Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro.
C. 3193 Governo.
(Seguito dell’esame e conclusione).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 17 ottobre 2002.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ricorda che nelle precedenti sedute la Commissione ha esaminato gli emendamenti relativi agli articoli 1 e 2. Passa quindi all’esame delle proposte emendative riferite ai restanti articoli del disegno di legge (vedi allegato).
Angelo SANTORI (FI), relatore, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all’articolo 3 ed invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Perrotta 3.4 e Galli 3.12.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI concorda con il parere espresso dal relatore.
Alfonso GIANNI (RC), nell’illustrare le finalità del suo emendamento soppressivo 3.1, osserva che il testo in esame opera una manomissione del concetto di lavoro a tempo parziale. Sottolineato che la sua parte politica non è pregiudizialmente contraria al tempo parziale, stigmatizza il fatto che il provvedimento di delega pieghi l’elasticità e la flessibilità del rapporto di lavoro a tempo parziale unicamente alle esigenze dei datori di lavoro.
Lalla TRUPIA (DS-U) illustra le finalità dell’emendamento Cordoni 3.2, di cui è cofirmataria. Rilevato che forme regolate di lavoro part-time possono essere utili a determinati soggetti, evidenzia che, per quanto riguarda il lavoro femminile, l’Italia si trova agli ultimi posti nel contesto europeo.
Dichiara di non essere contraria al rapporto di lavoro a tempo parziale, ma al merito delle disposizioni di delega contenute nell’articolo 3, che appaiono generiche e necessitano di un confronto approfondito con le parti sociali.
Rilevato che il documento di lavoro predisposto dagli uffici contiene giudizi di merito sulla legislazione dei Governi precedenti relativamente alla materia dell’occupazione e del lavoro, ritiene che la riforma proposta rappresenti una grave riduzione delle tutele dei lavoratori. Il part-time risulta infatti una liberalizzazione del rapporto di lavoro ad esclusivo vantaggio delle imprese e non un’opportunità regolata offerta al prestatore d’opera. Osserva inoltre che il disegno di legge di delega non tiene conto delle direttive europee sulla materia, nelle quali si fa esplicito riferimento al consenso del lavoratore e alla contrattazione con le parti sociali.
Con riferimento alla lettera b), del comma 1 dell’articolo 3, sottolinea la mancanza di garanzia circa il carattere volontario del consenso del lavoratore e la possibilità di recesso da un contratto di lavoro a tempo parziale, secondo una impostazione del rapporto che introduce surrettiziamente il concetto lavoro a chiamata.
Ritiene altresì che le disposizioni dell’articolo 3 aggirino lo Statuto dei lavoratori per quanto riguarda l’esercizio di diritti sindacali e facciano inopportunamente riferimento a non meglio precisate organizzazioni sindacali territoriali ponendole sullo stesso piano delle organizzazioni più rappresentative su scala nazionale. Osserva infine che l’intera impostazione dell’articolo 3 presenta una disciplina del lavoro a tempo parziale priva di garanzie e di diritti per il lavoratore.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI osserva che l’articolo 3 contiene una delega che il Governo dovrà esercitare in assoluta coerenza con le direttive europee volte ad agevolare il ricorso al lavoro a tempo parziale quale strumento per incrementare il tasso di occupazione. Nel respingere le osservazioni critiche in merito ad una presunta mancanza di tutela per i lavoratori, sottolinea che le disposizioni in esame presentano una disciplina del lavoro supplementare certamente più rigida rispetto a quelle elaborate in altri paesi europei.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Gianni 3.1 e Cordoni 3.2.
Elena Emma CORDONI (DS-U) illustra le finalità dell’emendamento Delbono 3.3, di cui è cofirmataria.
Nel sottolineare che la flessibilità necessita di regole, osserva che il testo fa riferimento alla contrattazione e, nel contempo, prevede il consenso del lavoratore interessato in carenza dei contratti collettivi.
