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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

(dal resoconto sommario)

PER LA RIPRESA DELL’ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE N. 848 E DEI DISEGNI DI LEGGE CONNESSI.

Il PRESIDENTE avverte che il sottosegretario Sacconi, a nome del Governo, ha consegnato il testo delle modifiche all’articolo 10 del disegno di legge n. 848, approvate dal Consiglio dei Ministri del 14 marzo. Ove la Commissione convenga, si potranno valutare, nella seduta odierna, le modalità e i tempi per la ripresa dell’esame di tale provvedimento, a suo tempo sospeso.

Secondo il senatore Tommaso SODANO, prima di adottare decisioni in merito al calendario dei lavori, sarebbe opportuno conoscere per sommi capi i contenuti della proposta del Governo. A suo avviso, inoltre, l’esame non dovrebbe essere ripreso prima della scadenza del termine che dovrà comunque essere assegnato per consentire la presentazione di subemendamenti.

Anche il senatore DI SIENA ritiene necessario conoscere i contenuti della proposta del Governo, inusitata, peraltro, rispetto ai tempi dell’annunciato confronto con le parti sociali. Ove infatti le nuove proposte del Governo modificassero in modo sostanziale l’impostazione della delega, sarebbe opportuno disporre del tempo necessario per valutarne la portata e per la presentazione di proposte emendative, e solo successivamente si potrebbe prendere in considerazione la possibilità di riprendere l’esame.

Il senatore RIPAMONTI conviene con le proposte finora avanzate in merito alla prosecuzione dell’esame del disegno di legge n. 848. Ritiene peraltro che per consentire un confronto pacato ed adeguatamente ponderato, sarebbe opportuno fissare il termine per i subemendamenti non prima di giovedì 28 marzo. Poiché il testo depositato oggi dal rappresentante del Governo si limita a sostituire una parte del testo originario dell’articolo 10, occorrerà anche chiarire se le proposte di modifica debbano essere riferite esclusivamente al predetto testo.

Il senatore TOFANI, relatore, ritiene, in relazione alle proposte finora avanzate, che si potrebbe acquisire nell’odierna seduta una breve informativa da parte del rappresentante del Governo sul contenuto della proposta del Governo, come premessa all’illustrazione del relativo emendamento, fissando alle ore 18 di lunedì 25 marzo il termine per la presentazione dei subemendamenti, e riprendendo il giorno successivo l’esame congiunto.

Il senatore BATTAFARANO condivide la proposta di riprendere l’esame del disegno di legge n. 848 a partire da martedì 26 marzo. Ritiene però che anche il termine per la presentazione dei subemendamenti potrebbe essere fissato entro tale data.

Convengono con questa ultima proposta il relatore TOFANI e il PRESIDENTE che, pertanto, avverte che il termine per la presentazione dei subemendamenti al testo depositato presso la Commissione dal Governo si intende fissato per martedì 26 marzo alle ore 18. Nello stesso giorno riprenderà l’esame del disegno di legge n. 848

Il senatore RIPAMONTI dichiara di dissentire da tale decisione.

Il sottosegretario SACCONI fornisce quindi alcuni chiarimenti in ordine alla proposta di modifica dell’articolo 10 presentata dal Governo, riservandosi di approfondirne i contenuti in sede di illustrazione dell’emendamento.
Osserva preliminarmente che il Governo aveva auspicato, in febbraio, l’avvio di un confronto tra le parti sociali capace di produrre, attraverso specifici avvisi comuni, ipotesi di modifica condivise sui vari profili disciplinati dal disegno di legge n. 848. Purtroppo, le parti sociali, per vari e noti motivi, non sono riuscite a dare vita all’auspicato dialogo. Ciò ha posto il Governo nelle condizioni di assumere una propria iniziativa che, proprio per l’assenza di un negoziato tra le parti, si limita ad alcune circoscritte correzioni al testo dell’articolo 10: in particolare, l’applicazione della disciplina in esso contenuta è stata limitata ad alcune regioni, per quanto attiene alla fattispecie relativa alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro sulla base del passaggio dal tempo determinato al tempo indeterminato. In secondo luogo, è stato previsto un meccanismo che prevede, nei ventiquattro mesi successivi alla data di entrata in vigore dei decreti legislativi, un confronto tra il Governo e le parti sociali sull’esito della sperimentazione avviata e sui suoi effetti sul mercato del lavoro e sui livelli di occupazione nel frattempo determinatisi. Analoga verifica dovrà essere effettuata alla scadenza del trentaseiesimo mese, al fine di consentire al Governo di riferire al Parlamento in ordine all’andamento della sperimentazione di cui alla lettera b) dell’articolo 10.
La prima modifica – prosegue il rappresentante del Governo – deriva dal convincimento che un differenziale normativo sia in grado di creare condizioni più idonee per attrarre investimenti, indirizzati nelle aree meno avanzate, tali da consentire di cogliere le opportunità connesse alla ripresa prevista per la seconda metà dell’anno.

