Secondo la stima preliminare dell’Eurostat, a febbraio si registra una nuova accelerazione dell’inflazione nell’area euro che raggiunge la soglia psicologica del 2 per cento, dall’1,8 per cento di gennaio. Si tratta del livello che viene utilizzato dalla Bce nella sua definizione di stabilità dei prezzi, o meglio l’obiettivo è avere un caro vita “inferiore ma vicino al 2 per cento” sul medio periodo.
L’attuale impennata della crescita dei prezzi al consumo quindi, essendo recente e per ora non protratta su un periodo ragionevolmente lungo per il target Bce (18-24 mesi), non dovrebbe consentire di proclamare “missione compiuta”.
Tuttavia, specialmente se la tendenza dovesse proseguire, potrebbe rendere più controversa la continuazione del massiccio piano di stimoli all’economia, il quantitative easing la cui ossatura è costituita da acquisti di titoli di Stato, formalmente giustificati proprio con la necessità di normalizzare l’inflazione.
Considerato che solo pochi mesi fa l’inflazione era considerata troppo bassa, la risalita attuale è dovuta prevalentemente agli aumenti di energia (9,2% a febbraio da 8,1% a gennaio) e alimentari (2,5% da 1,8%). Esattamente tra una settimana, giovedì 9 marzo tornerà a riunirsi il Consiglio direttivo della Bce.
Nuova accelerazione dei prezzi alla produzione dell’industria nell’area euro. A gennaio hanno registrato un incremento dello 0,7 per cento rispetto al mese precedente, dopo il più 0,8 per cento già mostrato a dicembre. Secondo Eurostat, la crescita su base annua si è rafforzata al 3,5 per cento, più del doppio rispetto all’1,6 per cento di dicembre e laddove a novembre era risultata pari a zero.
Sul versante del lavoro, l’Eurostat rileva che il tasso di disoccupazione medio dell’area euro si mantiene ai minimi da metà 2009, al 9,6 per cento a gennaio. Il valore è lo stesso registrato a dicembre 2016. In termini assoluti l’ente di statistica comunitario ha registrato un calo di 56 mila unità sul numero totale di disoccupati nell’Unione valutaria, a quota 15 milioni 620 mila.
Per l’intera Unione europea il tasso di disoccupazione ha mostrato una limatura all’8,2 per cento, a gennaio, dall’8,2 per cento del mese precedente. In termini assoluti è calata di 96 mila unità sotto a quota 19 milioni 969 mila.





























