Un caleidoscopio variegato, fatto di professioni e competenze diverse, nel quale l’autonomia lavorativa rappresenta una scelta consapevole e non un’imposizione. È questo il mondo del lavoro autonomo rappresentato dalla Felsa-Cisl durante gli Stati Generali che si sono tenuti a Roma.
Durante l’evento molte sono state le sigle, afferenti alla galassia della Felsa, che hanno portato le varie istanze del mondo autonomo. La Fivag, il sindacato dei venditori ambulanti, ha sottolineato come una delle parti più importanti del suo operato sia il costante raffronto con le amministrazioni locali. Per il Sogi, che rappresenta avvocati e giudici di pace, una delle priorità da affrontare il costante peggioramento delle condizioni lavorative di chi intraprende la carriera forense. Si registra un calo dei praticanti o la fuoriuscita di molti avvocati che, grazie al Pnrr, sono passati alla pubblica amministrazione, accentando anche contratti a tempo determinato.
Ci sono poi i naturopati e chi pratica le discipline naturali aderenti al Sinape, che chiedono una legittimazione e un maggior inquadramento normativo. Lo Snivs che tutela i lavoratori dello spettacolo viaggiante, impegnato a garantire che le aree adibite agli spettacoli nelle varie città siano garantite, chiamato a confrontarsi con numerose e diverse ordinanze locali e a dare risposte a un lavoro contraddistinto dalla precarietà.
Lo Snam è, ancora, il sindacato che riunisce gli agenti mandatari SIAE, che hanno il compito di rilasciare le licenze, incassare i proventi dei diritti di autore e che da qualche anno operano anche per conto dell’Agenzia delle entrate e di Sky. Una popolazione lavorativa molto disomogenea. Molto dipendente dal territorio di competenza di ogni singolo mandante, che può garantire guadagnai più alti rispetto a un altro, e quindi anche la possibilità per il mandate di assumere del personale.
E poi i freelance e i liberi professionisti affiliati a Vivace. Sono tutte quelle figure non aderenti agli ordini professionali. Il primo aiuto che chiedono al sindacato è quello fiscale. Il lavoro discontinuo non garantisce pensioni adeguate per il futuro, con il tasso di sostituzione che per alcune categorie tocca solo il 48%. Ma anche l’accesso alla previdenza complementare non è facile: appena il 20% degli autonomi vi aderisce contro il 40% dei subordinanti.
“Sempre di più riscontriamo specificità all’interno del variegato mondo del lavoro autonomo che rappresentiamo – ha detto Daniel Zanda – segretario generale della Felsa-Cisl-. Compito del sindacato è adeguare la propria proposta e azione per rispondere in modo puntuale, pertinente e specifico alle diverse forme con le quali queste esigenze si manifestano”.
“Il lavoro autonomo e il lavoratore autonomo hanno quindi bisogno di rappresentanza, perché l’indipendenza non si deve trasformare in isolamento, il vivere il lavoro con libertà non deve passare dal non avere orari al lavorare a tutte le ore. Occorre costruire comunità, generare una dinamica associativa tra i lavoratori autonomi, soprattutto i più giovani che esprimono un desiderio di maggiore libertà, ma che deve essere in qualche modo guidato e accompagnato”. Per Zanda “la costruzione di tutele del lavoro si regge su due gambe: l’attività di rappresentanza e quella dei servizi”.
Il numero uno della Felsa è poi tornato anche sulla trattativa per il contratto dei rider con Assodelivery e Confcommercio, nella quale la sola categoria della Cisl è ancora presente al tavolo e non quelle di Cgil e Uil.
“Noi siamo e resteremo al tavolo perché abbiamo un piattaforma rivendicativa che abbiamo condiviso con migliaia di rider in tutto il territorio nazionale che prevede dei punti molto chiari: maggiore certezza e chiarezza nella composizione del compenso, l’introduzione di tutele sociali, oggi non esistenti, come in caso di maltempo o di caldo estremo, perché manca un elemento compensativo e non possiamo permetterci che le persone scelgano tra la salute e il guadagno, e la partecipazione per governare in trasparenza l’algoritmo. Noi continueremo a stare sul merito, sappiamo che è una trattativa lunga e complessa, staremo al tavolo ma non arriveremo a un contratto a tutti i costi se le nostre istanze non saranno accolte” ha precisato Zanda.
I lavori sono stati chiusi dalla segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, che ha sottolineato come “il lavoro autonomo non è un mondo marginale né una categoria residuale. È una parte viva, plurale e sempre più decisiva del sistema produttivo italiano”.
“Il confine tra lavoro subordinato e lavoro autonomo è diventato più mobile, più incerto, meno leggibile con gli schemi tradizionali. Per questo va rappresentato, tutelato e valorizzato, superando vecchi schemi che non sono più in grado di leggere la realtà. Gli strumenti esistenti, per quanto necessari, non sono sufficienti. Vanno attivate nuove leve e rafforzate le misure già messe in campo”.
Per quanto riguarda i lavoratori delle piattaforme digitali “a vera domanda non è soltanto se un rider o uno shopper sia subordinato o autonomo. Dobbiamo chiederci quali diritti abbia, come venga determinato il suo compenso, con quali criteri operi l’algoritmo e quali garanzie esistano in caso di malattia, infortunio o sospensione dell’attività”.
“La rappresentanza del lavoro autonomo non può avere un solo modello. Deve essere contrattuale quando c’è una controparte, istituzionale quando servono regole nuove, associativa e di servizio quando occorre accompagnare concretamente le persone” ha concluso Fumarola.




