Dopo che il senatore Tommaso SODANO ha osservato che da quanto affermato dal Sottosegretario sembrerebbe discendere l’esigenza di riaprire il termine per la presentazione degli emendamenti con riferimento a tutto l’articolato, il PRESIDENTE chiarisce che il termine testè fissato per la presentazione di subemendamenti deve intendersi riferito esclusivamente alle modifiche dell’articolo 10 delle quali il rappresentante del Governo ha delineato i contenuti.


PROCEDURE INFORMATIVE

Interrogazioni

Il sottosegretario SACCONI risponde all’interrogazione n. 3-00109 presentata dal senatore Battafarano, tendente a conoscere la dinamica dell’infortunio occorso il 28 agosto 2001 ad un operaio dell’Ilva di Taranto, precisando preliminarmente che le informazioni relative sono state comunicate dalla competente Direzione provinciale del lavoro sulla base degli accertamenti effettuati dall’Azienda sanitaria locale, tuttora in corso di definizione.
Il Sottosegretario dà quindi conto dettagliatamente delle diverse fasi dell’operazione, che ha originato l’evento, di svuotamento di un serbatoio che presentava perdite di benzina, collocato nella fossa di manutenzione automezzi ricavata nel pavimento del capannone adibito ad officina, e fa presente che l’incidente in questione è incorso durante l’operazione di riparazione di un’autovettura, nel corso della quale il lavoratore, essendo disceso nella fossa di manutenzione, a causa di un persistente forte odore di benzina, si è poi infortunato perché, avendo approntato un cannello ossiacetilenico, era rimasto investito da una fiammata sviluppata dall’azionamento di un accendino. Tutto ciò probabilmente era causato da residui di vapori di benzina presenti nella fossa non adeguatamente bonificata.
L’infortunato veniva ricoverato presso il centro grandi ustioni dell’Ospedale Summa di Brindisi per aver riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 30 per cento del corpo e a tutt’oggi non ha ancora ripreso l’attività lavorativa. Fin qui la descrizione dei fatti, così come riportati dagli ispettori della competente ASL.
Si fa, infatti, presente che, sulla base di quanto disposto dalla legge n. 833 del 1978, i compiti di controllo in materia di sicurezza sul lavoro sono attribuiti in via generale alle Aziende sanitarie locali, mentre ai Servizi di ispezione del lavoro è riservata una competenza di carattere residuale. Precisamente, oltre che per i collaudi e le verifiche di ascensori e montacarichi installati in ambienti industriali, elevatori trasferibili, impianto di panificazione e ponteggi sospesi motorizzati, gli ispettori del lavoro hanno competenza per la vigilanza congiunta in ambito ferroviario ed in materia di radiazioni ionizzanti, nonché, in qualità di ufficiali di polizia giudiziaria, nelle materie attribuite alle A.S.L. in via principale.
Ciò premesso, l’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo n. 242 del 1996 ha stabilito che ferme restando le competenze in materia di attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati, la vigilanza in materia di sicurezza può essere esercitata anche dal Servizio di ispezione del Lavoro che ne informa preventivamente il Servizio di prevenzione e sicurezza della A.S.L. competente per territorio. Tali attività sono elencate alle lettere a) e b) dell’articolo 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 412 del 14 ottobre 1997.
Quanto alle iniziative intraprese, si rappresenta che al fine di rendere maggiormente incisiva l’azione di vigilanza e dare piena attuazione dal Manifesto Programmatico “Carta 2000”, elaborato nella Conferenza di Genova, del dicembre 1999, sono stati promossi nuovi modelli metodologici di vigilanza, nonché il coordinamento ed il raccordo tra le varie strutture territoriali. Inoltre, è stato dato avvio ad un monitoraggio congiunto con l’I.N.A.I.L., su quei contesti aziendali in cui si sono verificati gli eventi dannosi che sulle posizioni dei lavoratori infortunati.
Sempre in materia di sicurezza, la circolare n. 58 del 29 maggio 2001, ha rappresentato a tutte le Direzioni del Lavoro la necessità di dar vita a degli “sportelli” informativi sulle normative sia in materia di rapporti di lavoro che di igiene e sicurezza del lavoro.
Occorre, comunque, affermare che nonostante il riparto delle competenze sopra esposto, è stata particolarmente intensificata l’attività ispettiva nella consapevolezza della necessità di garantire i lavoratori nei luoghi di lavoro. Pertanto, è attuato, compatibilmente con le risorse disponibili, un controllo rigoroso sull’applicazione della direttiva sui cantieri e delle altre norme in materia di sicurezza e di legislazione sociale.
Il Sottosegretario ricorda che è attualmente all’esame del Senato il disegno di legge n. 776 recante “Nuova disciplina in materia di semplificazione e riassetto normativo”, che all’art. 3 prevede la delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori.
Concludendo la sua esposizione il rappresentante del Governo fa presente che sono in corso contatti tra l’amministrazione del lavoro e quella della salute al fine di pervenire ad una riorganizzazione delle attività di vigilanza che tenga conto anche delle nuove competenze normative che l’articolo 117 della Costituzione attribuisce alle regioni in materia di sicurezza del lavoro. Tra i fini del riassetto vi è anche una indicazione di priorità per le situazione di immanente pericolo, soprattutto correlate al lavoro illegale, che, proprio per la loro natura richiedono iniziative immediate e sovente di carattere straordinario.

