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Home - Camera - Commissione Lavoro pubblico e privato

Commissione Lavoro pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resoconto Sommario)
SEDE REFERENTE


Mercoledì 27 novembre 2002. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla.

Delega al Governo in materia previdenziale.
C. 2145 Governo.

(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 6 novembre 2002.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ricorda che nella seduta del 6 novembre scorso si è concluso l’esame preliminare e avverte che sono stati presentanti emendamenti al testo del provvedimento (vedi allegato).
Ricorda inoltre che la valutazione di ammissibilità degli emendamenti si basa, ai sensi dell’articolo 123-bis del regolamento, sui criteri dell’estraneità di materia e della compensatività finanziaria.
In particolare, ai sensi del comma 3-bis dell’articolo 123-bis, l’estraneità di materia va definita in relazione al contenuto proprio del disegno di legge collegato, così come definito dalla legislazione vigente in materia di bilancio e contabilità dello Stato. Secondo tale articolo, infatti, «i presidenti delle Commissioni cui sono assegnati i progetti di legge collegati alla manovra di finanza pubblica dichiarano inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che concernono materie estranee al loro oggetto (…) ovvero contrastano con i criteri per l’introduzione di nuove o maggiori spese o minori entrate, come definiti dalla legislazione vigente sul bilancio e sulla contabilità dello Stato. Qualora sorga questione, la decisione è rimessa al Presidente della Camera. Gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi dichiarati inammissibili in Commissione non possono essere ripresentati in Assemblea».
Sulla base di queste premesse, considerando che l’articolato del provvedimento si muove su tre direttrici (tutela dei diritti pensionistici acquisiti e incentivi alla permanenza al lavoro; misure di sostegno alla previdenza complementare; riordino degli enti pubblici di previdenza ed assistenza obbligatoria) possono conseguentemente individuarsi i seguenti criteri di ammissibilità: per quanto concerne l’estraneità di materia, devono ritenersi inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che non attengano alla finalità di modificare i principi generali della disciplina previdenziale o che non si occupino di aspetti organizzativi, ordinamentali e finanziari connessi alla materia previdenziale. In altri termini devono ritenersi inammissibili per estraneità di materia le proposte emendative che non attengano alla riforma di specifici aspetti della disciplina del sistema previdenziale e, in particolare, devono ritenersi inammissibili gli emendamenti che, pur presentando attinenze con le questioni pensionistiche, mirano a risolvere o definire problematiche microsettoriali.
Tenuto peraltro conto che – con la relazione tecnica predisposta dal Governo – è stato chiarito che esistono già nel disegno di legge delega criteri direttivi «per i quali le norme sostanziali di graduazione delle aliquote contributive e/o fiscali e delle progressive generazioni di soggetti interessati sono rimandate, assieme alla contestuale copertura, alla legge finanziaria», al tempo stesso preannunciando la presentazione di un emendamento finalizzato a specificare che «la graduazione della riduzione delle aliquote contributive e fiscali e delle generazioni di soggetti interessati relative a taluni criteri-obiettivi saranno stabilite nella legge finanziaria, nell’ambito della quale verranno assicurati i relativi mezzi di copertura, ciò in conformità alla previsione di cui all’articolo 11, comma 3, lettera b), della legge n. 468 del 1978 e successive modifiche ed integrazioni», ritiene che gli emendamenti suscettibili di recare oneri per finanza pubblica e che risultino privi di autonoma copertura finanziaria possano considerarsi anch’essi corredati da una implicita formula di rinvio alla legge finanziaria per la garanzia della contestuale copertura, rimettendo così alla Commissione bilancio, che sarà successivamente chiamata ad esprimere il proprio parere sul testo modificato dalla Commissione, la valutazione sulla conformità della clausola di copertura della legge delega con riferimento sia al testo originario, sia alle modifiche eventualmente introdotte dalla Commissione.
Resta ovviamente impregiudicata la facoltà dei presentatori dei singoli emendamenti ed articoli aggiuntivi di corredare le proprie proposte emendative di autonoma clausola di copertura.
Alla stregua di tali considerazioni, risultano inammissibili, in quanto estranei per materia: gli emendamenti Alfonso Gianni 1.9 e 1.10, in quanto volti a riconoscere a specifiche categorie di pensionati (personale già dipendente rispettivamente dall’Amministrazione delle Poste e delle telecomunicazioni e dall’Azienda autonoma ferrovie dello Stato) il ricalcolo della pensione derivante dal riconoscimento dei benefici retributivi previsti nel contratto collettivo triennale della rispettiva categoria. Peraltro l’emendamento 1.10 determina oneri privi di idonea quantificazione e copertura; l’emendamento Innocenti 1.89, volto ad estendere ai collaboratori coordinati e continuativi garanzie assistenziali e ammortizzatori sociali già previsti per i lavoratori subordinati, quali l’indennità di disoccupazione, l’indennità di maternità o paternità, permessi retribuiti; gli emendamenti Nigra 1.83 e Motta 1.90, volti a prevedere in favore dei collaboratori coordinati e continuativi misure di sostegno al reddito e strumenti per la formazione professionale; l’articolo aggiuntivo Dario Galli 3.02, in materia di riforma della normativa sull’assicurazione per gli infortuni in ambito domestico. La proposta emendativa è peraltro suscettibile di determinare minori entrate per la finanza pubblica; l’articolo aggiuntivo Marras 3.06, in quanto introduce un condono previdenziale per le imprese di alcuni settori produttivi e dispone, inoltre, in materia di cartolarizzazione di crediti INPS.
Ricorda infine che il provvedimento è iscritto nel programma dei lavori dell’Assemblea per il mese di dicembre. Si riserva pertanto di meglio specificare, eventualmente affrontando il tema nell’ambito dell’ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, i tempi e le modalità di esame del disegno di legge, ricordando che, ai sensi dell’articolo 79, comma 1, del regolamento, la Commissione ha l’obbligo di concludere il procedimento in sede referente entro 48 ore dalla data prevista nel calendario dei lavori dell’Assemblea.

