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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

(Dal Resoconto Sommario)

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Sacconi.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Il senatore BATTAFARANO chiede al Presidente di sconvocare la seduta già prevista per le ore 20,30 di questa sera, stante la concomitanza con l’Assemblea dei gruppi politici che fanno capo all’Ulivo. A nome di tali gruppi, si dichiara comunque disponibile a recuperare tale seduta, eventualmente nella prossima settimana, e comunque in tempo utile rispetto alla data di iscrizione del disegno di legge n. 848-B all’ordine del giorno dell’Assemblea.

Il PRESIDENTE prende atto della richiesta del senatore Battafarano, che ritiene debba essere accolta, nel presupposto che verrà comunque prevista una seduta aggiuntiva rispetto a quelle da convocare per la prossima settimana.

Poiché non si fanno obiezioni, così rimane stabilito


IN SEDE REFERENTE

(848-B) Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell’esame e rinvio)

Si riprende l’esame sospeso nella seduta di ieri.

Il PRESIDENTE ricorda che nella seduta di ieri, con riferimento all’articolo 4, si era riservato di dichiarare ulteriori improponibilità, in relazione all’accertamento della diretta riconducibilità di alcuni degli emendamenti presentati alle modifiche effettivamente apportate dalla Camera dei deputati. Con riferimento a tale verifica, dichiaro pertanto improponibili, ai sensi dell’articolo 104 del Regolamento, i seguenti emendamenti all’articolo 4: 4.25, 4.26, 4.44, 4.27, 4.28, 4.29, 4.45 e 4.6. Avverte altresì che, in base al parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione espresso dalla Commissione bilancio, sono inammissibili gli emendamenti 8.22, 9.77, 9.8, 9.93, 9.36, 9.47 e 9.49. I pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 848-B e sugli emendamenti ad esso riferiti sono comunque in distribuzione.
Il Presidente ricorda quindi che nella seduta di ieri si è conclusa l’illustrazione degli emendamenti, e invita il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunciarsi sul seguente ordine del giorno, da lui fatto proprio ed illustrato nella seduta di ieri:
0/848-B/2/11
Pastore, Zanoletti
“Il Senato,
in riferimento a quanto disposto dalla lettera l) del comma 2 del disegno di legge n. 848-B in ordine alla indicazione delle caratteristiche di soggetti, pubblici e privati, da ritenersi idonei per gli copi ivi indicati;
in considerazione del fatto che la disposizione menziona i consulenti del lavoro, ma richiama altresì la legge 11 gennaio 1979, n. 12 che fa riferimento anche ad altre figure professionali, e che la disposizione stessa ha natura di “criterio direttivo” per l’esercizio della delega conferita con tale disegno di legge,
impegna il Governo:
in sede di emanazione dei decreti legislativi in oggetto, a considerare il riferimento ai “consulenti del lavoro” fatto a pure titolo esemplificativo, nel senso di voler invece indicare tutti i soggetti dotati della professionalità necessaria quali quelli di cui alla citata legge n. 12 del 1979″.

Su tale ordine del giorno esprimono parere favorevole il relatore TOFANI ed il sottosegretario SACCONI, che dichiara, a nome del Governo, di accoglierlo come raccomandazione.

Il presidente ZANOLETTI non insiste per la votazione.

