Decreto-legge 210/2002: Disposizioni urgenti in materia di emersione del lavoro sommerso e di rapporti di lavoro a tempo parziale.
C. 3291 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell’esame e conclusione).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta del 31 ottobre 2002.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ricorda che nella seduta del 31 ottobre scorso si è conclusa la discussione preliminare.
Avverte che sono stati presentati emendamenti. Avverte altresì che il Governo ha presentato due emendamenti (vedi allegato).
Carmen MOTTA (DS-U) chiede quali tempi la Commissione abbia a disposizione per esaminare ed eventualmente subemendare gli emendamenti testé presentati dal Governo.
Pietro GASPERONI (DS-U), posto che il termine per la presentazione degli emendamenti al testo del decreto-legge era stato fissato per le ore 17 di ieri e che il Governo ha ora presentato due emendamenti, stigmatizza il fatto che il provvedimento sia stato calendarizzato per l’Assemblea alle 15 di oggi, con ciò facendo venir meno la possibilità per la Commissione di esaminare anche solo gli emendamenti presentati entro il termine fissato alle 17 di ieri.
Elena Emma CORDONI (DS-U) osserva che il Presidente della Camera nella seduta dell’Assemblea di ieri pomeriggio ha fatto capire che nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo si era addivenuti alla decisione di calendarizzare per oggi il decreto-legge in materia di emersione del lavoro sommerso sulla base delle assicurazioni fornite in quella sede da un capogruppo della maggioranza, secondo le quali vi sarebbe un elemento di accordo sul testo all’esame della Commissione lavoro. Ritiene pertanto necessario, prima ancora di entrare nel merito delle singole questioni, comprendere cosa sia successo in Conferenza dei presidenti di gruppo – alla quale ha sicuramente partecipato un rappresentante del Governo – posto che il calendario dei lavori della Commissione prevedeva l’esame del decreto-legge in materia di emersione del lavoro sommerso fino a venerdì prossimo.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI ritiene che fosse facilmente prevedibile, visti i ristretti tempi a disposizione per la conversione in legge del decreto-legge, che il Governo chiedesse di approvare il provvedimento nel testo licenziato dal Senato. Precisa comunque che la prima conseguenza dell’anticipo dei tempi dell’esame da parte dell’Assemblea del decreto-legge è una disponibilità del Governo a condividere ed eventualmente ad accogliere alcune proposte emendative presentate.
Entrando nel merito degli emendamenti presentati dal Governo, osserva che l’emendamento 1.36 è di carattere meramente formale, posto che la disposizione alla quale fa riferimento è stata collocata impropriamente dal Senato alla lettera a) dell’articolo, 1 comma 2, capoverso 3 anziché alla lettera b). Per quanto riguarda l’emendamento 1.35, fa presente che esso risponde ad una preoccupazione espressa dall’opposizione secondo la quale il richiamo all’avviso comune, che ha generato il provvedimento in esame, avrebbe potuto essere discriminatorio nei confronti delle organizzazioni che non lo avevano sottoscritto, anche se tale discriminazione in via di fatto non vi sarebbe stata. Infatti, il richiamo all’avviso comune serviva ad includere alcune organizzazioni e non ad escludere quelle che non avevano firmato l’avviso comune, coinvolgendole tutte nella misura in cui si sono dichiarate interessate a concorrere alla lotta al lavoro sommerso e a partecipare al vecchio comitato presso l’INPS.
Precisa infine che, qualora l’esame del decreto-legge dovesse andare oltre i termini fissati, la posizione del Governo potrebbe modificarsi.
Roberto GUERZONI (DS-U) ribadisce la necessità di avere del tempo a disposizione per valutare ed eventualmente subemendare gli emendamenti presentati dal Governo, posto che anche l’opposizione ha presentato una proposta emendamendativa volta a modificare la collocazione della lettera a) dell’articolo 1.
Emilio DELBONO (MARGH-U) concorda sulla necessità di avere un tempo minimo sufficiente a valutare le proposte emendative del Governo ed eventualmente a subemendarle.
