86ª Seduta
IN SEDE REFERENTE
(1695) Deputati NICCHI ed altri. – Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonché del prestatore d’opera e della prestatrice d’opera, approvato dalla Camera dei deputati
(1248) PISA ed altri. – Disposizioni in materia di modalita’ per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie del prestatore d’ opera
(Seguito e conclusione dell’esame congiunto)
Si riprende l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo, sospeso nella seduta del 25 luglio scorso.
Il presidente TREU ricorda che nella precedente seduta si è conclusa la discussione generale, ed ha replicato agli intervenuti la relatrice Mongiello.
Avendo il rappresentante del GOVERNO rinunciato a svolgere l’intervento di replica, il PRESIDENTE , dopo aver comunicato che sono pervenuti i pareri, non ostativi, delle Commissioni permanenti 1a e 5a, avverte che si passerà all’esame degli emendamenti, riferiti al disegno di legge n. 1695, già adottato dalla Commissione come testo base.
Il senatore SACCONI (FI) illustra l’emendamento 1.1, che intende rendere esplicito quanto affermato negli interventi dei senatori appartenenti ai Gruppi politici della maggioranza, per quanto riguarda la possibilità di presentare le dimissioni senza vincoli di carattere formale. Esplicitando tale principio, è infatti chiaro che il disegno di legge si limita ai casi in cui le dimissioni siano rassegnate per iscritto. I successivi emendamenti 1.2 e 1.3 intendono circoscrivere la disciplina all’esame al rapporto di lavoro subordinato, escludendo invece che essa si possa applicare a contratti di risultato e non di durata.
Il PRESIDENTE avverte che l’illustrazione degli emendamenti è conclusa, e dà la parola alla relatrice Mongiello ed al rappresentante del Governo, per l’espressione dei pareri.
La relatrice MONGIELLO (Ulivo) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti presentati, richiamandosi all’orientamento prevalente emerso nel corso della discussione generale, favorevole a licenziare senza modifiche, per la discussione dell’Assemblea, il disegno di legge n. 1695, frutto peraltro di un voto unanime – con la convergenza dei Gruppi politici di maggioranza e di opposizione – della Camera dei deputati. Osserva inoltre che la formulazione dell’emendamento 1.1 è in palese contrasto con l’impostazione complessiva del disegno all’esame.
Dopo che il sottosegretario MONTAGNINO ha espresso parere contrario sugli emendamenti 1.1, 1.2 e 1.3, il senatore SACCONI(FI), nel raccomandare alla Commissione l’accoglimento degli emendamenti da lui sottoscritti, osserva che il rilievo da ultimo formulato dalla relatrice dimostra la fondatezza delle gravi perplessità da lui espresse nel corso della discussione generale, circa le vere finalità del disegno di legge n. 1695: in base alle dichiarazioni della relatrice, è infatti evidente che esso si propone di rendere obbligatoria la forma scritta per le dimissioni volontarie del lavoratore, introducendo, nella già intricata disciplina della risoluzione del rapporto di lavoro, un ulteriore e fortissimo fattore di rigidità, che non può essere giustificato con l’esigenza di contrastare una patologia nel rapporto di lavoro, quale in effetti è la deprecabile prassi della richiesta di dimissioni firmate in bianco all’atto dell’assunzione, prassi peraltro non così diffusa come si vorrebbe far credere, e limitata solo ad alcune aree del Paese.
Con riferimento alle osservazioni del senatore Sacconi, il PRESIDENTE rileva che il parere contrario espresso dalla relatrice si giustifica essenzialmente con l’esigenza di non ritardare l’ulteriore corso dell’esame del disegno di legge n. 1695. Quanto alle valutazioni espresse dalla relatrice Mongiello al termine del suo intervento, il Presidente ritiene, coerentemente con quanto da lui già affermato nel corso della discussione generale, che l’emendamento 1.1 del senatore Sacconi è sostanzialmente superfluo, poiché è inequivocabile che il disegno di legge all’esame, nella formulazione varata dall’altro ramo del Parlamento, si riferisce esclusivamente ai casi in cui le dimissioni del lavoratore sono presentate in forma scritta, senza rendere quest’ultima obbligatoria.
Interviene per dichiarazione di voto favorevole su tutti gli emendamenti presentati il senatore GALLI(LNP), il quale osserva che il dibattito dimostra come le scelte dei Gruppi politici della maggioranza siano costantemente guidate da una pregiudiziale ideologica, favorevole ai prestatori d’opera e contraria ai datori di lavoro. Si tratta di una visione in netto contrasto con la realtà, dato che, soprattutto nel Nord Est del Paese, si pone ormai il problema di tutelare gli imprenditori nei confronti delle pretese dei prestatori d’opera, sostenuti da una legislazione eccessivamente garantista e da una pervasiva presenza sindacale; né si considera che le trasformazioni del sistema produttivo intervenute negli ultimi anni hanno comportato la diffusione di aziende di piccole e piccolissime dimensioni, caratterizzate da un clima di collaborazione tra datore di lavoro e dipendenti, molto diverso dalle grandi fabbriche degli anni ’70, dove era diffusa la piaga del terrorismo di sinistra. L’impostazione del disegno di legge in titolo, come di altre iniziative legislative del Governo e dei Gruppi politici della maggioranza, oltre a risentire forse di qualche nostalgia per tempi ormai passati, rischia di produrre effetti del tutto diversi da quelli sperati, scoraggiando le assunzioni e spingendo gli imprenditori a delocalizzare le loro attività, in paesi dove vi siano condizioni operative più accettabili.