Il sottosegretario SACCONI dichiara quindi in via preliminare che il Governo esprime parere contrario su tutti gli emendamenti presentati al disegno di legge in titolo, poiché ritiene che sussistano le condizioni per approvare definitivamente il testo trasmesso dalla Camera dei deputati. Tuttavia, non vi è una preclusione di principio a prendere in considerazione quei profili per i quali i gruppi politici di opposizione, al di là delle contestazioni sull’impostazione generale della delega, hanno formulato proposte di modifica mirate a chiarirne il contenuto; ciò è possibile attraverso il ricorso a strumenti idonei, previsti dai Regolamenti parlamentari, quali, nel caso di specie, gli ordini del giorno che, per il loro contenuto specifico, possono vincolare l’esercizio della delega all’osservanza degli indirizzi in essi espressi. Con questo spirito, egli si è espresso in senso favorevole all’ordine del giorno presentato dal senatore Pastore e si riserva di esprimere analogo avviso anche sull’ordine del giorno presentato dal Relatore relativamente al riordino dei servizi ispettivi. Su tale ultimo punto, infatti, occorre precisare che non è nelle intenzioni del Governo esercitare la delega prevista dall’articolo 8 del disegno di legge in titolo nel senso di precostituire una posizione di subordinazione gerarchica degli organi di vigilanza degli enti previdenziali rispetto alle direzioni provinciali del lavoro, come pure è stato paventato in alcuni interventi.
Un altro profilo rilevante della discussione ha riguardato l’interpretazione del combinato disposto dell’articolo 2112 del codice civile con la nuova disciplina del trasferimento di ramo di azienda: in proposito, occorre precisare che l’articolo 2112 del codice civile resta valido e si applica anche alla nuova fattispecie di cui al numero 2 lettera p) del comma 2 dell’articolo 1, per la quale il requisito dell’autonomia funzionale si costituisce nel momento del trasferimento del ramo di azienda. Su tale materia, peraltro, occorre tenere presente che la soluzione adottata dalla Camera dei deputati risponde all’accordo con le parti sociali, tradotto poi nel patto per l’Italia, e che, pertanto, per questa parte, il Governo si sente impegnato a rispettare il testo convenuto tra le organizzazioni firmatarie.
In conclusione, il Sottosegretario, dopo aver ricordato che tutte le questioni sollevate nel corso della discussione generale sono già state oggetto di attento approfondimento durante la trattazione in prima lettura del disegno di legge in titolo, fa presente che in sede di esame degli atti di esercizio delle deleghe, la Commissione avrà modo di verificare se ed in quale misura il legislatore delegato si sia attenuto agli indirizzi eventualmente formulati attraverso gli ordini del giorno che potrebbero essere proposti ed approvati nel prosieguo dell’esame.

Il relatore TOFANI, nell’esprimere anch’egli parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti al disegno di legge all’esame, fa presente che l’approvazione di eventuali ordini del giorno sulle parti maggiormente dibattute del testo potrebbe concorrere a definire una chiave di lettura più ampiamente condivisa per singoli principi di delega, consentendo così che, nell’elaborazione degli schemi di decreto legislativo da parte del Governo, si possa pervenire a formulazioni più chiare sui punti più controversi.

Il senatore BATTAFARANO nel prendere atto delle dichiarazioni a suo avviso stringate e difensive rese dal rappresentante del Governo e dal relatore, osserva che la presentazione di un numero elevato di emendamenti è la diretta conseguenza dell’introduzione, da parte della Camera dei deputati, di tre articoli, completamente nuovi e aventi ad oggetto questioni assai delicate. Si duole, in particolare, che né il Sottosegretario né il Relatore abbiano colto l’intendimento dei Gruppi politici dell’opposizione, di pervenire ad un effettivo miglioramento del testo all’esame su quattro questioni essenziali: la disciplina del trasferimento del ramo di azienda; una revisione delle modifiche introdotte, con l’articolo 9 del disegno di legge in titolo, alla legge n. 142 del 2001 sul socio lavoratore di cooperativa; una riformulazione di alcuni aspetti della delega per la razionalizzazione delle funzioni ispettive e la soppressione del riferimento ai consulenti del lavoro, alla lettera l) del comma 2 dell’articolo 1. Su tale ultimo punto, tra l’altro, il rappresentante del Governo, dichiarando di accogliere l’ordine del giorno presentato dal senatore Pastore, si mostra incline a muoversi nel senso opposto a quello indicato da alcuni emendamenti presentati dal suo Gruppo e da altri Gruppi dell’opposizione, e a favorire invece una impropria prolificazione delle figure professionali che potranno essere destinatarie dell’autorizzazione ad esercitare l’attività di intermediazione di manodopera.
L’atteggiamento di chiusura assunto dal relatore e dal rappresentante del Governo desta stupore anche perché, ove fossero state accolte le proposte testè formulate, apportando le poche necessarie modifiche al disegno di legge n. 848, esso avrebbe potuto essere definitivamente licenziato dalla Camera dei deputati prima che questa sia chiamata ad esaminare in terza lettura i disegni di legge finanziaria e di bilancio.

