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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Senato

336ª Seduta 

 


Presidenza del Presidente


ZANOLETTI 


 


            Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Brambilla.       

 


            La seduta inizia alle ore 15,20.


 


 


IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO 


Schema di decreto legislativo recante disciplina delle forme pensionistiche complementari (n. 522)


(Parere al Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell’articolo 1, commi 1, 2, lettere e), h), i), l), v) e 44, della legge 23 agosto 2004, n. 243. Seguito dell’esame e rinvio)


 


            Riprende l’esame del provvedimento in titolo, sospeso nella seduta del 14 settembre 2005.


 


Il Presidente ZANOLETTI dà la parola al sottosegretario Brambilla, per gli eventuali aggiornamenti sull’andamento del confronto in corso tra il Governo e le parti sociali sullo schema di decreto legislativo in titolo.


 


Il sottosegretario BRAMBILLA fa presente che nella giornata di ieri le organizzazioni sindacali e datoriali firmatarie dell’avviso comune del 1° agosto si sono riunite per valutare le ipotesi di modifica ed integrazione del testo all’esame prospettate dal Governo. In serata dovrebbe pervenire una nota recante le osservazioni formulate all’esito di tale incontro, ma si può senz’altro affermare che vi è un sostanziale consenso sulle proposte dell’Esecutivo, da parte delle predette organizzazioni, salvo per alcune questioni, di non grande rilievo, che sembrerebbero richiedere una ulteriore messa a punto: in particolare, sono sorte perplessità, auspicabilmente superabili, circa la previsione della parità di trattamento fiscale, per quanto attiene alla deducibilità, del contributo erogato volontariamente dal datore di lavoro in caso di adesione individuale di un lavoratore ad un qualsiasi fondo, rispetto ai contributi del datore di lavoro definiti in sede contrattuale.


In complesso, si può affermare che il Governo è orientato nel senso di recepire tutti i punti qualificanti contenuti nel citato avviso comune, e pertanto le Camere dispongono di tutti gli elementi utili per adottare un parere  sullo schema di decreto legislativo in titolo, che indichi quali modifiche ed integrazioni devono esservi introdotte, coerentemente con i principi di delega che esse stesse hanno posto con l’approvazione della legge di riforma previdenziale.


 


Il senatore VIVIANI (DS-U) fa presente che in precedenti occasioni il Ministro, intervenendo in Commissione, ha fatto riferimento agli incontri con le parti sociali ed alle proposte di modifica del testo che ne sarebbero derivate. Sarebbe pertanto opportuno che i componenti della Commissione potessero disporre del documento di lavoro predisposto dal Ministero – e al quale ha fatto riferimento il Ministro stesso nella precedente seduta – recante il testo delle modifiche ed integrazioni proposte, poiché in caso contrario verrebbe a mancare un elemento di informazione essenziale per consentire alle Camere di esprimersi con piena cognizione di causa sul provvedimento in titolo.


 


Il sottosegretario BRAMBILLA precisa che nel documento richiamato dal senatore Viviani, il Governo si è limitato a indicare alcune possibili modifiche ed integrazioni al testo dello schema di decreto legislativo  trasmesso in luglio alle Camere, basandosi sulle proposte avanzate dalle parti sociali firmatarie del già ricordato avviso comune. Non vi è pertanto alcun nuovo testo dello schema di decreto legislativo: le  Commissioni parlamentari sono già al corrente delle posizioni delle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro, e pertanto, nell’esercizio delle loro prerogative, e in base alla procedura consultiva rafforzata tracciata dalla legge n. 243 del 2004, potranno decidere di prenderle in considerazione o meno,  recependole nella misura che riterranno utile e necessaria, nell’ambito del parere che si accingono ad esprimere.


 


Il PRESIDENTE osserva che, fermo restando che le Commissioni permanenti di Camera e Senato sono chiamate a pronunciarsi sul testo trasmesso dal Governo nel luglio di quest’anno, sarebbe comunque opportuno mettere a disposizione di tutti i componenti della Commissione il documento di lavoro elaborato dal Ministero, proprio perché esso può fornire ulteriori orientamenti e spunti di riflessione. In particolare, il relatore potrà avvalersi della ulteriore documentazione disponibile ai fini della stesura dello schema di parere, che, considerata l’imminente scadenza del termine per l’esercizio della delega, dovrà essere presentato alla Commissione nella prima seduta utile della prossima settimana, per essere poi licenziato entro giovedì 29 settembre.


