Salari che non crescono, precarietà diffusa e una sicurezza sul lavoro ancora insufficiente. È questo il quadro tracciato dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenendo a Bologna a margine dell’assemblea nazionale sul “Valore del lavoro”.
Secondo Landini, le condizioni dei lavoratori stanno peggiorando: “I salari non aumentano, la precarietà non si riduce, si continua a morire sul lavoro, oggi addirittura per il caldo”. Per il leader sindacale è quindi necessario riportare il lavoro al centro delle politiche economiche e sociali del Paese, puntando su retribuzioni adeguate, riduzione della precarietà, soprattutto per giovani e donne, maggiore formazione e un rafforzamento della contrattazione collettiva.
La Cgil rilancia inoltre la piattaforma unitaria presentata alle organizzazioni imprenditoriali, chiedendo che i rinnovi contrattuali garantiscano aumenti salariali verificabili anche annualmente. Tra le priorità indicate da Landini figurano anche il diritto dei lavoratori a eleggere i propri rappresentanti e delegati alla sicurezza in tutti i luoghi di lavoro e il riconoscimento esclusivo dei contratti sottoscritti da soggetti realmente rappresentativi e certificati.
Sul fronte industriale, il segretario della Cgil ha parlato di una “situazione di crisi generalizzata”, citando le difficoltà che interessano settori strategici come l’automotive e realtà produttive come Natuzzi. Una condizione che, a suo giudizio, evidenzia i limiti delle politiche industriali e la carenza di investimenti da parte delle imprese.
Per rilanciare la crescita, Landini chiede una riforma fiscale che alleggerisca il peso su lavoratori dipendenti e pensionati, spostando il prelievo verso profitti, rendite finanziarie e immobiliari. “È il momento di investire sul lavoro per far crescere il Paese”, ha affermato.
Il leader sindacale ha poi aperto al confronto con le associazioni datoriali sul tema della rappresentanza. La Cgil propone un accordo che consenta di misurare in modo trasparente la rappresentatività sia delle organizzazioni sindacali sia delle associazioni delle imprese. L’obiettivo, ha spiegato, è definire regole condivise che garantiscano la democrazia nei luoghi di lavoro e contrastino il fenomeno dei cosiddetti “contratti pirata”.
“Nei prossimi giorni auspichiamo l’avvio della trattativa”, ha detto Landini, sottolineando che, in caso di intesa tra le parti sociali, il sindacato chiederà un successivo intervento legislativo di sostegno. “È l’unico modo per cancellare davvero i contratti pirata”, ha concluso.



