Osserva tra l’altro che l’introduzione del comma 2-bis all’articolo 1 rende inapplicabile il decreto-legge, così come già segnalato dal Comitato per la legislazione: rileva pertanto l’opportunità di tener presente il parere espresso da quel Comitato, posto che i piani di emersione individuale predisposti nel comma 2-bis non esistono ancora.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, precisa che la presidenza esamina, e non solo formalmente, i pareri espressi dal Comitato per la legislazione e che si riserva di approfondire l’aspetto segnalato dal deputato Delbono.
Non essendo responsabilità della Commissione l’organizzazione dei lavori dell’Assemblea, prospetta dunque la possibilità di porre ai voti il conferimento del mandato al relatore a riferire oralmente in aula sulla base del testo come pervenuto dal Senato, considerando respinti tutti gli emendamenti presentati, compresi quelli del Governo, oppure di procedere, di comune accordo, nell’esame degli emendamenti fino al momento dell’inizio delle votazioni in aula, concedendo un congruo lasso di tempo per eventuali consultazioni informali tra Governo e gruppi interessati, al fine di mettere a frutto il contributo emendativo di tutti.
Elena Emma CORDONI (DS-U), posto che l’Assemblea è convocata per le 9, ritiene che i lavori della Commissione debbano essere sospesi nel momento in cui iniziano quelli dell’aula. In considerazione del fatto che il Governo ha avuto contezza degli emendamenti presentati dalle 17 di ieri, mentre l’opposizione è venuta a conoscenza degli emendamenti del Governo soltanto pochi minuti fa, sottolinea che se l’esecutivo avesse voluto davvero collaborare, lo avrebbe fatto già ieri.
Emilio DELBONO (MARGH-U), ribadendo l’atteggiamento mai pregiudizialmente contrario del suo gruppo, ritiene che in questo caso la vicenda sia alquanto irritante, posto che il presidente del gruppo più importante della maggioranza ha sostenuto nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo di ieri che vi era un sostanziale accordo tra i gruppi parlamentari presenti in Commissione lavoro sul provvedimento in materia di emersione del lavoro sommerso. Peraltro, ritiene difficile che in Conferenza dei capigruppo si potesse sostenere l’esistenza di un accordo su taluni emendamenti, posto che il termine per la presentazione degli stessi era stato fissato per le 17 di ieri e che quindi gli emendamenti erano addirittura ancora ignoti ai deputati e ai gruppi parlamentari.
Domenico BENEDETTI VALENTINI presidente, alla luce delle considerazioni espresse dai deputati dell’opposizione, ritiene opportuno, con una decisione non di autorità ma di necessità, porre ai voti la proposta di dare mandato al relatore di riferire direttamente in Assemblea sul testo così come trasmesso dal Senato, considerando respinti tutti gli emendamenti presentati. Ciò non toglie che in Assemblea vi sarà ampio spazio anche per i passaggi di carattere politico.
Elena Emma CORDONI (DS-U), intervenendo per dichiarazioni di voto, rileva che sulla situazione sarebbe stato opportuno un chiarimento da parte del gruppo di Forza Italia, posto che ora la Commissione voterà il mandato al relatore su un provvedimento sul quale non si è potuto svolgere il confronto auspicato: accedere all’ipotesi di lavorare per migliorare il testo in discussione presupporrebbe la possibilità di disporre di un arco di tempo più ampio, cosa che la Conferenza dei presidenti di gruppo di ieri non ha consentito. Peraltro, osserva che sul contenuto del provvedimento gli emendamenti presentati dal Governo – secondo le sue intenzioni per venire incontro alle preoccupazioni espresse dall’opposizione – non sono assolutamente sufficienti.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI precisa in proposito che sarebbe stata intenzione del Governo accogliere anche alcuni emendamenti presentati dall’opposizione.
La Commissione delibera di conferire al relatore il mandato a riferire all’Assemblea sul provvedimento nel testo approvato dal Senato, considerando come respinti tutti gli emendamenti presentati. Delibera altresì di chiedere l’autorizzazione a riferire oralmente.