Anche secondo il senatore TREU il rifiuto opposto dal Sottosegretario e dal Relatore a prendere in considerazione la possibilità di apportare limitate modifiche al provvedimento trasmesso dalla Camera dei deputati produrrà inevitabilmente l’effetto di allungare i tempi dell’iter di approvazione dello stesso, tempi che avrebbero potuto essere invece abbreviati, ove fosse stata manifestata una maggiore disponibilità al confronto su questioni di non poco conto: non vi è dubbio, infatti, che la disciplina del trasferimento del ramo di azienda richieda alcune ulteriori correzioni rispetto a quelle introdotte dall’altro ramo del Parlamento, così come è possibile migliorare la delega di cui all’articolo 8, sulla razionalizzazione dei servizi ispettivi, e la riscrittura di parti importanti della legge n. 142 del 2001, quale risulta dall’articolo 9 del disegno di legge all’esame.
Sarebbe stata opportuna un’adeguata selezione delle questioni, per consentirne un reale approfondimento. Ciò vale anche per i dubbi manifestati circa l’introduzione della figura del consulente del lavoro tra i soggetti che possono essere abilitati a svolgere l’attività di intermediazione di manodopera. La forte perplessità espressa su tale profilo non ha certamente ad oggetto la qualificazione professionale di questa categoria, che è fuori discussione, bensì, in generale, la preoccupazione che l’attività di staff leasing sia gestita seriamente e non dia luogo a forme di irresponsabilità, se non di illegalità. A tal fine è necessario che gli operatori siano vagliati in base a requisiti che attengono alla consistenza ed alla affidabilità dell’organizzazione aziendale ed alla capitalizzazione, secondo un’indicazione che si è ormai affermata anche in sede di Unione Europea e che, a suo tempo, fu uno dei punti fermi nell’elaborazione delle disposizioni sul lavoro interinale nella legge n. 196 del 1997. Sono questi, tra l’altro, i motivi per i quali l’ordine del giorno del senatore Pastore non appare convincente.

Anche il senatore MONTAGNINO si dichiara deluso per le dichiarazioni del Sottosegretario e del relatore che, da un lato, hanno riconosciuto la fondatezza delle obiezioni sollevate dai Gruppi politici dell’opposizione, ma dall’altro non sembrano affatto intenzionati a dare vita ad una delega in grado di agire efficacemente in materia di occupazione e mercato del lavoro. Il ricorso ad eventuali ordini del giorno, infatti, appare un palliativo del tutto privo di credibilità, in quanto non può di certo risolvere il problema della coerenza tra la legge di delega e gli atti di esercizio della stessa. Evidentemente non si considera che l’esame del disegno di legge n. 848 iniziò in Senato un anno or sono e, pertanto, che un rinvio di poche settimane dell’approvazione definitiva potrebbe consentire di introdurre dei correttivi quanto mai necessari senza diluire eccessivamente i tempi dell’iter parlamentare. Infatti, un atteggiamento di apertura al dialogo da parte del Governo e della maggioranza politica che lo sostiene avrebbe consentito di concentrare l’esame degli emendamenti sulle questioni più rilevanti, lasciando cadere al tempo stesso le proposte di modifica di minor rilievo.

