Volkswagen prevede di tagliare fino a 100.000 posti di lavoro e di interrompere la produzione in quattro stabilimenti in Germania, accelerando significativamente i suoi piani di riduzione dei costi. Lo scrive l’FT. Volkswagen aveva già delineato dei piani per tagliare 50.000 posti di lavoro in Germania entro la fine del 2030 e ha dichiarato di voler ridurre la propria capacità produttiva di automobili nel paese di 500.000 unità. L’ultimo piano, riportato per la prima volta dal quotidiano tedesco Manager Magazin, potrebbe portare a un’ulteriore riduzione di 50.000 unità, secondo una fonte a conoscenza del piano, spiega l’FT.
L’operazione comporterebbe la soppressione di quasi un sesto dei circa 625.000 posti di lavoro del gruppo in tutto il mondo, tra i più grandi licenziamenti aziendali di sempre. Se attuati, i tagli, che probabilmente saranno oggetto di difficili negoziazioni con i sindacati, supererebbero i 74.000 posti di lavoro tagliati dalla General Motors durante la ristrutturazione degli anni ’90 e i 60.000 tagliati da Ibm nel 1993.
I precedenti obiettivi di riduzione del personale della VW, uno dei maggiori datori di lavoro industriali privati in Germania, sottolinea l’Ft, sono stati spesso ridimensionati a seguito dei negoziati con i rappresentanti dei lavoratori. Le misure di ristrutturazione giungono dopo la clamorosa vendita della sua divisione di motori marini Everllence alla società di private equity Usa Bain, che genererà proventi per 7,4 miliardi.


























