I lavoratori del gruppo Tim scenderanno in piazza oggi, 4 maggio, a Rozzano (Milano) per uno sciopero generale e presidio nazionale indetto da Slc Cgil, Snater e Cobas in concomitanza con l’assemblea dei soci della media company, che approverà il bilancio e rinnoverà la governance della società. L’astensione dal lavoro è prevista per l’intero turno.
Alla guida operativa della società il socio di maggioranza, la francese Vivendi (che possiede il 23,9 per cento delle quote), riconfermerà l’amministratore delegato Flavio Cattaneo, in carica dal marzo 2016. “Per l’ottimo lavoro svolto, tagliando diritti e salario ai lavoratori, Cattaneo ha già intascato oltre cinque milioni di euro, più un bonus di 9,3 milioni (tra azioni e contanti)” spiega un volantino della Slc Cgil. “Tim ha chiuso il 2016 con un margine operativo lordo di 6,7 miliardi di euro e un utile netto di 1,9 miliardi, i migliori risultati degli ultimi dieci anni”.
I sindacati continuano a denunciare l’i “insostenibile” situazione lavorativa dei dipendenti: tagli al personale e disdetta dell’integrativo, sostituzione del ruolo “della contrattazione collettiva con la magnanimità aziendale”, azioni unilaterali peggiorative su rientri e maggiorazioni, ferie e permessi, inquadramenti e Cralt.
Pertanto chiedono “l’apertura di una discussione sui veri problemi di Tim, che dovrà svolgersi non nelle segrete stanze e con gli interlocutori che l’azienda si sceglie, ma alla luce del sole, con la convocazione del Coordinamento nazionale delle Rsu”, concludono.


