La senatrice PILONI si esprime in senso contrario all’ordine del giorno proposto dal senatore Pastore ed accolto dal Governo, osservando che esso risulta peggiorativo del principio di delega al quale si riferisce: da una lettura anche sommaria del dispositivo e delle premesse traspare infatti l’intento di prefigurare un’interpretazione riduttiva e pericolosamente flessibile delle disposizioni relative ai requisiti oggettivi richiesti, in termini di affidabilità e disponibilità di adeguate risorse materiali ed umane, per ottenere l’autorizzazione a svolgere l’attività di intermediazione di manodopera. L’ampliamento delle categorie suscettibili di essere autorizzate ad esercitare tale attività, infatti, denota l’intenzione di dare soddisfazione a pressioni di tipo lobbistico, e non certo di favorire una effettiva razionalizzazione del mercato del lavoro.

Il senatore VIVIANI esprime dubbi sulla ricevibilità dell’ordine del giorno in argomento, poiché esso amplia in modo surrettizio la portata del principio di delega di cui alla lettera l) del comma 2 dell’articolo 1.

Il PRESIDENTE, dopo aver fatto presente al senatore Viviani che è prerogativa della presidenza giudicare della ricevibilità dei testi, ricorda che sull’ordine del giorno del senatore Pastore non si è proceduto ad alcuna votazione, a seguito della dichiarazione di accoglimento da parte del Governo. Su tale materia, pertanto, egli ha consentito alla senatrice Piloni di svolgere alcune valutazioni, ma non si può dare luogo a dichiarazioni di voto.

Si passa quindi alla votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 1.

Il senatore MONTAGNINO nell’annunciare il voto favorevole del Gruppo Margherita – l’Ulivo sull’emendamento 1.131, sottolinea la necessità di procedere al confronto con le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative, preliminare all’adozione di deliberazioni di carattere definitivo su una materia che, peraltro, è già stata oggetto di confronto con le parti sociali durante le trattative che hanno portato alla stipula del patto per l’Italia. Non riterrebbe invece sufficiente limitarsi ad accogliere un ordine del giorno su tale questione, come è stato suggerito dal rappresentante del Governo.

La senatrice PILONI, nell’annunciare il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo sull’emendamento 1.131, osserva che la scarsa scarsa propensione del Governo e della maggioranza politica che lo sostiene verso il dialogo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro sta ponendo le premesse per un ulteriore deterioramento della coesione sociale, negli ultimi mesi gravemente compromessa da scelte politiche molto discutibili.

Secondo il senatore PAGLIARULO l’accoglimento dell’emendamento 1.131, a favore del quale voterà, consentirebbe di colmare una grave lacuna del testo all’esame, che affronta una materia tipicamente di competenza delle parti sociali, senza prevederne la consultazione preliminare. E’ pertanto evidente l’intenzione del Governo di abbandonare il metodo del dialogo sociale che, invece, appare sempre più necessario per fronteggiare le gravi emergenze manifestatesi negli ultimi mesi.

Nell’annunciare il voto favorevole del Gruppo Verdi – l’Ulivo sull’emendamento 1.131, la senatrice DE PETRIS, associandosi alle dichiarazioni dei senatori intervenuti in precedenza, osserva che la consultazione del Ministro per le pari opportunità sulla proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali non può essere considerata alternativa all’acquisizione dell’avviso dei soggetti ai quali spetta storicamente la rappresentanza degli interessi sociali più rilevanti, in particolare per quel che concerne le donne e i giovani. Il rifiuto del Governo a prendere in considerazione l’emendamento in votazione e gli altri di analogo tenore è conseguente ad un atteggiamento di pervicace ricerca della rottura del dialogo sociale, che caratterizza il corso politico dell’attuale legislatura.

Il senatore Tommaso SODANO, nel dichiarare che si asterrà sull’emendamento 1.131, osserva che con la firma del patto per l’Italia il Governo ha espresso implicitamente anche il suo punto di vista sul tema della rappresentatività delle organizzazioni sindacali, concepita come un cartello di sigle, senza alcuna modalità di verifica del loro effettivo collegamento con il mondo del lavoro.

Dopo che la senatrice DATO ha dichiarato di aggiungere la sua firma all’emendamento 1.131, e dopo che il PRESIDENTE ha constatato la sussistenza del numero legale, lo stesso emendamento 1.131, posto ai voti, è respinto.

