“Il cantiere della sanità si riapre e governo e regioni, con una agenda degna di una riforma, stanno lavorando per noi. Il che non ci fa stare per niente sereni visti anche i disastri che le loro scelte hanno provocato alla salute dei cittadini, alle condizioni di lavoro del personale, all’idea stessa di un Servizio sanitario nazionale”.
Lo dichiara il segretario nazionale di Anaao Assomed, Costantino Troise, spiegando che “la riduzione del fondo contrattuale operata dalla legge di bilancio 2016 è solo l`ultima fatta negli ultimi 7 anni.”
“Dopo avere portato via dal tavolo contrattuale dei medici e dirigenti sanitari 700 milioni di euro – attacca Troise -, governo e regioni veramente pensano di rinnovare il contratto di lavoro dopo 8 anni di blocco con 85 euro?”
A proposito degli standard di personale medico, Troise spiega che “è appena il caso di ricordare che la legge 161/2015 è ancora largamente disattesa. L’Europa ci guarda e le liste di attesa non saranno mai ridotte con gli organici attuali.”
Per quanto riguarda il fabbisogno relativo alle specializzazioni mediche, ed alla formazione dei Mmg, “ricordiamo l’esercito di laureati privi della possibilità di completare il percorso formativo necessario per l’accesso al lavoro, che sta crescendo nel limbo del precariato e della sottooccupazione”.
Infine, le relazioni tra professioni sanitarie, alias 22 profili professionali, e Medici, “rappresentano una questione di estrema rilevanza, che deve essere trattata senza frantumare assetti ordinamentali e senza invadere le prerogative dei medici o balcanizzare con fantasiosi percorsi regionali aspetti di competenza della legge statale”.
“Non accetteremo ulteriori penalizzazioni e peggioramenti delle condizioni di lavoro. Il passo dallo stato di agitazione allo sciopero è breve”, conclude Troise.


























