(Dal Resoconto Sommario)
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Giovedì 17 luglio 2003. – Presidenza del vicepresidente Angelo SANTORI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale Maurizio Sacconi.
5-02258 Delbono, Molinari: Chiusura de «La Rinascente» di Potenza.
Angelo SANTORI, presidente, ricorda che, ai sensi dell’articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l’impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l’attivazione del circuito.
Giuseppe MOLINARI (MARGH-U) illustra l’interrogazione in titolo, ribadendo che la decisione di chiudere il magazzino «La Rinascente», sito nel centro storico della città di Potenza, se attuata, comporterebbe la disoccupazione dell’80 per cento del personale impiegato, sulla base di una scelta strettamente legata a favorire la riarticolazione del gruppo Benetton nel sud a danno anche del mantenimento dei siti a servizio della cittadinanza.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Giuseppe MOLINARI (MARGH-U), replicando, si dichiara insoddisfatto della risposta del Governo, che contiene alcune inesattezze, anche in considerazione del fatto che la politica operata dal gruppo Benetton è stata assolutamente incapace di rispondere alle esigenze nuove del mercato. Nell’invitare il Governo a tenere nella dovuta considerazione la situazione verificatasi a Potenza, auspica che vengano attivati tutti quegli interventi necessari ad evitare qualunque tipo di operazione speculativa.
5-02259 Gasperoni ed altri: Decremento di occupazione nella città di Pavia e nel territorio circostante.
Piera CAPITELLI (DS-U), illustra l’interrogazione in titolo, di cui è cofirmataria, ricordando come nell’ultimo decennio la città di Pavia e il territorio circostante abbiano subito un decremento dell’occupazione a causa non solo della grave crisi industriale che ha colpito quella zona ma anche dell’intensificarsi del pendolarismo nell’area milanese. Posto che l’obiettivo prioritario dovrebbe essere la ricollocazione dei lavoratori ERC/Necchi, ribadisce la necessità che il Governo adotti particolari strumenti di protezione sociale.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Piera CAPITELLI (DS-U), replicando, si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta del Governo ed auspica che la prossima legge finanziaria consenta, attraverso la previsione di provvedimenti legislativi ad hoc, di dare soluzione alle aziende che si trovano nella medesima situazione di crisi della ERC/Necchi, che non è nelle condizioni di usufruire dei benefici previsti dal decreto-legge n. 23 del 2003, convertito nella legge n. 81 del 2003, recante disposizioni urgenti in materia di occupazione, non potendo l’azienda farsi carico degli oneri relativi alla permanenza in mobilità dei lavoratori per i periodi che eccedono la mobilità ordinaria.
Angelo SANTORI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.
ATTI DEL GOVERNO
Giovedì 17 luglio 2003. – Presidenza del vicepresidente Angelo SANTORI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale Maurizio Sacconi.
Schema di decreto legislativo recante attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro di cui alla legge 30/2003.
Atto n. 250.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta del 9 luglio 2003.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI fa presente che la Conferenza unificata ha espresso sostanzialmente un giudizio positivo sul provvedimento in titolo, in relazione al quale si è registrata un’unanime presa di posizione da parte di comuni e province, nonché una valutazione positiva da parte dei rappresentanti delle regioni governate da amministrazioni di centro-destra. Peraltro, nonostante l’espressione di diversi punti di vista da parte delle regioni, ritiene che le proposte di modifica formulate nell’ambito del parere della Conferenza unificata e condivise da tutte le regioni siano da valutare positivamente.
Per quanto riguarda i meccanismi delle autorizzazioni e degli accreditamenti degli operatori abilitati, ribadisce la funzione dello Stato nell’autorizzazione di operatori su scala nazionale, in continuità con quanto disposto dalla legislazione vigente, pur essendo stata riconosciuta anche alle regioni una capacità autorizzatoria con riferimento ad operatori che limitano la loro attività in un ambito infraregionale.
Per quanto attiene al confronto con le parti sociali, ricorda che in quella sede sono state formulate diverse proposte, talune delle quali risultano congrue e quindi idonee ad essere recepite dall’esecutivo nell’ambito della formulazione definitiva del testo in esame. In ordine alla tematica del rinvio alla contrattazione collettiva, osserva che lo stesso dovrebbe essere inteso come completamento della funzione legislativa e non come strumento volto a limitare l’efficacia e la valenza della normativa in questione: di qui sottolinea la necessità di prevedere, in caso di disaccordo, che la legislazione venga comunque attivata tenendo conto dell’orientamento prevalente emerso nella discussione fra le parti sociali.
Ribadisce quindi l’intenzione del Governo di chiarire tutti quei punti che nelle opinioni delle parti sociali hanno dato luogo a critiche legate non ad un dissenso formale ma ad una diversa interpretazione del testo. In particolare, è stato chiarito che l’appalto di servizio si differenzia dalla somministrazione di lavoro non solo per la titolarità da parte dell’appaltatore di un potere direttivo e organizzativo, ma anche per il possesso, da parte sua o del personale utilizzato nell’appalto, della professionalità specifica corrispondente alle competenze tecniche del servizio dedotto in contratto. Ritiene significativo in proposito anche il rinvio alla disciplina di cui all’articolo 1655 del codice civile, che connota l’assunzione del rischio di impresa da parte dell’appaltatore quale elemento essenziale per la configurabilità della fattispecie in questione.
In merito alle disposizioni riguardanti la cessione del ramo d’azienda, precisa che è stata integralmente recepita la disciplina prefigurata nell’ambito del Patto per l’Italia.
Pertanto, fermi restando i criteri stabiliti nella delega, conferma l’intenzione del Governo di correggere o chiarire quegli aspetti sui quali le parti sociali non hanno avuto un atteggiamento di radicale contestazione, ma hanno avanzato rilievi critici e richieste di modifica, auspicando che il parere che le Commissioni parlamentari competenti formuleranno non solo tenga conto dei risultati ottenuti nell’incontro con la Conferenza unificata, ma fornisca elementi di riflessione volti a garantire la piena attuazione della volontà del legislatore.
Angelo SANTORI, presidente, in considerazione dell’imminente ripresa delle votazioni in Assemblea, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.


