La senatrice PILONI, intervenendo per dichiarazione di voto sull’emendamento 1.48 a nome del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo, osserva che la soppressione dell’inciso relativo al Ministro per le pari opportunità, inciso di per sé apprezzabile, renderebbe però meno squilibrata la disposizione all’esame, e, pertanto, ritiene di dover esprimere un voto di astensione.

Il senatore PAGLIARULO, nel dichiarare il voto favorevole all’emendamento 1.48, osserva che il testo licenziato dalla Camera non tiene adeguatamente conto del principio di collegialità che è posto alla base dell’azione del Governo e che, ove rettamente inteso, escluderebbe la previsione della consultazione separata del Ministro per le pari opportunità sulla predisposizione degli atti di esercizio della delega. L’inserimento dell’inciso da parte della Camera dei deputati sembra pertanto mirato ad offrire una surrettizia compensazione alla mancata consultazione delle parti sociali.

La senatrice DE PETRIS, nel raccomandare l’accoglimento dell’emendamento 1.48, sottolinea che l’inciso introdotto dalla Camera dei deputati appare finalizzato ad intercettare il consenso di alcune parti della società, aggirando al tempo stesso l’esigenza prioritaria di acquisire l’avviso delle organizzazioni sindacali. La proposta soppressiva intende pertanto evitare di dare vita a una norma incongrua che, al di là delle apparenze, non valorizza il ruolo del Ministro per le pari opportunità.

Il senatore DI SIENA nel dichiarare che voterà a favore dell’emendamento 1.48, dissentendo dalla posizione espressa dalla senatrice Piloni a nome del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo, osserva che l’inserimento di un inciso relativo al Ministro per le pari opportunità appare un espediente volto a celare il sostanziale disinteresse con cui il Governo ha accolto i continui richiami alla necessità di colmare le disparità tra i sessi sul mercato del lavoro che hanno caratterizzato gran parte degli interventi e degli emendamenti dei Gruppi politici del centro-sinistra, già durante la prima lettura del disegno di legge all’esame.

Il senatore MONTAGNINO osserva che l’emendamento 1.48 non è riduttivo della funzione del Ministro per le pari opportunità ma, al contrario, potrebbe favorirne un ruolo più incisivo, ove l’eventuale concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali in sede di predisposizione degli schemi di decreto legislativo fosse sostenuto da un’adeguata attenzione al dialogo sociale, dialogo che, invece, soprattutto negli ultimi mesi, appare in continuo regresso. Per tali motivi, il Gruppo Margherita – l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 1.48.

La senatrice PILONI ritiene di dover accogliere le argomentazioni del senatore Di Siena per cui, modificando il precedente avviso, annuncia che il Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 1.48.

Posto ai voti, l’emendamento 1.48 è respinto.

Il senatore DI SIENA, intervenendo sull’ordine dei lavori, fa presente di aver percepito alcuni commenti del rappresentante del Governo su profili procedurali che non gli sembrano del tutto rispettosi delle prerogative e dell’autonomia del Parlamento.

Il PRESIDENTE dichiara di non aver colto alcun commento del rappresentante del Governo nel senso richiamato dal senatore Di Siena. Poiché questi forse si riferiva ad un precedente scambio di battute sulla permanenza di alcuni senatori nei pressi della porta dell’Aula della Commissione prima di ogni votazione, raccomanda a tutti i presenti di adottare comportamenti conformi alle esigenze di una ordinata prosecuzione dei lavori.

Il senatore PAGLIARULO interviene per dichiarare il suo voto favorevole sull’emendamento 1.49, di tenore analogo all’emendamento 1.131, precedentemente respinto. Nel richiamarsi alle argomentazioni addotte in sede di dichiarazione di voto su tale emendamento, sottolinea che la tendenza ad aggirare il problema della consultazione delle parti sociali fa parte di una visione oligarchica della funzione di governo – tipica dei Gruppi politici dei centro-destra – chiusa alle esigenze della società e indifferente alle forme della rappresentanza degli interessi che esulano da un piano strettamente istituzionale.

