Il ministro della Pubblicazione, Marianna Madia ha presentato alla stampa insieme con il sindaco Giuseppe Sala l’assunzione a tempo indeterminato di 450 tra educatrici ed educatori dei servizi comunali all’infanzia. Assunzioni rese possibili grazie alla norma 160/2016 approvata dal Governo. Una prima sperimentazione della riforma della Pubblica amministrazione che vuole portare avanti il Governo. L’idea è quella di assumere ad hoc secondo le esigenze degli enti locali ed i sindaci avrebbero un ruolo di primaria importanza. Ma mentre Madia e Sala parlavano in conferenza stampa, all’esterno di Palazzo Marino sindacalisti e lavoratori della Cgil e della Uil della funzione pubblica erano in presidio di protesta “per chiedere il rinnovo dei contratti che sono bloccati da sette anni”.
“Vogliamo cambiare modalità di reclutamento nella pubblica amministrazione, vogliamo ricominciare ad assumere ma intendiamo farlo non in modo generalizzato ma rispondendo in modo mirato ai bisogni delle comunità” ha dichiarato Madia in conferenza stampa. Secondo il ministro di fronte alla “crisi che ha generato il blocco delle assunzioni, noi dobbiamo ricominciare ad assumere, non dando il via ad assunzioni libere ma con modalità misurate sui fabbisogni dei cittadini: il criterio è dunque quello di assumere se ci sono bisogni delle comunità da soddisfare”. Per fare questo, sempre secondo la ministra, “abbiamo bisogno di norme generali che fondino il reclutamento sulle professionalità che servono ai cittadini e ci confronteremo con i Comuni e con gli enti locali, anche per i decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione, perché l’attuazione e il cambiamento concreto passano da uno sforzo collettivo dove i sindaci sono in prima linea e, a giudicare dalla tempestività della giunta Sala, penso che Milano sarà al nostro fianco per l’applicazione della riforma della pubblica amministrazione”.
“Abbiamo davanti una stagione importante fatta di rinnovo dei contratti pubblici dopo tanti anni e anche di riscrittura di molte norme” ha aggiunto la ministra, auspicando “che proprio partendo da un confronto anche con i sindaci nel Testo Unico sul pubblico impiego si possano creare delle norme generali di reclutamento che seguano l’apripista della norma sulle assunzioni delle educatrici”.





























