I leader dei cinque principali paesi a economie emergenti cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) si sono riuniti ieri a Fortaleza, in Brasile, in occasione del VI Summit che ha come obiettivo principale la creazione di un istituto finanziario da 100 miliardi di dollari da contrapporre alle istituzioni internazionali, come Banca mondiale e Fmi, controllate dall’Occidente.
La banca, che avrà un capitale iniziale di 50 miliardi di dollari, a cui ogni paese contribuirà con eguale importo, avrà per scopo il finanziamento grandi progetti infrastrutturali congiunti, fungendo contemporaneamente come riserva per fronteggiare crisi finanziarie e fuga degli investimenti stranieri.
Per la capitalizzazione della banca verranno subito erogati, da ogni paese, due miliardi di dollari, seguiti da altri 10 miliardi in sette anni più 40 miliardi di garanzie. Nel 2016 dovrebbero cominciare a essere erogare i primi prestiti, lasciando aperta, da quel momento in poi, la possibilità ad altri paesi di aderire. Ora restano solo da decidere i dettagli, come la scelta della sede. Tra le favorite: Shangai e New Delhi.
Nell’agenda del summit, che si concluderà domani, ci sono anche temi di politica internazionale, come il conflitto in Ucraina, l’escalation militare israeliana a Gaza e lo scandalo del Datagate, che ha fatto precipitare ai minimi storici i rapporti diplomatici tra Brasile e Stati Uniti.
Il prossimo Summit, previsto per luglio 2015, si svolgerà in Russia, con il passaggio della presidenza dei Brics nelle mani di Vladimir Putin, il quale ha garantito continuità attraverso il mantenimento delle priorità enunciate dai colleghi brasiliani.
Il capo di stato russo, inoltre, che per la prima volta dopo l’espulsione dal G8 torna a partecipare ad un vertice internazionale, pur specificando che “non ci sono piani di alleanza politico-militare basata sui Brics”, ha ringraziato gli altri paesi “che in varie forme hanno condannato le sanzioni americane rivolte al Cremino”, facendo loro appello affinché, insieme, si elabori un sistema di misure che: “Non permetta attacchi ai paesi che sono in disaccordo con alcune decisioni di politica estera degli Stati Uniti e dei suoi alleati”.
“Cercheremo di fare del nostro meglio per promuovere il ruolo dei Brics negli affari mondiali”, ha infine dichiarato il presidente della federazione russa, aggiungendo: “I tentativi di costruire un modello di relazioni internazionali, in cui tutte le decisioni sono prese all’interno di un unico polo, non sono efficienti, ma condannate al fallimento”.
F. P.



