Ricordato che la legislazione prodotta in materia nella precedente legislatura coglieva le esigenze delle imprese e dei lavoratori, osserva che è necessario stabilire regole certe e orari definiti nel rapporto di lavoro part-time perché esso possa essere proficuamente utilizzato, in particolare nel lavoro femminile. Richiama infine l’attenzione del Governo a considerare seriamente le direttive europee in materia di contrattazione.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nel dichiararsi contrario all’emendamento in esame, ritiene tuttavia opportuno sottolineare alcune esigenze esposte da deputato Cordoni. Rilevato che forme di flessibilità appaiono necessarie nell’attuale mercato del lavoro, reputa importante procedere a forme di programmazione che consentano di soddisfare parimenti le esigenze delle imprese e quelle delle famiglie.
La Commissione respinge l’emendamento Delbono 3.3.
Aldo PERROTTA (FI) ritira il suo emendamento 3.4, preannunciando che trasfonderà il suo contenuto in un ordine del giorno.
Lalla TRUPIA (DS-U) fa proprio l’emendamento Perrotta 3.4.
Elena Emma CORDONI (DS-U) dichiara di non comprendere le ragioni per cui si intenda escludere il ministro per le pari opportunità dalla fase di elaborazione dei decreti legislativi attuativi della legge delega.
Aldo PERROTTA (FI) dichiara che si asterrà dalla votazione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Perrotta 3.4 e Innocenti 3.5.
Lalla TRUPIA (DS-U) illustra le finalità dell’emendamento Cordoni 3.9, di cui è cofirmataria, sottolineando la necessità di un confronto con le parti sociali che sia in grado di garantire un equilibrio tra gli interessi dell’impresa e i diritti dei lavoratori.
La Commissione respinge l’emendamento Cordoni 3.9.
Elena Emma CORDONI (DS-U) illustra le finalità dell’emendamento Gasperoni 3.11, di cui è cofirmataria.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, comunica che il deputato Capuano sarà sostituito nelle votazioni dal deputato Iacini.
Elena Emma CORDONI (DS-U), sottolineato che le sostituzioni devono essere comunicate al presidente prima dell’inizio delle votazioni, stigmatizza l’introduzione di una prassi che consente le sostituzioni una volta iniziate le votazioni.
Alfonso GIANNI (RC) si associa alle considerazioni del deputato Cordoni.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, sottolinea che – come già chiarito in altre sedute, in particolare all’inizio della legislatura – sono consentite dall’articolo 19 del regolamento le sostituzioni per l’intera seduta e quindi anche dopo l’inizio delle votazioni, purché siano comunicate precedentemente alla singola votazione. Non sono invece consentite votazioni di deputati già sostituiti.
La Commissione respinge l’emendamento Gasperoni 3.11.
Giovanni DIDONÈ (LNP) ritira l’emendamento Galli 3.12.
Elena Emma CORDONI (DS-U) illustra le finalità del suo emendamento 3.11, osservando che le agevolazioni previste per il lavoro supplementare, nella fattispecie della disciplina a tempo parziale, devono essere regolate in sede di contrattazione nazionale. Sottolineata l’opportunità di prevedere l’obbligatorietà del consenso da parte del lavoratore, osserva che tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione sono volti alla ricerca di soluzioni di equilibrio tra esigenze delle imprese e dei lavoratori.
Pietro GASPERONI (DS-U), nel sottolineare l’importanza dell’emendamento Cordoni 3.13, ritiene che nella disciplina in esame il Governo presti maggiore attenzione alle esigenze dei datori di lavoro.
Lalla TRUPIA (DS-U), in qualità di cofirmataria dell’emendamento Cordoni 3.13, sottolineata l’opportunità di prevedere l’obbligatorietà del consenso del lavoratore, paventa che un’inadeguata regolamentazione del rapporto di lavoro part-time possa rilevarsi una forma di riduzione di diritti, in particolare delle lavoratrici.
