Il consorzio Sis ha comunicato a Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di aver avviato le procedure di mobilità per i primi 350 operai sui 533 lavoratori attualmente a vario titolo occupati per il passante ferroviario di Palermo. L’avanzamento dei lavori ha già prodotto infatti una situazione di eccedenza del personale. I sindacati avevano lanciato nei giorni scorsi l’allarme, parlando di una progressiva riduzione della manodopera a partire da dicembre 2016 in poi, perché le attività vanno verso il completamento e il trend dei lavori è decrescente. I sindacati degli edili chiedono al sindaco, Leoluca Orlando un incontro per dissipare le preoccupazioni emerse per le previsioni dell’amministrazione comunale in merito alla realizzazione delle opere pubbliche che rientrano nel Patto per Palermo, tra cui le nuove linee del Tram. Inoltre, intendono chiedere al sindaco, al fine di contrastare il lavoro nero e irregolare, la stipula di un accordo con le parti sociali, la Cassa edile e l’Edilcassa, che preveda l’incrocio dei dati riguardanti le concessioni edilizie e le autorizzazioni di inizio lavori dei cantieri per verificare la denuncia dei cantieri e la congruità delle ore lavoro denunciate in rapporto all’importo e all’entità dell’opera.
“Questo significa che per Palermo nei prossimi mesi ci saranno ulteriori lavoratori che andranno a ingrossare le fila dei disoccupati dell’edilizia. A questi si aggiungeranno anche gli altri licenziamenti che seguiranno a ruota nelle aziende affidatarie degli appalti dell’indotto Sis – dicono i segretari di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Ignazio Baudo, Antonio Cirivello e Francesco Piastra – Un dato negativo, che stimiamo nella misura di almeno altri mille disoccupati in più, che si andrà ad appesantire la gravità della crisi dell’occupazione nell’edilizia nella provincia di Palermo. Fillea, Filca e Feneal ritengono urgente avviare col Comune di Palermo un confronto sia sul Patto per Palermo, sia per quanto riguarda i nuovi appalti che gli gli appalti fermi da troppo tempo. C’è un elenco di opere per 124 milioni, già finanziate, in fase di stallo, che da tempo chiediamo di far ripartire e basterebbero opportune manovre correttive e finanziarie per sbloccarle. Nel confronto chiediamo si affronti anche il problema della legalità e del lavoro nero”.
























