(Dal Resoconto Sommario)
Presidenza del Presidente
ZANOLETTI
IN SEDE REFERENTE
(229) MUZIO ed altri – Estensione delle prestazioni previste per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali ai soggetti danneggiati dall’ esposizione all’ amianto
(230) MUZIO ed altri – Modifica all’ articolo 13 della legge 27 marzo 1992, n. 257, in materia di pensionamento anticipato dei lavoratori esposti all’ amianto
(330) Tommaso SODANO ed altri – Norme per il riconoscimento degli infortuni, delle malattie professionali e delle esposizioni da amianto
(349) BATTAFARANO ed altri – Integrazioni alla normativa in materia di benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’ amianto, realizzazione di un programma di sorveglianza sanitaria e istituzione del Fondo nazionale per le vittime dell’ amianto
(540) CARELLA ed altri – Disciplina della sorveglianza sanitaria a tutela dei lavoratori esposti ad amianto
(590) BETTONI BRANDANI ed altri – Modifiche alla normativa in materia di benefici in favore dei lavoratori esposti all’ amianto
(760) FORCIERI – Modifica dell’ articolo 13 della legge 27 marzo 1992, n. 257, in materia di pensionamento anticipato dei lavoratori esposti all’ amianto
(977) Tommaso SODANO ed altri – Norme per l’ epidemiologia delle patologie asbestocorrelate, per l’ interpretazione autentica dell’ articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, per la sorveglianza sanitaria dei cittadini esposti ed ex esposti all’ amianto, per l’ informazione sui diritti e sugli obblighi dei cittadini e dei lavoratori esposti ed ex esposti e degli operatori sanitari coinvolti
(1240) RIPAMONTI – Nuove norme in materia di benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’ amianto ed istituzione del Fondo di solidarieta’ per le vittime dell’ amianto
(1253) GABURRO – Nuove norme in materia di prestazioni previdenziali per i lavoratori esposti all’ amianto e modifica all’ articolo 13 della legge 27 marzo 1992, n. 257
– petizioni nn. 401 e 424 ad essi attinenti
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Si riprende l’esame congiunto sospeso nella seduta del 5 giugno scorso.
Il PRESIDENTE fa preliminarmente presente che in data 24 luglio il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha trasmesso la relazione tecnica elaborata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sullo schema di testo unificato dei disegni di legge in materia di previdenza per i lavoratori esposti all’amianto, richiesta dalla Commissione bilancio, ai sensi dell’articolo 76-bis del Regolamento del Senato.
Ricorda altresì che nella seduta del 5 giugno scorso la Commissione ha acquisito i pareri del relatore e del rappresentante del Governo sugli emendamenti riferiti al predetto schema di testo unificato.
Il relatore FABBRI evidenzia che la relazione tecnica, trasmessa dal Presidente della 5a Commissione permanente, individua tre categorie di spesa, ossia quella inerente ai lavoratori già destinatari della normativa vigente, per i quali non sono previsti oneri aggiuntivi, quella attinente alle nuove categorie di beneficiari, conseguente all’estensione delle provvidenze a settori precedentemente esclusi ed infine quella riguardante le provvidenze economiche da attribuire ai lavoratori affetti da neoplasie professionali determinate dall’amianto.
In riferimento alla seconda delle tre sopracitate categorie, la relazione tecnica fa riferimento, per le gestioni INPS, ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato, attualmente iscritti in una gestione speciale, e ai lavoratori marittimi che fanno capo al regime generale dei lavoratori dipendenti. Per tali categorie si parla – prudentemente la relazione tecnica afferma in via di prima approssimazione – di 10.000 soggetti.
In base a tale stima la relazione tecnica ipotizza che, a decorrere dal 2004, un terzo degli interessati ottenga i benefici con effetti immediati e i restanti due terzi accedano gradualmente ad essi, nell’arco di dieci anni. La tabella riguardante i maggiori oneri relativi ai lavoratori iscritti alle gestioni pensionistiche INPS -prosegue il relatore – parla di 34 milioni di euro per il 2004, 74 per il 2005 e 87 per il 2006. Come si evince dalla tabella, la spesa tenderebbe inoltre a crescere gradualmente fino al 2015: in quest’anno la maggiore spesa sarebbe pari a 150 milioni di euro.
Per quel che concerne la terza delle sopracitate categorie di spesa, ossia quella inerente alle provvidenze economiche da attribuire ai lavoratori affetti da neoplasie professionali determinate dall’amianto, la valutazione dei relativi oneri effettuata dalla relazione tecnica ha portato alla conclusione che, per le rendite dirette, gli oneri comprendono sia l’erogazione annua dei ratei di rendita (da 0,41 milioni annui del primo anno a 3,62 del quinto), sia i capitali di copertura (da 3 milioni di euro a 5,99), mentre per quanto riguarda le rendite ai superstiti, la stima inerisce allo sviluppo futuro delle erogazioni di un indennizzo una tantum, pari ciascuno a 24.789 euro, corrispondente a tre annualità di rendita da devolvere al superstite del lavoratore deceduto. Si va da 4.96 milioni di euro del 2004 a 11.90 milioni di euro del 2009.
