MARTEDÌ 1 LUGLIO 2008
8ª Seduta
Presidenza del Presidente
La seduta inizia alle ore 17,10.
IN SEDE CONSULTIVA
(Doc. LVII, n. 1 – Allegato/I) Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2009-2013 e il connesso allegato infrastrutture
(Parere alla 5a Commissione. Esame e rinvio)
Introduce l’esame il senatore MORRA(PdL), rilevando, in primo luogo, che il Documento in titolo prevede, nell’ambito del quadro programmatico per gli anni 2009-2013: una crescita (in termini reali) del PIL pari allo 0,9 per cento per il 2009, e a tassi annui superiori (variabili tra l’1,2 per cento e l’1,5 per cento) per il restante periodo del quinquennio; una riduzione graduale del tasso di disoccupazione, da un valore pari, per l’anno in corso, al 5,9 per cento a un tasso pari al 5,4 per cento per il 2013; un tasso di inflazione programmata pari all’1,7 per cento per il 2008 e all’1,5 per cento per gli anni successivi; l’obiettivo, per il 2008, di un tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni pari al 2,5 per cento del PIL (il precedente quadro programmatico contemplava un obiettivo pari al 2,4 per cento); una progressiva riduzione di tale valore percentuale, fino ad arrivare ad un azzeramento del medesimo nel 2012.
Fa presente che i suddetti obiettivi di contenimento della spesa si fondano sull’adozione di misure specifiche, le quali si concentrano, in via principale, nei settori del pubblico impiego, della finanza decentrata, della sanità e della previdenza. In tale ultimo settore, i risparmi consistono, in particolare, in una riduzione della spesa per l’invalidità civile, riduzione che verrebbe conseguita mediante l’attuazione di un piano straordinario di verifica del diritto ai benefici. Ricorda che tale piano è previsto dall’articolo 80 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, in fase di conversione.
Riguardo al pubblico impiego, il relatore ricorda che tale settore è interessato da un piano di razionalizzazione molto esteso, finalizzato a promuovere i criteri di meritocrazia, premialità e trasparenza. Inoltre, fa presente che nel documento si contemplano effetti di risparmio derivanti dal riordino del sistema di reclutamento (con l’introduzione di un limite più stringente ai nuovi ingressi), dalla soppressione della sanatoria per i precari prevista nelle precedenti leggi finanziarie, nonché da un processo di razionalizzazione del personale della scuola pubblica.
Per quanto concerne il settore previdenziale, ricorda che il documento reca altresì una proiezione di medio e lungo periodo della spesa pensionistica in rapporto al PIL. Tale proiezione contempla una stabilità, o, in ogni caso, una crescita moderata del rapporto percentuale, fino al 2023, anche per effetto delle riforme adottate nel settore sia nello scorso decennio sia in quello in corso. Dopo il 2023, il documento prevede un aumento consistente e progressivo del valore percentuale fino al 2038. Segue successivamente, e fino al 2050, una fase di riduzione della misura del rapporto, riduzione dovuta sia al completamento del passaggio al cosiddetto sistema contributivo sia alla progressiva scomparsa delle generazioni del baby boom.
In merito ai dati sul lavoro, il relatore sottolinea che secondo il documento, oltre alle previsioni suddette sul tasso di disoccupazione, nel primo trimestre del 2008, l’occupazione è aumentata dello 0,3 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1 per cento rispetto al corrispondente trimestre del 2007. L’occupazione nei servizi ha mostrato una crescita più dinamica rispetto alla quella riscontrata nel trimestre precedente, mentre, nei settori dell’industria in senso stretto e delle costruzioni, gli occupati – sempre rispetto all’ultimo trimestre del 2007 – si sono ridotti.
Fa quindi presente che la dinamica complessiva dell’occupazione nel 2008 crescerebbe a tassi più moderati rispetto a quelli dell’ultimo biennio (0,7 per cento, contro una media di 1,3 per cento nel 2006-2007), ma mostrerebbe ancora una forte elasticità rispetto al PIL (quest’ultimo crescerebbe, nel 2008, dello 0,5 per cento, in termini reali).