 


            Dopo che il sottosegretario BRAMBILLA ed il relatore alla Commissione MORRA (FI) hanno dichiarato di condividere le osservazioni e le proposte del Presidente, prende la parola il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U), il quale concorda anch’egli sull’opportunità di acquisire a livello istruttorio il documento di lavoro predisposto dal Ministero in ordine al provvedimento in esame: esso può infatti consentire alla Commissione di espletare al meglio le attività di propria competenza, con piena cognizione di tutti i profili rilevanti, compresi quelli attinenti agli orientamenti assunti dall’Esecutivo in sedi informali.


           


            Il senatore BATTAFARANO (DS-U), dopo aver ricordato che già nel corso del dibattito svoltosi precedentemente alla pausa estiva dei lavori parlamentari, le forze politiche di opposizione avevano sollecitato l’Esecutivo a recepire i contenuti dell’avviso comune siglato alcuni mesi prima dalle parti sociali in materia di previdenza complementare, esprime un giudizio positivo in ordine all’atteggiamento complessivo assunto dal Governo, orientato nella direzione di una modifica radicale del testo originariamente approvato, finalizzata ad adattare lo stesso alle risultanze emerse nel corso del confronto con le organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro. Tuttavia va sottolineato che restano ancora irrisolti taluni nodi problematici, non irrilevanti, fra i quali quello attinente alle coperture degli oneri finanziari derivanti dalle misure compensative a favore delle imprese, e allo strumento legislativo da utilizzare per l’introduzione delle coperture medesime, nonché quello attinente al protocollo di intesa con l’ABI, relativo alle facilitazioni nell’accesso al credito delle aziende, allo stato attuale non ancora siglato.


            Anche in merito alla tematica attinente alla facoltà di recesso del lavoratore dalle forme pensionistiche complementari, i sindacati hanno formulato specifiche proposte sulle quali il Governo non ha ancora espresso le proprie valutazioni. L’oratore conclude il proprio intervento rivolgendo un invito all’Esecutivo a completare il percorso di negoziazione con le parti sociali – pur nella consapevolezza che talune posizioni minoritarie, estranee all’avviso comune di agosto, risulteranno inevitabilmente sacrificate, almeno in una certa misura – sottolineando che il recepimento delle istanze delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro risulta essenziale affinché il secondo pilastro della previdenza possa effettivamente decollare, come auspicato dalle forze politiche di opposizione.


 


            Il senatore TREU (Mar-DL-U), dopo aver dichiarato di condividere l’esigenza, espressa dal senatore Battafarano, di acquisire taluni chiarimenti in ordine alle questioni citate dallo stesso, sottolinea l’esigenza di verificare in modo rigoroso la compatibilità, a suo avviso non del tutto scontata, della misura attinente al fondo di garanzia per le imprese con la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato.


            Occorre inoltre acquisire l’orientamento del Governo in merito alla delicata tematica della sfera di efficacia degli accordi aziendali.


 


            Il sottosegretario BRAMBILLA precisa preliminarmente che il documento di lavoro elaborato dal Ministero presenta taluni imprecisioni tecniche che andranno corrette in fase di approvazione del testo finale. A titolo esemplificativo si sofferma sull’ipotesi, erroneamente prospettata nel sopracitato documento, di sopprimere la facoltà – di cui all’articolo 8, comma 1, ultimo periodo, dello schema in titolo – di porre il finanziamento delle forme pensionistiche complementari, a cui partecipino soggetti diversi dai titolari di reddito da lavoro o d’impresa, a carico degli stessi o dei soggetti nei confronti dei quali sono a carico. Anche l’eliminazione del comma 4 dell’articolo 1 prefigurata nel predetto documento di lavoro, è riconducibile ad un mero errore materiale, essendo sufficiente, in merito a tale profilo, introdurre un’integrazione del testo originario volta a precisare che le forme pensionistiche complementari possono essere attuate sia mediante la costituzione di fondi pensione, sia attraverso la creazione di patrimoni separati. Un’altra disposizione depennata per errore nell’ambito del documento di lavoro è quella contemplata all’articolo 8, comma 11 del provvedimento in titolo, attinente alla facoltà di stipulare apposite convenzioni con centri di distribuzione commerciale, analogamente a quanto avviene anche in altri Paesi europei, per la destinazione periodica di sconti ed abbuoni sugli acquisti alle forme pensionistiche complementari.


