Mercoledì 2 luglio 2003. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI, indi del vicepresidente Angelo SANTORI.
Sulla missione di studio svolta a Berlino da una delegazione della XI Commissione nei giorni 23, 24 e 25 giugno 2003.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, rileva che la missione a Berlino ha permesso di approfondire in maniera veramente proficua le caratteristiche delle politiche del mercato del lavoro (con particolare riferimento alla «riforma Hartz») e le tendenze relative alla revisione di alcuni aspetti del sistema pensionistico (Commissione Ruerep) in Germania.
Premesso che ciò che è risultato subito evidente è la straordinaria analogia delle esigenze e dei problemi relativi al mercato del lavoro e al sistema previdenziale e assistenziale in Germania e in Italia, osserva che per quanto riguarda il mercato del lavoro, è necessario ridurre il tasso di disoccupazione e innalzare il tasso di occupazione: ciò richiede l’eliminazione di alcuni elementi di inefficienza e di frizione, anche in considerazione del basso tasso di crescita dell’economia.
Per quanto riguarda il sistema pensionistico, per alleggerire il peso del costo del lavoro relativo alla contribuzione, sarebbe opportuno incentivare il differimento del pensionamento. Inoltre, in considerazione dell’impossibilità di assicurare un rapporto tra pensione e retribuzione pari a quello degli scorsi decenni, risulta evidente la necessità di rafforzare la previdenza integrativa.
Durante i due giorni di soggiorno a Berlino i rappresentanti della XI Commissione hanno avuto modo di incontrare i più importanti protagonisti delle riforme relative al lavoro, alla previdenza e alla sanità, sia sul versante politico (governativo e parlamentare) sia per quanto riguarda le parti sociali.
La Commissione ha incontrato presso la «Società dei parlamentari tedeschi» una rappresentanza della Commissione per l’economia ed il lavoro, presieduta da Rainer Wend. L’incontro ha avuto come tema le politiche del mercato del lavoro e in particolare l’applicazione della riforma Hartz e le forme di lavoro flessibile.
L’analisi esperita dalla Commissione Hartz sulla situazione del mercato del lavoro era giunta alla conclusione nell’agosto 2002 sulla necessità di riforme volte alla razionalizzazione dei servizi dell’Ispettorato federale del Lavoro e dei dipendenti uffici di collocamento e di una revisione della normativa sul welfare.
Tale sintesi è stata recepita in due leggi, entrate in vigore dall’inizio del 2003. Si prevede la creazione e la promozione delle Agenzie dei servizi per l’impiego, che dovranno gestire con criteri privatistici la somministrazione di forza lavoro, soprattutto per i disoccupati di lungo periodo, in tempi molto rapidi, anche con contratti a tempo determinato. Si stima che possa essere realizzata la mediazione di un numero di disoccupati da 250 mila a 350 mila. I lavoratori interessati percepiranno, nelle prime sei settimane, un salario non inferiore all’assegno di disoccupazione, tuttavia inferiore di circa il 30 per cento a quello previsto dai contratti collettivi; dopo tale periodo saranno remunerati secondo le tariffe previste per i lavoratori interinali.
Con la riforma Hartz è stata prevista anche una regolamentazione dei «mini-jobs» in ambito domestico, mirata alla eliminazione del lavoro sommerso e illegale e all’incentivazione del lavoro autonomo e dell’autoimprenditorialità con la corresponsione, per la durata di tre anni, di un contributo decrescente per coloro che siano disoccupati o partecipino alle misure di inserimento nel mercato del lavoro.
È stato anche possibile un incontro con l’Ambasciatore dell’Italia in Germania al quale è seguita una visita dell’Ambasciata.
In seguito la Commissione ha incontrato, presso il Ministero federale della sanità e delle politiche sociali il Sottosegretario Tiemann, che ha illustrato le principali problematiche del sistema previdenziale tedesco, con una panoramica sulle riforme dal 1989 ad oggi e soffermandosi sulle conclusioni della Commissione Ruerup sulla revisione di alcuni aspetti del sistema pensionistico. Inoltre il Sottosegretario ha fornito cenni sulla riforma sanitaria in atto, che dovrebbe essere approvata entro il mese di luglio 2003.
Proprio in merito alla questione sanitaria, è stata evidenziata la necessità di ridurre gli sprechi e l’eccessiva offerta di alcuni servizi, anche con l’introduzione della necessità di «passare» necessariamente dal medico di base prima di potersi avvalere di uno specialista strutturato o convenzionato con il servizio sanitario. Un altro aspetto riguarda la riduzione della spesa per i farmaci, escludendone alcuni dalla copertura del servizio sanitario. Inoltre è prevista la creazione di ente di valutazione sulla opportunità ed efficacia delle scelte effettuate dagli specialisti sul metodo di cura di particolari patologie. In sostanza il Sottosegretario ha riferito che c’è un consenso pressoché unanime sulla ricerca di un equilibrio sostenibile della spesa sanitaria, ma che le posizioni politiche divergono quanto alla scelta dei mezzi per raggiungerlo.
Per quanto riguarda le pensioni, attualmente l’aliquota contributiva è del 19,5 per cento, finanziata pariteticamente da lavoratore e datore di lavoro. Per evitare un innalzamento eccessivo di tale aliquota, secondo le proposte della Commissione Ruerup, è previsto, a partire dal 2011 fino al 2030, un progressivo prolungamento dell’età lavorativa da 65 a 67 anni e la riduzione della pensione ottenuta attraverso l’introduzione di un «fattore di persistenza». Tale fattore terrà conto delle maggiori aspettative di vita, rispecchiando una politica di spesa rapportata alle entrate. In questo modo i contributi pensionistici salirebbero al massimo al 22 per cento nel 2030.