Renzo INNOCENTI (DS-U) in ordine alla dichiarazione di inammissibilità del suo emendamento 1.89 e degli emendamenti Nigra 1.83 e Motta 1.90, volti ad utilizzare una parte dei versamenti contributivi a favore di prestazioni di carattere sociale, altrimenti genericamente definite, invita il presidente a rivedere la decisione assunta, alla luce anche di quanto prevede il disegno di legge nell’ultima parte della lettera e) dell’articolo 1, comma 2.

Carmen MOTTA (DS-U) si associa all’invito avanzato dal deputato Innocenti, posto che il suo emendamento 1.90 è semplificativo e migliorativo della materia in discussione.

Elena Emma CORDONI (DS-U), atteso che nella dichiarazione di inammissibilità il presidente ha tenuto conto della preannunciata presentazione da parte del Governo di un emendamento finalizzato a specificare che «la graduazione della riduzione delle aliquote contributive e fiscali e delle generazioni di soggetti interessati relative a taluni criteri-obiettivi saranno stabilite nella legge finanziaria, nell’ambito della quale verranno assicurati i relativi mezzi di copertura», ritiene che i lavori della Commissione non possano proseguire in assenza del preannunciato emendamento. Pur apprezzando i buoni intendimenti del Governo, considera necessario che lo stesso formalizzi l’emendamento per poter verificare l’esistenza della copertura finanziaria.

Emilio DELBONO (MARGH-U) condivide le preoccupazioni del deputato Cordoni, anche alla luce delle recenti dichiarazioni (lanciate da un’agenzia di stampa) del ministro Maroni in ordine alla predisposizione di alcuni emendamenti relativi anche alla copertura finanziaria in materia di decontribuzione. Ritiene che la Commissione dovrebbe lavorare sul testo definitivo, posto che quello oggi in esame, per stessa ammissione del Governo, sembra non esserlo.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ritenute politicamente rilevanti le questioni sollevate, si riserva di rivedere le decisioni assunte in materia di inammissibilità, ribadendo che gli emendamenti suscettibili di recare oneri per la finanza pubblica e che risultino privi di autonoma copertura finanziaria possono considerarsi anch’essi, alla stessa stregua di quello del Governo, corredati da una implicita formula di rinvio alla legge finanziaria per la garanzia della contestuale copertura. Osserva tra l’altro di aver già fatto notare al Governo che eventuali modifiche del testo in corso d’opera da parte dell’esecutivo non possono comunque bloccare o ritardare l’iter del provvedimento in Commissione, la quale peraltro procede sul testo che al momento ritiene essere il testo base.

Emilio DELBONO (MARGH-U) ribadisce la necessità che l’emendamento preannunciato dal Governo venga formalizzato, posto che non si può procedere nella presunzione che la copertura finanziaria, ancora non definita, abbia l’avallo della Commissione bilancio.

Elena Emma CORDONI (DS-U), premesso che non vi è alcuna volontà ostruzionistica da parte dell’opposizione, sottolinea che la questione della copertura finanziaria pone anche un problema di contenuto politico. La predisposizione dell’emendamento del Governo, finalizzato (così come precisato nella relazione tecnica) a specificare che la graduazione della riduzione delle aliquote contributive e fiscali e delle generazioni di soggetti interessati relative a taluni criteri-obiettivi saranno stabilite nella legge finanziaria, avrebbe consentito alla Commissione di svolgere un esame sereno ed approfondito del provvedimento.

Antonino LO PRESTI (AN) ritiene che l’iter del provvedimento in Commissione non possa essere interrotto da una notizia di agenzia di stampa.