Dopo che il senatore Tommaso SODANO ha deplorato la temporanea assenza del rappresentante del Governo e del Relatore, nonché di altri componenti della Commissione, assenza che non agevola di certo l’ordinato svolgimento dei lavori al quale ha fatto in precedenza riferimento il Presidente, il senatore MONTAGNINO annuncia il voto favorevole del Gruppo Margherita – l’Ulivo sull’emendamento 1.49.

La senatrice DE PETRIS, nel raccomandare l’accoglimento dell’emendamento 1.49, sollecita una riflessione, da parte dei Gruppi politici della maggioranza, sulla necessità di favorire una ripresa del dialogo sociale, appellandosi in particolare alla sensibilità più volte manifestata su questo tema dal Relatore.

Dopo che la senatrice DATO ha dichiarato di aggiungere la sua firma all’emendamento 1.49 e dopo che il senatore BATTAFARANO ha annunciato il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo, lo stesso emendamento 1.49, posto ai voti, è respinto.

Il senatore PAGLIARULO ritiene che l’emendamento 1.42, a favore del quale voterà, introduca una disposizione più consona alle regole di collegialità che presiedono al rapporto del Governo con i singoli componenti di esso.

La senatrice PILONI aggiunge la sua firma all’emendamento 1.42, a favore del quale voterà il Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo. Fa presente che la previsione del concerto del Ministro per la pari opportunità con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali per la predisposizione degli atti di esercizio della delega sarebbe più consona alle scelte effettuate in sede europea, che prevedono l’adozione di politiche di meanstreaming per rimuovere gli ostacoli alla partecipazione femminile al mercato del lavoro. E’ auspicabile, inoltre, che un maggiore coinvolgimento del Ministro per la pari opportunità nell’esercizio della potestà legislativa delegata le sia di stimolo per un più incisivo intervento nelle politiche di sua competenza, considerato che anche nella manovra di finanza pubblica attualmente all’esame del Senato le promesse del Governo sull’occupazione femminile appaiono ampiamente disattese.

Il senatore MONTAGNINO dichiara che il Gruppo Margherita – l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 1.42, al quale appone la sua firma, poiché esso valorizza la funzione del Ministro per le pari opportunità.

La senatrice DATO, in dissenso dal Gruppo politico di appartenenza, esprime l’avviso che l’emendamento 1.42 sia sotteso ad una visione corporativa delle pari opportunità che, invece, dovrebbero essere intese come un principio liberale che permea di sé ogni decisione politica. Pertanto, è propensa a votare contro tale emendamento.

La senatrice DE PETRIS raccomanda l’accoglimento dell’emendamento 1.42; esso, a suo avviso, si ispira proprio alla concezione delle pari opportunità testè enunciata dalla senatrice Dato che, pertanto, invita a modificare l’avviso testè espresso. Richiama anche l’esperienza realizzata durante l’elaborazione degli statuti dei comuni, e in particolare del comune di Roma, quando venne introdotto il parere obbligatorio della commissione delle elette su tutte le delibere della giunta e del consiglio comunale. Tale innovazione ha consentito di migliorare la capacità dell’ente locale di agire per rimuovere discriminazioni di qualsiasi tipo, in attuazione dei principi costituzionali di eguaglianza. L’emendamento 1.42 vuole concorrere ad affrontare in modo efficace il problema della differente posizione di accesso sul mercato del lavoro condizionata dalla discriminazione di genere.

La senatrice DATO, accogliendo l’invito della senatrice De Petris, modifica l’avviso precedentemente espresso e dichiara che voterà a favore dell’emendamento 1.42.

L’emendamento 1.42, posto ai voti, è quindi respinto.

Il PRESIDENTE, considerato l’imminente inizio dei lavori dell’Assemblea, rinvia ad altra seduta il seguito della votazione sugli emendamenti all’articolo 1.


SCONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE

Il PRESIDENTE avverte che la seduta già convocata per questa sera alle ore 20,30 non avrà più luogo.





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