Il relatore conclude evidenziando come il documento contempli nel medio periodo (e, quindi, al di là di valori anomali nel breve periodo, dovuti al rinnovo di numerosi contratti scaduti, nel settore pubblico e privato) un incremento moderato delle retribuzioni nominali, pari al 2,0 per cento annuo. Tale valore, insieme con un graduale recupero di produttività, conterrebbe la dinamica del costo del lavoro per unità di prodotto e l’inflazione.
Il senatore ROILO (PD) esprime una valutazione complessivamente sfavorevole dell’impostazione generale del documento, nonché sul fatto che l’adozione dello stesso, da parte del Governo, in concomitanza con interventi normativi in campo economico, determini uno svuotamento dei contenuti programmatici dello stesso, con grave compromissione della dialettica parlamentare sulle prospettive della manovra.
Nel merito, reputa che le riduzioni di spesa preannunciate nel documento in particolare nei comparti degli enti locali, della sanità, dell’istruzione e delle infrastrutture, operino indiscriminatamente su settori rilevanti dell’economia del Paese, e siano destinate a produrre effetti recessivi, anche alla luce della difficile congiuntura economica internazionale.
Ulteriori rilievi critici riguardano la modestia della crescita del tasso di occupazione – inferiore alla media europea – e le prospettive di andamento della pressione fiscale. A tale ultimo proposito, fa presente come, contrariamente a quanto preannunciato durante la campagna elettorale, l’Esecutivo non appaia orientato a promuovere una reale riduzione dell’imposizione, soprattutto con riferimento ai redditi da lavoro dipendente. Osserva inoltre come, invece, tale intervento sarebbe stato necessario in un’ottica di sostegno della domanda interna e dei consumi.
Si sofferma quindi sul dato concernente l’inflazione programmata, ritenendo il tasso fissato dal Governo altamente sottostimato e destinato a penalizzare significativamente le retribuzioni reali dei lavoratori dipendenti e i redditi da pensione. Ricorda, peraltro, come il quadro risulti aggravato dalle previsioni formulate dalla Confindustria, per cui le conseguenze dell’andamento dell’inflazione si ripercuoteranno principalmente sui salari anziché sui costi di produzione.
In conclusione, ritiene che le misure preannunciate nel documento e il modo di procedere dell’Esecutivo – indice della mancanza i volontà di un effettivo confronto parlamentare – concorrano a determinare un giudizio fortemente critico sul documento.
Dopo un’osservazione del senatore LONGO (PdL) sulla necessità che il dibattito in Commissione si svolga in aderenza ai profili di competenza della stessa, il PRESIDENTE rileva come in sede di discussione su un Documento quale il DPEF anche interventi di più ampio respiro possano apportare utili spunti di riflessione.
Il senatore CASTRO (PdL) dichiara preliminarmente di non condividere i rilievi critici formulati dal senatore Roilo, ritenendo che il documento individui una serie di interventi equilibrati, in quanto relativi tanto al piano della domanda quanto a quella dell’offerta. Al riguardo, osserva come la manovra prefigurata non sia orientata a promuovere artificiosamente una ripresa indotta attraverso il sostegno ai consumi, ponendo invece le premesse di un effettivo recupero di produttività del sistema. A tal fine, gli interventi fiscali sugli straordinari e sui premi aziendali appaiono in particolare idonei a incidere favorevolmente sui redditi da lavoro dipendente e sulla propensione al consumo dei lavoratori.
Per quanto concerne le misure volte a migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione, condivide la finalità del documento di puntare più che sul contrasto dei fenomeni di malcostume, che pure vi sono e vanno affrontati con decisione, su un recupero complessivo di produttività.
In generale, fa presente che il Governo ha adottato un approccio innovativo in un’ottica di rilancio dell’economia, sostenendo i settori trainanti. In tale ambito, si inquadrano, da un lato, la concentrazione delle misure di detassazione sui profili maggiormente idonei ad incrementare la produttività aziendale; dall’altro, il rilievo attribuito al momento della contrattazione di secondo livello. Sottolinea quindi l’importanza del mutamento della prospettiva della manovra, incentrata a sostenere la competitività delle imprese incentivandone non tanto la riduzione dei costi quanto la capacità di distribuire utili. In tale contesto, può essere compresa pienamente anche la scelta del Documento operata in relazione all’inflazione programmata: i potenziali effetti depressivi del dato, infatti, sono scongiurati dalle contestuali misure a sostegno della competitività e della produzione di liquidità delle imprese.