Nell’osservare che le associazioni sindacali debbono essere rappresentative su scala nazionale, chiede al sottosegretario Sacconi di chiarire il concetto di associazioni sindacali territoriali che, a suo avviso, potrebbero nascondere organizzazioni di comodo finalizzate a ridurre i diritti dei lavoratori.
Alfonso GIANNI (RC) dichiara voto favorevole nell’emendamento 3.13, in una logica di riduzione del danno.
La Commissione respinge l’emendamento 3.13.
Pietro GASPERONI (DS-U) illustra l’emendamento Innocenti 3.14, di cui è cofirmatario, volto a sottolineare l’importanza di una legge di misurazione della rappresentatività. Rilevato che gli accordi sottoscritti da una sola parte devono essere misurati in termini di rappresentatività, evidenzia la necessità di approvare regole che estendano al settore privato norme contrattuali tipiche della contrattazioni pubblica.
Roberto GUERZONI (DS-U), nel ritenere che l’emendamento in esame rivesta un grande rilievo all’interno di disposizioni di delega molto ampie che modificano in modo sostanziale il ruolo attribuito alle parti sociali, chiede al Governo di precisare cosa si intenda con l’espressione «organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale o territoriale».
Ricordato che in base al comma 1 dell’articolo 43 del decreto legislativo n. 165 del 2001, la rappresentatività non deve essere inferiore al 5 per cento, ritiene che le disposizioni del suddetto decreto debbano costituire le linee guida per la futura legislazione sul mercato del lavoro.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI, nel ritenere che anche su questo punto vi sia un atteggiamento preconcetto da parte dell’opposizione, sottolinea che il concetto di associazione territoriale emerge con chiarezza dalla sottoscrizione dei contratti di secondo livello, ossia di accordi su base territoriale che sono stati sottoscritti anche per la piccola impresa. Ritiene infine che la normativa in esame offra adeguate garanzie contro i cosiddetti accordi pirata, stipulati da organizzazioni scarsamente rappresentative.
Renzo INNOCENTI (DS-U), nel ritenere che la risposta del sottosegretario non sia sufficientemente precisa, sottolinea che l’elemento della rappresentatività è misurabile attraverso procedure democratiche nei contratti del pubblico impiego. Ricordato che l’espressione delle associazioni comparativamente più rappresentative su scala nazionale fu introdotta dalla precedente maggioranza dopo l’esito referendario sulla rappresentatività delle associazioni sindacali, sottolinea la necessità di dare attuazione all’articolo 39 della Costituzione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Innocenti 3.14 e Motta 3.15.
Elena Emma CORDONI (DS-U) illustra le finalità del suo emendamento 3.17, osservando come nel testo siano completamente assenti riferimenti certi ad una regolazione del rapporto di lavoro part- time sui quali il lavoratore possa programmare la propria vita privata.
La Commissione respinge l’emendamento Cordoni 3.17.
Alfonso GIANNI (RC) illustra le finalità del suo emendamento 3.18, volto a sottolineare la necessità di un consenso del lavoratore al lavoro supplementare.
Lalla TRUPIA (DS-U) dichiara voto favorevole all’emendamento Gianni 3.18.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Gianni 3.18, Guerzoni 3.19 e Delbono 3.20.
Elena Emma CORDONI (DS-U), come cofirmataria dell’emendamento Delbono 3.21, sottolinea che esso è ispirato ad una logica di riduzione del danno più volte citata dal deputato Gianni.
La Commissione, con distinte votazione, respinge gli emendamenti Delbono 3.21, Cordoni 3.22, Gasperoni 3.23 e Gianni 3.24.
Lalla TRUPIA (DS-U), nell’illustrare l’emendamento Motta 3.25 di cui è cofirmataria, chiede al sottosegretario Sacconi di precisare il senso della frase «anche sulla base del consenso del lavoratore» contenuta nella lettera a) del comma 1.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI dichiara che il consenso del lavoratore interessato è previsto in carenza dei contratti collettivi.
La Commissione respinge l’emendamento Motta 3.25.
