Pochi mesi fa è avvenuta l’acquisizione del 100% delle quote di Eridania Italia da parte della multinazionale francese Cristal Union, uno dei maggiori player internazionali del settore saccarifero. Subito dopo tale passaggio i sindacati nazionali, in coordinamento con le strutture territoriali interessate, si sono attivate immediatamente per chiedere alla nuova proprietà un piano industriale che definisse i termini del passaggio delle quote azionarie e il futuro del marchio italiano più importante nel settore saccarifero, quest’ultimo già fortemente provato dalle riforme strutturali messe in campo negli ultimi 10 anni.
“Nell’incontro svolto i sindacati e i vertici di Eridania Italia – si legge in un comunicato unitario di Fai-cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil – lo scorso autunno, l’azienda per bocca dell’Ad Bragaglia, rispose negativamente alla nostra richiesta di piano industriale garantendo che per almeno 3 anni non sarebbe cambiato nulla né in termini di obiettivi aziendali né in termini di assetti organizzativi legati alla forza lavoro.”
“Ci risulta invece che nell’incontro tenuto a Russi il giorno 7 Marzo 2017 tra l’azienda, i sindacati di categoria e le Rsu del sito di Russi, l’Ad Bragaglia abbia posto invece questioni che rischiano di cambiare sensibilmente il quadro prospettato dall’azienda fino a poche settimane fa, mettendo in discussione l’applicazione del contratto nazionale di riferimento e proponendo soluzioni ulteriormente peggiorative per i lavoratori del sito di Russi (RV) senza quelle prospettive di rilancio ed investimento prospettate invece al momento dell’acquisizione.”
“Ci sentiamo dunque in dovere di chiedere – continua la nota – all’azienda di fare chiarezza, nelle sedi opportune, sulle proprie intenzioni e di presentare quanto prima un piano industriale capace di valorizzare le competenze dei dipendenti e le attività del sito di Russi e che definisca i termini degli investimenti e dell’acquisizione di Eridania Italia da parte di Cristal Union. Siamo certi infatti che nelle intenzioni della società francese non ci fosse e non ci sia la volontà di acquisire un marchio italiano ricco di storia come Eridania per poi dismetterne progressivamente l’unico stabilimento. I lavoratori del settore saccarifero hanno già pagato in questi anni le scelte di un sistema politico, istituzionale e produttivo che ha deciso di dismettere gran parte della produzione saccarifera italiana, pertanto pensiamo che quei pochi presidi produttivi rimasti vadano preservati e valorizzati, a partire dalle professionalità in essi presenti. In un tale contesto – concludono Flai-Cgil, Uila-Uil – le organizzazioni sindacali di categoria confermano di essere indisponibili a ragionare di qualsiasi modifica degli assetti organizzativi che potrebbero comportare un ulteriore peggioramento della condizione dei lavoratori.”


