Il senatore ZUCCHERINI (RC-SE) preannuncia a nome del Gruppo di appartenenza il voto contrario sugli emendamenti 1.1, 1.2 e 1.3, precisando preliminarmente, in riferimento a talune considerazioni espresse dal senatore Galli, che i sindacati e i partiti politici della sinistra hanno sempre posto in essere una decisa azione di contrasto nei confronti del terrorismo di matrice brigatista.
A suo avviso, la disciplina contenuta nei disegni di legge in titolo è finalizzata non solo alla tutela dei lavoratori, ma anche all’accrescimento della qualità del lavoro, alla quale sono interessati anche i datori, poiché la prassi delle dimissioni in bianco ingenera una surrettizia trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato in rapporto a termine, con tutte le conseguenze negative derivanti da tale comportamento illecito.
Va poi evidenziato che il fenomeno delle dimissioni in bianco è presente soprattutto nel settore delle piccole imprese, nelle quali spesso tale meccanismo fraudolento viene utilizzato per licenziare indebitamente – e in contrasto con i più elementari principi di civiltà giuridica – le lavoratrici in maternità.
Il senatore DI SIENA (SDSE) ritiene che l’atteggiamento assunto da alcuni gruppi politici di opposizione rispetto ai disegni di legge in titolo sia improntato a pregiudizi ideologici che non tengono nel debito conto la portata effettiva della normativa in questione, la cui valenza è specifica e circoscritta. Preannuncia pertanto, a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto contrario sull’emendamento 1.1 – nonché sugli emendamenti 1.2 e 1.3 – evidenziando che i casi richiamati dal senatore Sacconi relativamente al recesso informale del prestatore d’opera non sono assimilabili alle dimissioni volontarie del prestatore stesso, presentate sovente per vie formali.
Il senatore TIBALDI(IU-Verdi-Com), nel preannunciare, a nome del Gruppo politico di appartenenza, il voto contrario sull’emendamento 1.1 – nonché sugli emendamenti 1.2 e 1.3 – osserva che l’interesse, comune ai datori di lavoro ed ai dipendenti, a collaborare per la salvaguardia dell’attività produttiva, non pone la parti su un piano di parità, poiché di per sé non rimuove la posizione di maggiore debolezza del lavoratore all’interno del rapporto di lavoro, e la conseguente necessità di specifiche misure di tutela, che riequilibrino l’originaria asimmetria.
Va poi evidenziato che il fenomeno delle dimissioni in bianco è riscontrabile non solo nelle aree meridionali – nelle quali peraltro i bassi tassi di occupazione rendono ancora più incisivo tale illecito meccanismo – ma anche nei territori dell’Italia settentrionale, nei quali questa prassi fraudolenta riguarda soprattutto i dipendenti con qualifiche più elevate.
L’oratore esprime l’auspicio che il senatore Sacconi riconsideri la propria posizione sul disegno di legge in titolo, considerato anche che alla Camera dei deputati su tale disciplina – che risulta ispirata a inoppugnabili principi di civiltà giuridica – si è raggiunto un largo consenso tra Gruppi politici di maggioranza e di opposizione.
Il PRESIDENTE , ribadendo quanto già affermato in precedenza, precisa che la disciplina contenuta nell’emendamento 1.1 risulta ridondante, e priva pertanto di una reale portata modificativa: il suo eventuale accoglimento comporterebbe soltanto un prolungamento dell’iter parlamentare di approvazione, con una nuova lettura, certamente non auspicabile, da parte della Camera dei deputati.
Il senatore TOFANI (AN) nel sottolineare preliminarmente la condivisione delle esigenze di civiltà sottese alla disciplina in questione – che peraltro fa salvo, al comma 1 dell’articolo 1, quanto è previsto dall’articolo 2118 del codice civile relativamente alle modalità per il recesso del prestatore – propone di rinviare ad un’altra seduta il rinvio della votazione sugli emendamenti, al fine di consentire un approfondimento sui nodi problematici sollevati da alcuni senatori.
Il senatore SACCONI(FI), nel prendere atto della proposta di rinvio formulata dal senatore Tofani, sottolinea che l’esigenza di apportare le modifiche previste nell’emendamento 1.1 emerge con particolare evidenza se si considera la divergente interpretazione che di esso forniscono la relatrice Mongiello e il Presidente.
Il senatore ROILO(Ulivo), dopo aver rilevato preliminarmente che le dimissioni volontarie del lavoratore devono essere sempre formalizzate, dichiara di non ritenere opportuno un temporaneo rinvio dell’esame, poiché le diverse posizioni si sono manifestate con sufficiente chiarezza e con una nettezza tale da non richiedere ulteriori approfondimenti.
