L’autunno inizia in salita per il commercio al dettaglio di moda, con vendite in calo del 4,7% in valore a settembre rispetto allo stesso mese del 2025. È quanto emerge dal monitoraggio di Federazione Moda Italia-Confcommercio: il 52% delle imprese registra vendite stabili (38%) o in crescita (14%), mentre il 48% segna una diminuzione.
“È un dato preoccupante che evidenzia un progressivo peggioramento rispetto ai mesi precedenti” spiega il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni. Alla base della flessione ci sarebbero il clima più mite, l’aumento dei costi energetici e dei trasporti che hanno pesato sui bilanci di famiglie e imprese. A ciò si sommano i recenti tafferugli, le devastazioni e i saccheggi che hanno colpito la capitale della moda, Milano, e diverse città italiane ed europee, causando gravi danni e mancati ricavi ai negozi di moda.
Secondo Felloni, si tratta di attività che non svolgono soltanto una funzione economica e occupazionale, ma sono anche “importantissimi presidi essenziali di vivibilità, socialità e sicurezza urbana. Eppure consumi deboli, costi crescenti, margini ridotti e concorrenza squilibrata rendono sempre più difficile la competitività dei nostri negozi”. Per far fronte al quadro, dunque, servono interventi strutturali per sostenere il commercio di prossimità, contrastare la desertificazione commerciale e promuovere la rigenerazione urbana, “che possono essere attuati attraverso il progetto Cities di Confcommercio”.
Il mondo della moda, prosegue Felloni, sta attraversando profondi cambiamenti che coinvolgono l’intera filiera, in particolare il retail a diretto contatto con il consumatore. “Come Federazione Moda Italia-Confcommercio stiamo lavorando anche a livello europeo, insieme ad altre rappresentanze del retail come Fnh-Fédération Nationale de l’Habillement, per riequilibrare i rapporti tra retailer e fornitori. I negozi devono poter programmare acquisti sostenibili, rispondere ai cambiamenti climatici e della domanda e competere ad armi pari con l’online”.
“In Italia – conclude il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio – abbiamo presentato al Tavolo della Moda del Mimit un pacchetto di misure da attuare rapidamente: 1) voucher moda ai consumatori per gli acquisti nei negozi di prossimità; 2) cedolare secca sugli affitti condizionata alla riduzione dei canoni; 3) svalutazione progressiva delle rimanenze di magazzino; 4) Giornata Nazionale della Moda Italiana. Misure concrete per rilanciare i consumi, sostenere le imprese, tutelare l’occupazione e mantenere vivi i nostri centri urbani”.


