Sommando le varie voci di spesa, risulterebbe che gli oneri derivanti dall’applicazione della nuova disciplina, sarebbero i seguenti (in milioni di euro): per il 2004 42.37, per il 2005 85.80, per il 2006 101.78, per il 2007 116.72 e per il 2008 133.51.
Per i restanti anni, la relazione tecnica indica solo gli oneri relativi all’estensione del beneficio previdenziale ai lavoratori precedentemente esclusi e attualmente iscritti all’INPS.
Nella lettera di trasmissione il ministro dei rapporti con il Parlamento -prosegue il relatore – ha fatto presente che il ministero dell’Economia ha eccepito che la relazione tecnica individua circa 10.000 nuovi beneficiari delle agevolazioni previdenziali riferite alle sole categorie dei lavoratori iscritti all’INPS, tralasciando i potenziali beneficiari iscritti ad altri enti previdenziali. Inoltre, lo stesso Dicastero fa sapere che, riguardo alle proiezioni di spesa derivanti dall’attuale normativa sui benefici previdenziali, sono stati individuati erroneamente, per l’anno 2004, 924 milioni di euro, con profilo crescente negli anni successivi, mentre la spesa prevista, come rideterminata all’articolo 39, comma 3, della legge n. 289 del 2002 (finanziaria 2003), è pari a 766 milioni di euro per il 2003, con variazioni negli anni successivi corrispondenti alla sola rivalutazione alla dinamica del costo della vita.
Infine, sempre il Ministero dell’Economia rileva che la proiezione relativa alle provvidenze economiche per neoplasie professionali non contiene la proiezione decennale degli oneri, ma si limita a un quinquennio.
Il relatore sottolinea, infine, il proprio impegno per l’individuazione di appositi finanziamenti – nell’ambito della legge finanziaria per il 2004 – atti ad assicurare un’adeguata copertura per gli oneri finanziari aggiuntivi connessi alle disposizioni normative dello schema di testo unificato in esame, precisando altresì che sarà possibile procedere alla votazione degli emendamenti solo dopo il superamento delle difficoltà tecniche – di tipo economico- contabile – fin qui evidenziate.
Il senatore BATTAFARANO esprime il proprio disappunto per l’atteggiamento incongruo ed ambiguo assunto dal Governo in relazione allo schema di testo unificato elaborato dal Comitato ristretto che, in sostanza, nella stesura finale è risultato fortemente rimaneggiato a causa dell’integrale recepimento delle proposte formulate dall’Esecutivo. Appare pertanto del tutto paradossale che un organo di vertice dell’apparato amministrativo, quale la Ragioneria generale dello Stato, in sede di valutazione della relazione tecnica, ponga di fatto un vero e proprio veto ad una disciplina elaborata da un Dicastero, nel caso di specie dal Ministero del lavoro.
Le perplessità sono ancora più forti se si considera che nella legge finanziaria di quest’anno sono state stanziate somme cospicue – anche se non in grado di coprire integralmente le spese connesse ai danni conseguenti all’esposizione all’amianto – la cui destinazione effettiva, però, non è affatto chiara: è ragionevole ipotizzare che tali stanziamenti siano stati destinati ad altri settori.
Le considerazioni espresse dal senatore Fabbri, nel corso del precedente intervento, risultano del tutto insoddisfacenti, e, non delineando alcuna soluzione in positivo, appaiono sostanzialmente finalizzate a dilazionare i tempi per l’approvazione del provvedimento all’esame. Dopo aver espresso l’auspicio che le forze politiche di opposizione assumano al più presto una posizione politica comune in ordine alla materia in questione, l’oratore prospetta l’esigenza di proseguire, fin d’ora e senza altri indugi, l’iter parlamentare del provvedimento in esame.
Il senatore MONTAGNINO, nell’esprimere la propria decisa critica circa l’atteggiamento ambiguo ed inadeguato assunto dall’Esecutivo in ordine alla problematica in questione, condivide l’auspicio – manifestato dal senatore Battafarano – che le forze politiche dell’opposizione assumano una posizione politica comune in materia. Si rende invece necessaria una decisa iniziativa da parte del Senato e, in particolare della Commissione, per riaffermare la necessità di un intervento tempestivo per una tutela efficace delle situazioni giuridiche soggettive connesse ai danni da esposizione all’amianto, che rivestono la connotazione di veri e propri diritti, meritevoli di adeguata tutela. Il Parlamento deve, nel caso di specie, valorizzare il proprio ruolo e la propria autonomia rispetto all’ingiustificata inerzia assunta dal Governo, proseguendo l’esame del provvedimento.