In conclusione, giudica i contenuti del documento idonei a rilanciare la crescita economica e a sostenere le esigenze delle imprese, in un’ottica di discontinuità rispetto alla politica del precedente Governo.
Il senatore NEROZZI (PD) rileva in primo luogo come il documento in esame si discosti dalle scelte promosse dal Governo Prodi nell’ambito della legge finanziaria 2008 in ordine alla riduzione della pressione fiscale per i redditi da lavoro dipendente e per le pensioni. In proposito, vi è un arretramento, in particolare, rispetto agli impegni contenuti nel Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per l’equità e la crescita sostenibili in favore della contrattazione di secondo livello. I redditi in parola andranno per altro verso incontro a una riduzione secca in termini di potere d’acquisto alla luce delle determinazioni assunte in materia circa il tasso di inflazione programmata, fissato ad un livello – pari all’1,7 per cento per il 2008 – fortemente al di sotto di quella che sarà l’inflazione reale.
Formula poi considerazioni critiche sulla riduzione degli stanziamenti nel settore dell’istruzione pubblica, destinata a determinare un deterioramento del servizio, soprattutto nelle regioni settentrionali. Un’ulteriore notazione riguarda la mancata incentivazione, alla stregua degli indirizzi compendiati nel Documento, della ricerca e dell’innovazione, mentre le misure restrittive relative ai lavoratori precari potranno determinare situazioni di criticità nell’ambito della sanità e dell’istruzione, dando altresì occasione a tensioni sul versante delle relazioni sociali suscettibili di innescare dinamiche involutive.
Conclude esprimendo perplessità sulle misure di incentivazione fiscale previste dal Documento e, in particolare, sulla prevista detassazione del lavoro straordinario, sottolineando l’elemento di discriminazione introdotto al riguardo in danno di una parte rilevante del lavoro dipendente e l’assenza di interventi programmati nei comparti della sicurezza e della difesa.
La senatrice BIONDELLI (PD) esprime preliminarmente considerazioni critiche sulla scarsa chiarezza del documento nell’indicare i profili di copertura finanziaria relativi ai previsti rinnovi contrattuali nel pubblico impiego.
Fa inoltre presente come nel settore della sanità le dotazioni di personale stiano diventando sempre più esigue, determinando situazioni di accentuata criticità; anche nel campo dell’amministrazione penitenziaria il Documento non appresta idonee misure. Fa poi presente come sul versante dell’Alitalia, a fronte di scenari alternativi all’offerta di Air France frettolosamente accreditati, si profilino ora soluzioni molto più penalizzanti sul piano occupazionale.
La senatrice CARLINO (IdV) esprime, anche a nome della propria parte politica, un giudizio complessivamente critico sul Documento, giudicandolo generico e comunque non idoneo a perseguire gli annunciati obiettivi di crescita.
Ritiene in particolare che le enunciazioni di principio attinenti la prospettiva di riforma del pubblico impiego siano astratte e inidonee ad orientare concretamente l’azione di governo, mentre sarebbe stato preferibile un maggiore dettaglio in un’ottica operativa.
Non condivide, inoltre, la battuta d’arresto preannunciata nel processo di stabilizzazione dei lavoratori precari, che espone tali lavoratori a prospettive di estrema incertezza, concentrando in particolare l’attenzione sul settore della scuola, in cui rispetto a quanto stabilito dal precedente Governo si verifica una consistente diminuzione del personale di ruolo.
Nell’associarsi infine alle considerazioni svolte dal senatore Roilo sul settore pensionistico, rileva come gli interventi preannunciati nel Documento siano inidonei a sostenere le fasce più deboli della popolazione.
Al riguardo, un’elevazione degli importi delle pensioni risulterebbe più efficace rispetto a misure, quale la rimozione del divieto di cumulo fra reddito da lavoro dipendente e trattamento di quiescenza, di chiara impronta populistica.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
DIFFERIMENTO DELLA SEDUTA DI DOMANI
Il PRESIDENTE avverte che la seduta di domani inizierà alle ore 10,30 anziché alle ore 10,15.
La seduta termina alle ore 18,10.

























