Il Mezzogiorno continua a mostrare una dinamica economica migliore rispetto al resto del Paese, ma la crescita complessiva dell’Italia resta debole e inferiore alla media europea. È quanto emerge dalle stime della Svimez sul 2025.
Secondo l’associazione, il Pil delle regioni meridionali è aumentato dello 0,7%, contro il +0,5% registrato nel Centro-Nord. Si tratta del quarto anno consecutivo in cui il Sud cresce più della media nazionale, una circostanza che Svimez definisce senza precedenti nelle serie statistiche omogenee disponibili dal 1980. Un fenomeno analogo si era verificato soltanto durante gli anni del boom economico, quando però l’intero Paese viaggiava su ritmi di crescita molto più sostenuti.
La crescita nel 2025 è risultata contenuta nelle aree settentrionali, con un aumento del Pil dello 0,3% nel Nord-Ovest e dello 0,4% nel Nord-Est. Più dinamico il Centro (+1%), grazie soprattutto alla performance del Lazio, che ha segnato un incremento del 2%.
Sul fronte europeo, tuttavia, l’Italia continua a perdere terreno. Il Pil nazionale è cresciuto dello 0,5%, in rallentamento rispetto al +0,8% del 2024 e, per il secondo anno consecutivo, al di sotto della media dell’Unione europea a 27 Paesi, pari all’1,5%.
Il confronto con le principali economie europee evidenzia un quadro molto differenziato: la Spagna mantiene una crescita sostenuta (+2,8%), la Francia avanza a ritmo moderato (+0,8%), mentre la Germania resta sostanzialmente stagnante (+0,2%) dopo la recessione del biennio precedente.
Per Svimez, dopo il triennio 2021-2023 caratterizzato da una crescita relativamente più robusta, l’Italia è tornata negli ultimi due anni su un percorso di sviluppo debole, con tassi non molto diversi da quelli registrati nei primi due decenni degli anni Duemila.



























