Secondo quanto rileva l’osservatorio Inps delle politiche occupazionali e del lavoro, nel 2015 il numero di beneficiari di Naspi è stato di 1.173.641 mentre quello di Aspi e mini-Aspi rispettivamente 350.978 e 146.167. Se si considera il complesso dei beneficiari delle tre fattispecie (1.670.786) e lo si confrontiamo con la somma dei beneficiari di Aspi e mini-Aspi del 2014 (1.563.454) si registra un aumento del 6,9% rispetto all’anno precedente.
L’istituto di previdenza spiega che l’incremento può essere giustificato dai requisiti maggiormente inclusivi per l’accesso alla prestazione della nuova assicurazione sociale per l’impiego e al completamento dell’effetto inclusione nella prestazione di lavoratori precedentemente all’Aspi non assicurati.
La Naspi è stata introdotta lo scorso anno, sostituendo Aspi e mini-Aspi. A regime sostituirà anche l’indennità di mobilità.
Questa prestazione è entrata in vigore, con riferimento agli eventi di disoccupazione, con data di cessazione dal lavoro successiva al 30 aprile 2015. Pertanto nell’osservazione dell’anno, sottolinea l’Inps, si deve tener conto della coesistenza di tutte le prestazioni.
Sono invece stabili i beneficiari di disoccupazione agricola che nel 2015 ammontano a 531.796 (-0,4% rispetto al 2014). Con riferimento al genere, le donne sono leggermente prevalenti sia per il complesso delle prestazioni Naspi, Aspi e mini-Aspi (51,7% in aumento rispetto all’anno precedente 51,1%), mentre per la disoccupazione agricola prevalgono i maschi (57,1%).
Analizzando la composizione per classe di età dei beneficiari di disoccupazione per le diverse tipologie di prestazione, si nota che sia per l’Aspi che per la Naspi la classe di età in cui si concentra il maggior numero di beneficiari è quella da 35 a 39 anni (per entrambe le tipologie il 15%), mentre tra i beneficiari di mini-Aspi è la classe da 25 a 29 anni (16,9%). Molto diversa la composizione per età dei beneficiari di disoccupazione agricola in cui la classe modale è quella dei beneficiari di 55 anni e oltre (17,1%).
Con riferimento al territorio, la zona in cui si trova il maggior numero di beneficiari di Naspi è il Nord con il 41,7% così come per l’Aspi in cui sono concentrati il 46,6% dei beneficiari, mentre i beneficiari di mini-Aspi si trovano prevalentemente nel Sud e nelle Isole (42,4%). La disoccupazione agricola è fortemente concentrata nel Sud e nelle Isole con quasi i tre quarti di beneficiari (73,7%).
Per il trattamento Naspi, sottolinea l’Inps, non è stato possibile inserire informazioni sul numero di giornate e importi indennizzati, poiché al momento dell’elaborazione buona parte delle prestazioni non sono ancora concluse (il trattamento Naspi prevede durate fino a 24 mesi di prestazione).
Nell’osservatorio è stata inserita l’informazione sulla durata teorica delle prestazioni Naspi nella sezione dei trattamenti. Con riferimento alla distribuzione del numero dei trattamenti per classi di durata teorica della prestazione si può osservare che solo nel 13,5% dei casi la prestazione ha una durata teorica maggiore o uguale a 21 mesi e che nel 36% dei casi la prestazione ha una durata teorica maggiore o uguale a 12 mesi.





























