Secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confcommercio, a marzo l’indice di disagio sociale scende a 20,2 (-0,3). Il misery index di marzo si è attestato su un valore stimato di 20,2 punti (-0,3 punti rispetto a febbraio), invertendo sia pure in misura contenuta la tendenza all’aumento che aveva caratterizzato gli ultimi mesi.
Anche a marzo l’andamento del Mic è stato determinato in misura di un certo rilievo dalla componente relativa ai prezzi la cui variazione, per i beni ad alta frequenza d’acquisto, è scesa dal 3,2% di febbraio al 2,7% dell’ultimo mese.
Per contro la disoccupazione estesa è aumentata di un decimo di punto, come sintesi di un incremento della componente ufficiale e di una riduzione di quella relativa alla Cig ed agli scoraggiati.
In presenza di “una dinamica inflazionistica che, seppure non particolarmente elevata, si manterrà anche nei prossimi mesi su valori superiori all’1,5% per la riduzione dell’area del disagio sociale, elemento in grado di restituire anche fiducia alle famiglie, è necessario che l’occupazione torni a crescere a ritmi più sostenuti rispetto a quanto rilevato negli ultimi mesi.”





