Replica il senatore BATTAFARANO, il quale osserva che dalle parole del rappresentante del Governo emerge con chiarezza che, in materia di vigilanza, resta irrisolto il problema del coordinamento dei diversi soggetti pubblici competenti. Purtroppo, il Governo, modificando la normativa che aveva unificato in un unico dicastero i ministeri del lavoro e della sanità, ha determinato un netto arretramento su tale terreno. Inoltre, la problematica in questione è resa ancor più attuale dalla competenza legislativa concorrente che è stata riconosciuta alle regioni in materia di sicurezza del lavoro con la riforma del Titolo quinto della Costituzione. Su questo terreno, peraltro, le regioni si sono mosse in modo differenziato: si va dal positivo esempio della Toscana, che nel proprio Piano sanitario ha destinato il cinque per cento delle risorse disponibili ai dipartimenti per la prevenzione delle Aziende sanitarie locali, a realtà che su questi profili hanno manifestato una preoccupante inerzia.
Il rappresentante del Governo, inoltre, non ha risposto alla parte dell’interrogazione relativa alle misure che il Governo intende adottare per potenziare e qualificare l’azione dei servizi pubblici preposti alla vigilanza, quesito tanto più rilevante se si considera che tale attività coinvolge sia le competenze dello Stato sia quelle delle regioni.
Per tali motivi il senatore Battafarano si dichiara parzialmente soddisfatto.

Il PRESIDENTE avverte che lo svolgimento dell’interrogazione 3-205 è rinviato in attesa di ulteriori approfondimenti.


IN SEDE REFERENTE

(122) TOMASSINI. – Disposizioni a tutela dei lavoratori dalla violenza o dalla persecuzione psicologica
(266) RIPAMONTI. – Tutela della persona che lavora da violenze morali e persecuzioni psicologiche nell’ambito dell’attività lavorativa
(422) MAGNALBO’. – Norme per contrastare il fenomeno del mobbing
(870) COSTA. – Norme per contrastare il fenomeno del mobbing
(924) BATTAFARANO ed altri. – Tutela della persona che lavora da violenze morali e persecuzioni psicologiche nell’ambito dell’attività lavorativa
(986) TOFANI ed altri. – Disposizioni a tutela dalla persecuzione psicologica negli ambienti di lavoro
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Si riprende l’esame congiunto sospeso nella seduta del 14 marzo scorso.

Il senatore BATTAFARANO suggerisce di adottare una decisione preliminare circa le audizioni informali delle parti sociali, delle associazioni e degli esperti che, a suo avviso, andrebbero programmate e svolte preliminarmente allo svolgimento della discussione generale.

Convengono con tale proposta il relatore TOFANI, che preannuncia la presentazione di una proposta di calendario di audizioni, ed il PRESIDENTE, che chiarisce che le audizioni verranno svolte, come è già avvenuto in altre occasioni, presso l’Ufficio di presidenza, previa comunicazione del calendario a tutti i componenti della Commissione.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

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