“Mi sembra un grande passo”. Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha commentato la legge di Bilancio approvata sabato scorso dal Consiglio dei ministri. “Chiaramente – ha proseguito a margine dell’assemblea generale dell’Associazione Industriale bresciana – la politica industriale di un paese è fatta di tanti piccoli passi. Questo è un grande passo. Ora bisogna lavorare su semplificazione, tempi della giustizia e dotazione infrastrutturale del paese”.
Boccia non ha dato un voto. “Noi non diamo voti. Esprimiamo un giudizio sostanzialmente positivo, perché per la prima volta nella recente storia della politica economica del paese si fa uno sforzo sulla politica dei fattori e non dei settori e questo è molto significativo dal punto di vista culturale”, ha dichiarato Boccia.
“Mi sembra nel metodo – ha specificato ulteriormente Boccia a proposito della legge di bilancio – un’ottima cosa perché non si scelgono dei settori ma si individua la cosiddetta politica dei fattori di competitività, orizzontali ai settori”.
Un fatto che, secondo il presidente degli industriali, è “un interessante segnale di politica economica in chiave moderna”.
“E’ evidente – ha aggiunto – che con questo debito pubblico che abbiamo occorreva fare un’operazione su risorse e strumenti selettivi. Entra nella linea di cavalcare la quarta rivoluzione industriale e di indirizzare le scelte dell’industria italiana alta intensità di investimenti, alta intensità di produttività e alta intensità di valore aggiunto”, ha specificato Boccia.
“Avevamo suggerito al governo tre priorità – ha sottolineato il presidente di Confindustria in un’intervista sul Messaggero: le prime due, spinta a una maggiore produttività e riattivazione degli investimenti privati, sono state pienamente accolte. La terza, che può essere sintetizzata nella maggiore attenzione alla finanza per le imprese, non è stata adeguatamente considerata, sebbene il Fondo di garanzia sia stato potenziato e ciò è positivo. Penso – ha sottolineato Boccia – che quanto prima torneremo sul punto, perchè è indispensabile agevolare la crescita delle imprese attraverso capitali propri invece che con il credito bancario”.





