Si prevede anche di penalizzare l’anticipato pensionamento con una riduzione
del 3,6 per cento annuo della pensione e di incentivare la previdenza integrativa.
La Commissione ha quindi incontrato, presso il Ministero federale dell’economia e del lavoro, il Sottosegretario Rudolf Anzinger, che si è soffermato sull’applicazione della «riforma Hartz» e su nuove misure di politica del lavoro. In particolare con un nuovo intervento («riforma Hartz-bis») si prevede di ridurre la durata dell’indennità di disoccupazione dagli attuali 36 mesi a soli 12 mesi (innalzati a 24 solamente per i disoccupati ultracinquantacinquenni). In tal modo, aumentando la responsabilizzazione dei lavoratori, si prevede di ridurre sensibilmente l’ammontare della contribuzione relativa all’indennità di disoccupazione, che oggi ammonta al 6,5 per cento del salario, pariteticamente a carico del lavoratore e del datore di lavoro.
Il Sottosegretario ha inoltre affermato che è allo studio l’ipotesi di rendere più flessibile la normativa relativa alla tutela contro i licenziamenti senza giusta causa. Attualmente in Germania godono del diritto alla reintegrazione, in caso di licenziamento illegittimo, i lavoratori delle imprese con più di cinque dipendenti. Si prevede di introdurre la possibilità che il datore di lavoro proponga al lavoratore, in sostituzione del reintegro, la corresponsione di un indennizzo parametrato alla retribuzione e all’anzianità.
In seguito la Commissione ha incontrato rappresentanti sia dell’Associazione federale dei datori di lavoro sia della Federazione dei sindacati tedeschi. I primi hanno evidenziato la necessità, per ridurre il tasso di disoccupazione, di rendere più competitive e meno «burocratizzate» le imprese, tramite la riduzione dei poteri del comitato di cogestione in cui intervengono anche membri delle rappresentanze sindacali. Inoltre hanno evidenziato la necessità di una riforma previdenziale, basata in particolare sull’innalzamento dell’età del pensionamento. I rappresentanti sindacali hanno invece espresso un parere contrario alle proposte di riforma pensionistica della Commissione Ruerup, in particolare all’innalzamento dell’età per il pensionamento, e hanno proposto di ridurre il peso del costo del lavoro relativo all’indennità di malattia e di disoccupazione tramite un incremento dell’aliquota normale IVA della Germania (portandola dal 16 per cento attuale al 20 per cento).
Infine la Commissione ha incontrato, presso il Bundestag, il Presidente ed alcuni membri della Commissione per la sanità e le politiche sociali, che hanno illustrato le caratteristiche principali della riforma all’esame del Parlamento, volta al contenimento della spesa con interventi di razionalizzazione. Tra le principali riforme previste, l’introduzione del «metodo australiano» per la tariffazione delle prestazioni ospedaliere. In pratica un singolo intervento non sarebbe più pagato dal sistema sanitario in base ai giorni di degenza, bensì per un importo forfettario prestabilito. In questo modo, a lungo termine, si prevede di contenere sensibilmente la spesa sanitaria.
Elena Emma CORDONI (DS-U), richiamandosi alle osservazioni del presidente, precisa che in caso di licenziamento senza giusta causa in Germania non vi è l’obbligo della reintegrazione, bensì l’alternativa tra reintegrazione e risarcimento. Il giudice interviene quindi per decidere se il lavoratore abbia torto o ragione e poi concede il reintegro o l’indennizzo. Nella pratica normalmente il giudice dà seguito al reintegro.
L’idea che è stata ipotizzata nel corso dell’incontro con il Sottosegretario Anzinger è che il datore di lavoro scelga preliminarmente alla causa tra il reintegro e l’indennizzo, lasciando al giudice il solo compito di verificare la sussistenza o meno di una giusta causa di licenziamento.
Per quanto riguarda le pensioni, osserva che il bilancio del Bundestag interviene per un 30 per cento per tenere in equilibrio le pensioni; il sistema assistenziale in Germania non è dunque sostenuto solo dall’aliquota contributiva del 19,5 per cento, ma anche dal contributo dello Stato.
Osserva infine, sempre sulla base degli incontri effettuati durante la missione, che i sindacati ritengono che la strategia per superare le questioni della disoccupazione sia quella di sostenere la ricerca e l’innovazione.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, precisa che in Germania, nella prassi, la maggior parte delle controversie relative ai licenziamenti si risolvono in via extragiudiziale con la dazione di una somma di denaro; l’orientamento che sta ora emergendo è di adeguare a questa situazione pratica la normativa vigente.
Emerenzio BARBIERI (UDC) chiede chiarimenti in merito al contributo del Bundestag in materia previdenziale.
Elena Emma CORDONI (DS-U), precisa che in Germania il sistema sanitario, previdenziale e di sussidio alla disoccupazione incide per il 42 per cento sul costo del lavoro, pagato per metà dagli imprenditori e per metà dai lavoratori.
Per quanto riguarda la previdenza, ribadisce che già da alcuni anni, l’aliquota contributiva del 19,5 per cento non basta più a sostenere il sistema, così che lo Stato integra i fondi pensione fino ad un 30 per cento dell’importo totale.
Per ciò che concerne i regimi previdenziali, in Germania esistono regimi speciali che riguardano il pubblico impiego, per il quale sono previste discipline diverse e condizioni privilegiate.
Angelo SANTORI, presidente, ritiene che i temi trattati nel corso della missione siano di estremo interesse per l’attività della Commissione, che potrà giovarsene nel seguito della sua ordinaria attività.

























