardi di aprile dello scorso anno.
Nello stesso mese, i prezzi all’importazione hanno registrato un aumento del 3,3% rispetto a marzo e del 4,6% su base annua, in accelerazione rispetto al +0,1% rilevato nel mese precedente. Tra i principali raggruppamenti industriali, i rincari più marcati hanno interessato il comparto energetico, con prezzi in crescita del 16,8% su base mensile e del 23,4% rispetto ad aprile 2025.
I dati si inseriscono in una fase di forte volatilità dei mercati energetici internazionali, alimentata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle preoccupazioni per possibili ripercussioni sulle principali rotte di approvvigionamento.
“Ad aprile – commenta l’Istat – la riduzione congiunturale dell’export riguarda entrambe le aree, Ue ed extra Ue, mentre quella dell’import è sintesi di dinamiche contrapposte per le due aree. Su base annua, la crescita dell’export è sostenuta e coinvolge la maggior parte dei settori, a eccezione della farmaceutica. La crescita tendenziale dell’import si deve soprattutto ai maggiori acquisti di metalli e petrolio greggio”.
“Nei primi quattro mesi del 2026 – prosegue l’istituto di statistica – la crescita tendenziale dell’export (+3,2%) è più sostenuta di quella dell’import (+1,4%), anche se prevalentemente riconducibile a incrementi dei prezzi e alla ricomposizione del mix di prodotti (+0,4% in volume). L’avanzo commerciale è pari a 15,2 miliardi di euro, in aumento rispetto agli 11,3 miliardi dei primi quattro mesi del 2025. La crescita dei prezzi all’import registra una decisa accelerazione principalmente dovuta ai rialzi dei prezzi dei prodotti energetici e dei beni intermedi, in particolare prodotti chimici e metalli”.