Il senatore ZUCCHERINI(RC-SE), nel ricordare che l’esame, concluso l’iter in Commissione, dovrà proseguire in Assemblea – dopo la sospensione estiva dei lavori parlamentari – ritiene possibile accogliere la proposta di rinvio formulata dal senatore Tofani, a condizione che la procedura di esame venga completata celermente alla ripresa delle attività del Senato.
Il senatore DI SIENA (SDSE) dichiara di non condividere la proposta di rinvio avanzata dal senatore Tofani, atteso che le posizioni espresse sui profili in discussione da parte dei vari Gruppi parlamentari risultano sufficientemente chiare.
Dopo che il senatore GENTILE (FI) ha sottolineato l’esigenza di rinviare temporaneamente la votazione degli emendamenti presentati, il senatore POLI (UDC) dichiara di ritenere opportuna una sospensione dei lavori, finalizzata a consentire un ulteriore approfondimento in ordine ai temi ed alle criticità emerse nel corso del dibattito.
Il PRESIDENTE , previa verifica del numero legale, pone ai voti la proposta di rinvio temporaneo dell’esame formulata dal senatore Tofani, che viene respinta dalla Commissione.
Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti gli emendamenti 1.1, 1.2 e 1.3.
Il PRESIDENTE avverte che la votazione sugli emendamenti è conclusa.
Si passa alle dichiarazioni di voto sul disegno di legge n. 1695 nel suo complesso.
Il senatore PICCONE (FI) preannuncia, a nome del Gruppo di Forza Italia, il voto contrario sul disegno di legge n. 1695, evidenziando che l’esigenza di tutela del dipendente andrebbe bilanciata con quella di tutela del datore di lavoro, il quale potrebbe essere soggetto a comportamenti ostativi posti in essere dal prestatore, che si avvalga strumentalmente delle misure contemplate nella disciplina all’esame. Peraltro a volte le dimissioni volontarie del lavoratore sono accompagnate da atteggiamenti di contrapposizione e di astio nei confronti dell’imprenditore, che in molti casi ingenerano situazioni di forte conflittualità.
Il senatore PETERLINI (Aut) preannuncia, a nome del Gruppo politico di appartenenza, il voto favorevole sul disegno di legge n. 1695, evidenziando che le misure di tutela contenute nello stesso perseguono obiettivi di civiltà che dovrebbero essere largamente condivisi e che salvaguardano non solo il lavoratore ma anche il datore di lavoro.
Il senatore GALLI (LNP) preannuncia, a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto contrario sul disegno di legge n. 1695, sottolineando che la normativa all’esame risulta del tutto inutile, essendo finalizzata esclusivamente a porre l’accento su opzioni di tipo ideologico, ed essendo altresì orientata esclusivamente nella direzione di un inutile e inopportuno aggravio degli adempimenti burocratici a carico degli imprenditori. Anche i numerosi richiami all’esigenza di tutelare i diritti delle lavoratrici per quanto attiene alla tutela della maternità, ricorrenti negli interventi dei senatori appartenenti ai Gruppi politici della maggioranza, risultano pretestuosi e strumentali, soprattutto se si considera che il modo più efficace per prevenire l’utilizzo delle dimissioni in bianco da parte delle aziende consisterebbe nell’adozione di misure volte a trasferire sulla fiscalità generale gli oneri economici connessi alla sospensione del rapporto di lavoro nei periodi precedenti e successivi al parto.
Il senatore ROILO (Ulivo) preannuncia, a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul disegno di legge n. 1695, osservando che le norme in esso contenute non attengono a profili di carattere generali né alle questioni di natura ideologica evocate negli interventi di alcuni senatori dei Gruppi politici di opposizione, ma si limitano a definire meglio le formalità a cui sono assoggettate le dimissioni volontarie del lavoratore presentate in forma scritta.
Il senatore POLI (UDC) nel preannunciare, a nome del Gruppo politico di appartenenza, il voto contrario sul disegno di legge in esame, osserva che l’unica tutela efficace rispetto al fenomeno delle dimissioni in bianco consiste nella previsione dell’obbligo di sottoscrivere le stesse presso gli uffici dell’autorità amministrativa competente.
Il senatore TOFANI (AN) preannuncia, a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul disegno di legge n. 1695, che risulta ispirato a principi di civiltà giuridica, sottolineando tuttavia che le valutazioni espresse dalla relatrice Mongiello risultano incongrue, in quanto pongono l’accento su profili ideologici del tutto avulsi rispetto alla reale portata della disciplina in esame. Peraltro va precisato che anche le modifiche prefigurate dall’emendamento 1.1 non modificano l’impostazione di fondo che impronta la normativa all’esame.
Poiché non vi sono altre richieste di intervenire per dichiarazione di voto, la Commissione conferisce alla relatrice Mongiello il mandato di riferire favorevolmente all’Assemblea sul disegno di legge n. 1695, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati, e di proporre conseguentemente l’assorbimento del disegno di legge n. 1248.
La seduta termina alle ore 16,30.


























