Si è conclusa positivamente la vertenza sul futuro di Riello: il gruppo è stato acquisito da Ariston Group, storica azienda italiana del settore termico. L’operazione è stata illustrata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy durante un incontro alla presenza del ministro Adolfo Urso.
L’acquisizione arriva dopo mesi di confronto avviati dalle organizzazioni sindacali a seguito del progressivo disimpegno della multinazionale Carrier. Tra gli elementi ritenuti più significativi figura l’impegno assunto da Ariston a non procedere né alla chiusura di stabilimenti né a licenziamenti, puntando invece sulle sinergie industriali e produttive tra le due aziende.
I sindacati hanno chiesto di conoscere al più presto il piano industriale dettagliato, che dovrebbe essere definito nei prossimi mesi e sul quale è previsto un nuovo confronto entro la fine dell’anno. L’obiettivo dichiarato resta la tutela dell’occupazione e il consolidamento delle attività produttive e degli uffici delle due realtà industriali.
In una nota congiunta, Fim, Fiom e Uilm nazionali esprimono soddisfazione per l’esito dell’operazione, giudicandola una garanzia per il futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti e una possibile opportunità di sviluppo industriale.
Per il segretario nazionale Fim-Cisl, Valerio D’Alò, l’acquisizione consente di mantenere in Italia “un patrimonio industriale di grande valore” e rappresenta un passaggio importante per trasformare gli impegni annunciati in un percorso concreto di rilancio. D’Alò ha sottolineato come negli anni passati il settore abbia sofferto una fase di sottoinvestimento, particolarmente critica in comparti legati alla transizione energetica, evidenziando la necessità che il futuro piano industriale punti al rafforzamento produttivo e all’ottimizzazione delle attività.
Sulla stessa linea Loris Scarpa, coordinatore nazionale Fiom-Cgil per il gruppo Riello, secondo cui l’operazione apre una nuova fase per il settore termomeccanico e per l’industria italiana. Scarpa ha ricordato il lavoro svolto dalle organizzazioni sindacali e dal Mimit negli ultimi due anni per evitare che il disimpegno di Carrier sfociasse in una crisi industriale, evidenziando come l’impegno assunto da Ariston sia orientato alla crescita e non alla riduzione dell’occupazione o alla chiusura degli stabilimenti.
Soddisfazione anche dalla Fiom di Verona. Il segretario generale Martino Braccioforte, interpretando il pensiero della RSU Fiom Riello, ha accolto positivamente le rassicurazioni ricevute sul ruolo strategico degli stabilimenti di Legnago e Angiari, con la conferma della continuità produttiva e delle garanzie occupazionali per i lavoratori dei siti veronesi.



























