I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno celebrato la festa del primo maggio a Portella della Ginestra, dove il primo maggio del 1947, gli uomini di Salvatore Giuliano spararono sui contadini, i lavoratori e le loro famiglie.
Per i sindacati Portella della Ginestra si fa simbolo della volontà di ripartire dalle radici del sindacalismo italiano, da quella strage voluta dal latifondo, dalla mafia, per fermare la redistribuzione delle terre, le riforme, lo sviluppo, l’avanzata del lavoro nel dopoguerra. Ripartono non da una sconfitta, ma dalle battaglie e dai sacrifici di quegli uomini e di quelle donne, dalle radici appunto, che parlano anche al presente e al futuro del mondo del lavoro italiano.
Il corteo dei sindacati, guidato da Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, dopo aver raggiunto la spianata di Portella della Ginestra, ha reso omaggio alle vittime dell’eccidio con una corona di alloro posata sul Sasso di Barbato che commemora la strage.
Nel corso degli interventi, delegati e leader sindacali hanno commemorato le vittime del 1947, ma legandole con forza alle battaglie di oggi, alla centralità del lavoro, alla richiesta di riforme che mettano al centro l’occupazione dei giovani, il rilancio del Mezzogiorno, la riforma fiscale e la redistribuzione, il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, la lotta al neoliberismo e all’austerità, e il rilancio di una nuova Europa dei popoli e non dei populismi.





