Il relatore FABBRI prende la parola, chiarendo che lo schema di testo unificato all’esame è stato elaborato in sede di comitato ristretto, e successivamente integrato con le proposte formulate dal Governo, per le quali, pertanto, non si può parlare di un mero recepimento, come sostiene invece il senatore Battafarano.
Nella scorsa legislatura gli atti di indirizzo assunti in materia hanno creato una situazione di confusione, ingenerando sperequazioni fra i lavoratori, nonchè false aspettative, con conseguente stravolgimento della natura propria delle misure attinenti ai danni delle esposizioni all’amianto, che sono state impropriamente trasformate in ammortizzatori sociali. Inoltre, sempre nel corso della XIII legislatura, la maggioranza di Centro-sinistra non riuscì a portare a termine l’esame dei disegni di legge sulla materia in discussione, affrontando senza successo difficoltà analoghe a quelle la cui mancata soluzione viene ora imputata all’attuale maggioranza.
Alla luce delle considerazioni fin qui esposte, le responsabilità dei ritardi lamentati dalle forze politiche dell’opposizione sono imputabili soprattutto alla gravità della situazione venutasi a creare, conseguente a scelte erronee ed avventate assunte dal precedente Governo di Centro-sinistra.
Il relatore ribadisce il proprio impegno per superare tutte le difficoltà tecniche di natura finanziario-contabile sussistenti in riferimento al testo all’esame.
Il senatore RIPAMONTI condivide l’auspicio, espresso dal senatore Battafarano, inerente all’assunzione da parte delle forze politiche di opposizione di una posizione politica comune in materia di danni da esposizione all’amianto.
A suo avviso, il testo normativo all’esame della Commissione è frutto quasi integralmente delle elaborazioni effettuate dal Governo e presenta altresì profili del tutto incongrui ed ingiusti, quale ad esempio quello attinente alla depenalizzazione dei reati connessi ai danni da esposizione all’amianto.
Risulta errata e fuorviante la considerazione, espressa dal senatore Fabbri, circa la creazione di aspettative improprie nei lavoratori da parte del precedente Governo di centrosinistra, in quanto la problematica in questione attiene alla tutela di un diritto fondamentale dell’individuo, quale quello alla salute.
L’oratore esprime le proprie perplessità e i propri dubbi circa la effettiva volontà da parte delle forze politiche di maggioranza di individuare adeguate risorse, atte a garantire la copertura delle spese conseguenti al provvedimento all’esame, e ritiene del tutto plausibile che le somme stanziate dalla legge finanziaria per il 2003, per le finalità connesse alla tutela previdenziale dei lavoratori esposti all’amianto, siano state stornate in altre direzioni.
Il senatore BATTAFARANO prende la parola per un breve chiarimento, precisando che gli atti di indirizzo assunti nella passata legislatura tendevano ad individuare in via amministrativa una soluzione al problema dei danni da esposizione all’amianto e furono concordati con le parti sociali. In una fase successiva, quando emerse la necessità di un intervento legislativo in materia, presso la Commissione si svolse un ampio ed approfondito dibattito, che portò all’elaborazione di un testo – la cui impostazione è stata ripresa anche dal testo originariamente elaborato dal Comitato ristretto nell’attuale legislatura – che non completò tuttavia il suo iter a causa dello scioglimento delle Camere.
Attualmente l’atteggiamento inerte dell’Esecutivo risulta del tutto ingiustificato ed è suscettibile di creare un profondo disagio nella platea degli interessati.
Il PRESIDENTE, dopo aver evidenziato la complessità della problematica attinente ai danni da esposizione all’amianto, fa presente che non si può prescindere da una attenta considerazione dei vincoli di bilancio e sottolinea la necessità di superare qualsiasi logica recriminatoria, ponendo invece in primo piano la comune volontà delle forze politiche di mettere a punto una normativa di tutela dei lavoratori esposti all’amianto il più possibile coerente ed efficace.
In questa direzione sono già stati fatti passi in avanti significativi, sia per quanto riguarda il livello di condivisione del testo elaborato dal Comitato ristretto, sia attraverso il reperimento di fondi non esigui, con la legge finanziaria per il 2003. Pertanto, la Commissione ha il diritto e il dovere di elaborare un’ adeguata soluzione alla questione dei danni da esposizione all’amianto. Sotto questo profilo, occorre in primo luogo procedere nelle verifiche sui profili più strettamente attinenti alla spesa, già avviate dal relatore sia presso la Presidenza della Commissione bilancio, sia presso il Ministero dell’economia. Sarà altresì opportuno acquisire su tali profili l’avviso del sottosegretario Brambilla, oggi assente per motivi tecnici.
In conclusione, il Presidente richiama l’attenzione sulla necessità di acquisire, stante la complessità delle implicazioni finanziarie del provvedimento, il parere della Commissione bilancio, sia sullo schema di testo unificato, sia sugli emendamenti ad esso riferiti.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

























