In un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, il leader della Fiom, Maurizio Landini, fa il punto sulla sentenza della consulta sui tre quesiti referendari proposti dalla Cgil.
In particolare, Landini dichiara che nonostante il quesito sull’articolo 18 sia stato bocciato, per il sindacato “la questione resta una battaglia di civiltà”.
“I licenziamenti economici e disciplinari – precisa Landini – stanno aumentando perché è venuto meno il deterrente dell’articolo 18. E con i nuovi contratti previsti dal Jobs act, nel giro di 10-15 anni, avremo cancellato lo Statuto dei lavoratori, che nel 1970 portò la Costituzione in fabbrica.”
“Valuteremo le motivazioni della sentenza e poi decideremo. Intanto – continua Landini – chiediamo che già da domani il governo fissi la data dei due referendum ammessi: su voucher e appalti».
Per quanto riguarda il primo punto, Landini certifica la battaglia del sindacato contro i voucher, una parola da “cancellare” , e sulla vicenda dell’utilizzo di buoni lavoro interna allo Spi-Cgil di Bologna, Landini giudica “inopportuno che alcune strutture del sindacato abbiano usato, sia pure in modo limitato, i buoni lavoro. La Cgil ritiene che le attività occasionali debbano essere regolate contrattualmente.”
Ma il tema principale è quello sugli appalti, che “per importanza è superiore anche ai voucher”,che riguarda “tutti i settori e milioni di lavoratori”.
“Succede che per i lavoratori ai quali non viene pagato lo stipendio o non si versano i contributi non c’è la responsabilità di nessuno. Per spezzare questa degenerazione deve esserci una responsabilità solidale tra impresa appaltante e subappaltatrice.”






