Renzo INNOCENTI (DS-U) osserva che si è di fronte ad una questione tecnica dai riflessi politici. Posto che nella relazione tecnica il Governo ha fatto esplicito riferimento alla necessità di modificare ed integrare il testo in esame, attraverso la presentazione, in particolare, di un emendamento recante la riformulazione dell’articolo 4 del disegno di legge di delega, ritiene che al momento si discuta su disposizioni palesemente incostituzionali proprio in considerazione della mancata presentazione da parte dell’esecutivo di quell’emendamento volto a garantire la copertura finanziaria in materia di decontribuzione.
Chiede pertanto formalmente al rappresentante del Governo se l’esecutivo intenda dar seguito o meno alla dichiarata volontà di presentare un emendamento che assicuri la copertura necessaria in materia di decontribuzione, atteso che tale questione è determinante ai fini del passaggio all’esame degli articoli. Rileva infatti l’inopportunità di procedere oltre di fronte all’inadempienza del Governo.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA assicura che l’emendamento governativo sarà presentato, come del resto assicurato dallo stesso ministro Maroni nelle agenzie di stampa cui si è fatto riferimento. Pertanto, prospetta l’opportunità che gli emendamenti presentati in materia di decontribuzione vengano accantonati, in attesa che il ministro predisponga le proposte emendative preannunciate.

Renzo INNOCENTI (DS-U) chiede entro quando potranno essere presentati gli emendamenti in questione.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA precisa che i tempi saranno brevi.

Roberto GUERZONI (DS-U) paventa il rischio che il preannunciato emendamento del Governo possa far considerare decaduti, a seguito del parere della Commissione bilancio, gli emendamenti attualmente dichiarati ammissibili e chiede che siano assicurati tempi idonei per una riformulazione degli emendamenti stessi, al fine di sanare eventuali difetti di copertura.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ritenuto di aver dato adeguato spazio al dibattito, reputa opportuno iniziare comunque l’esame degli emendamenti.
Invita pertanto il relatore ad esprimere il parere sugli emendamenti presentati fino al comma 2, lettera b) inclusa, dell’articolo 1.

Luigi MANINETTI (UDC), relatore, esprime parere favorevole sull’emendamento Zanetta 1.36, a condizione che sia riformulato, nonché sugli emendamenti Emerenzio Barbieri 1.51, Gasperoni 1.92, Filippo Drago 1.95, Delbono 1.12 e Campa 1.31. Il parere è invece contrario sui restanti emendamenti.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA, con riferimento agli emendamenti riguardanti la totalizzazione, fa presente che è in corso un confronto tra gli esercenti libere professioni e le relative casse di previdenza, prospettando la possibilità che lo stesso conduca in tempi brevi ad un accordo nel senso di rendere totalizzabili tutti i periodi di contribuzione superiori ai cinque anni. Atteso che tale soluzione appare prossima ed altresì condivisibile da entrambe le parti in causa, esprime parere contrario sugli emendamenti in questione.
Il parere del Governo è invece favorevole sugli emendamenti Campa 1.49, Delbono 1.12 e Cordoni 1.26, a condizione che siano riformulati.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, auspica che sul tema della totalizzazione vi sia una sinergia tra tutte le forze politiche presenti in Commissione al fine di addivenire ad una soluzione praticabile ed ampiamente condivisa.

Elena Emma CORDONI (DS-U) fa proprio, in assenza del presentatore, l’emendamento Alfonso Gianni 1.1, volto a sopprimere l’articolo 1, che reca una delega legislativa al Governo in materia di previdenza obbligatoria e complementare.
Rilevato che ai principi e criteri direttivi indicati dal comma 2 è sottesa una filosofia non condivisibile, sottolinea che la posizione del suo gruppo è nettamente contraria su alcuni punti qualificanti che dovrebbero formare oggetto dei decreti legislativi del Governo. In particolare, con riferimento al tema della decontribuzione, giudica sbagliata, oltreché dannosa per il sistema previdenziale, la scelta dell’esecutivo di porre ulteriori costi a carico della finanza pubblica attraverso il conferimento ai fondi pensione del trattamento di fine rapporto. Ribadisce le preoccupazioni già espresse in ordine alla mancata presentazione dell’emendamento preannunciato dal Governo in materia, esprimendo altresì perplessità in merito alla decisione della presidenza di procedere comunque all’esame degli emendamenti.
Formula inoltre rilievi critici sulle norme in tema di previdenza complementare contenute nel provvedimento in esame, che mettono in discussione il principio di parità tra lavoratori pubblici e lavoratori privati. Pur ritenendo necessaria la costruzione del secondo pilastro del sistema previdenziale, sottolinea come le modalità scelte dall’esecutivo per il perseguimento di tale obbiettivo non siano assolutamente condivisibili.

La Commissione respinge l’emendamento Alfonso Gianni 1.1, fatto proprio dal deputato Cordoni.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, in considerazione dell’imminente ripresa delle votazioni in Assemblea, rinvia il seguito dell’esame alla seduta di domani.


 

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