            Per quel che concerne i fondi pensione aperti e le forme pensionistiche individuali, il provvedimento in titolo introduce adempimenti amministrativi e gestionali che superano la attuale situazione di deregolazione e rendono necessaria l’adozione di efficaci meccanismi di controllo, ricondotti all’esercizio della vigilanza da parte della COVIP. Peraltro anche nell’ambito dell’associazionismo del comparto assicurativo, fortemente critico verso tale scelta, emergono posizioni più articolate e, pur permanendo un dissenso di fondo nei confronti delle soluzioni che si vanno prospettando, da taluni si sta riconsiderando in termini più positivi l’attribuzione alla COVIP delle funzioni di vigilanza sul sistema della previdenza complementare.


            Riguardo ai profili attenenti agli accordi aziendali, è stata ipotizzata una disciplina volta a circoscrivere l’efficacia degli accordi stipulati in ambito aziendale ai soli soggetti che li sottoscrivono, con la conseguenza che per i lavoratori che non abbiano manifestato alcuna volontà in merito alla destinazione del trattamento di fine rapporto troverà applicazione il generale meccanismo di silenzio assenso, con il conferimento ai fondi contrattuali. Tale soluzione, in particolare, recepisce una proposta delle organizzazione sindacali, volta ad evitare che la disciplina applicabile ai lavoratori silenti potesse essere dettata, nel caso di specie, dal solo datore di lavoro, attraverso i regolamenti aziendali: questi ultimi, nella definitiva formulazione del provvedimento in titolo, vengono a rivestire un ruolo del tutto residuale.


            Il Sottosegretario ribadisce quindi che, sotto il profilo della deducibilità, dovrebbe essere applicata la stessa disciplina sia per i contributi del datore di lavoro previsti dalla contrattazione collettiva, sia per quelli erogati volontariamente in caso di adesione individuale del lavoratore ad un fondo aperto.


            Relativamente ai meccanismi di governance, occorre tenere presente che l’ANIA, l’ABI e Assogestioni hanno espresso la loro contrarietà in ordine alle proposte delle parti sociali, che prefigurano, nei casi di fondi chiusi, la facoltà di nominare quale responsabile del fondo anche un dipendente o un amministratore, mentre in relazione ai fondi aperti si propende per una preclusione di tale possibilità. Il Governo sta cercando di individuare soluzioni intermedie, che salvaguardino la sostanza delle proposte avanzate dalle parti sociali.


            Riguardo all’organismo di sorveglianza dei fondi pensione aperti, contemplato all’articolo 5, comma 4 del provvedimento in titolo, è stata ipotizzata in fase di prima applicazione la facoltà degli stessi soggetti di designare i componenti, mentre nella fase successiva, tale designazione – affidata sempre agli enti istitutori – dovrà essere circoscritta alle persone inserite in un apposito Albo tenuto dalla COVIP. Peraltro nei casi di adesioni collettive di particolare entità è stata ipotizzata la presenza di una rappresentanza paritetica dei datori di lavoro e dei dipendenti per ogni azienda che ha aderito alla forma pensionistica in questione.


            Il Sottosegretario, richiamandosi anche a quanto recentemente affermato dal Ministro in Commissione, precisa che la copertura finanziaria delle misure compensative a favore delle imprese, ed in particolare per il fondo di garanzia da istituirsi ai sensi dall’articolo 10, comma 3 dello schema all’esame, dovrà essere indicata con un distinto provvedimento, contestuale all’adozione del decreto legislativo sulla previdenza complementare.


            Il protocollo tra l’ABI ed il Governo per le facilitazioni nell’accesso al credito è inoltre in via di definizione e la sottoscrizione dello stesso da parte del Comitato esecutivo dell’ABI è prevista per la giornata di domani: dall’insieme di tali misure, sarà così possibile assicurare una garanzia del 100 per cento ai crediti contratti dalle imprese con le banche in sostituzione del finanziamento rappresentato dal TFR, con tassi di interesse che dovrebbero attestarsi al 4,16 per cento, e con la compensazione del differenziale rispetto al tasso di remunerazione del TFR medesimo.


 


            Il seguito dell’esame è quindi rinviato.


 


 


            La seduta termina alle ore 16.

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