Elena Emma CORDONI (DS-U) illustra le finalità dell’emendamento Trupia 3.26 di cui è cofirmataria volto a riconoscere il diritto del lavoratore a ritirare il consenso al contratto di lavoro part time, a fronte di ragioni documentate.
La Commissione respinge l’emendamento Trupia 3.26.
Pietro GASPERONI (DS-U), intervenendo sull’ordine dei lavori, in considerazione del previsto termine dei lavori della Commissione alle 13 della giornata odierna, chiede come si intenda procedere.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ricordato che i gruppi non hanno ritenuto opportuno segnalare emendamenti da porre comunque in votazione, sottolinea la necessità di concludere l’esame del provvedimento, in considerazione della sua calendarizzazione nei lavori dell’Assemblea.
Renzo INNOCENTI (DS-U), ricordato che il gruppo dei Democratici di sinistra ha espresso una netta contrarietà sulla calendarizzazione del provvedimento in Assemblea, sottolinea che il Governo ha «strangolato» il dibattito su questioni fondamentali inerenti il mercato del lavoro, impedendo peraltro lo svolgimento di audizioni che avrebbero consentito confronto con le parti sociali.
Emilio DELBONO (MARGH-U), nel riconoscere il buon andamento dei lavori della Commissione sul provvedimento in esame, si associa alle considerazioni del deputato Innocenti.
Rilevato che il Governo ha operato una sostanziale «blindatura» del testo, esprime un giudizio decisamente negativo sull’accelerazione dell’approvazione di un disegno di legge di delega che introduce una riforma strutturale del mercato del lavoro.
Alfonso GIANNI (RC), stigmatizzata l’impossibilità di una modifica del testo, evidenzia il carattere autoritativo e neocorporativo della politica del lavoro del Governo Berlusconi. Preannuncia che il suo gruppo ripresenterà in Assemblea il suo emendamento 2.29 considerato inammissibile per difetto di copertura.
Cesare CAMPA (FI), nel sottolineare il buon andamento dei lavori della Commissione, ricorda che il provvedimento in esame, collegato alla finanziaria dello scorso anno, è stato ampiamente modificato al Senato. Rilevato che la ristrettezza dei tempi di esame in Commissione è dovuta all’imminenza dell’approvazione della legge finanziaria, ritiene che non siano motivate le accuse mosse riguardo alla genericità delle disposizioni di delega, essendo queste ultime finalizzate in particolare a realizzare obiettivi europei con riferimento all’occupazione femminile.
Nel ricordare al deputato Gianni che, ad eccezione della CGIL, le maggiori organizzazioni sindacali si sono dimostrate favorevoli al disegno di legge di delega, ritiene che la Commissione avrebbe potuto ultimare l’esame di tutti gli emendamenti, se i gruppi avessero accettato altre possibilità procedurali e se non ci si fosse dilungati nell’esame delle singole proposte emendative.
Carmen MOTTA (DS-U), rileva, associandosi ai rilievi del deputato Trupia, che il documento di lavoro predisposto dagli uffici risulta, a suo avviso, carente di riferimenti normativi, con riguardo, in particolare, all’articolo 4, comma 1, lettera b), n. 1.
Elena Emma CORDONI (DS-U) sottolinea che alla Camera sono state dedicate solamente quattro settimane all’esame di un disegno di legge di delega che destrutturerà il mercato del lavoro. Rilevato inoltre che nel testo sono stati aggiunti riferimenti relativamente al ramo d’impresa che non sono stati approfonditi al Senato, ritiene ingiustificata l’accelerazione dei tempi di approvazione imposta dal Governo.
Antonino LO PRESTI (AN) sottolinea il buon andamento dei lavori della Commissione che ha consentito un approfondimento del testo elaborato dal Senato.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nell’evidenziare la qualità del lavoro svolto, avverte che si intendono respinte le restanti proposte emendative riferite agli articoli 3, 4, 5, 6 e 7 del disegno di legge C. 31.93.
Avverte che il testo, come modificato, sarà trasmesso alle Commissioni competenti per l’espressione dei prescritti pareri.