13ª Seduta
Presidenza del Presidente
La seduta inizia alle ore 17.
IN SEDE REFERENTE
(682) SANGALLI ed altri. – Misure per favorire lo sviluppo della managerialità nelle imprese del Mezzogiorno
(Esame e rinvio)
Il PRESIDENTE relatore illustra il disegno di legge, rilevando che esso propone incentivi ai fini dell’assunzione o della nomina di dirigenti di impresa in alcune regioni e che, ancorché il titolo, la relazione illustrativa e la rubrica di cui all’articolo 1 facciano riferimento alle aree del Mezzogiorno, le misure concernono più specificamente le regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Nel sottolineare che il tessuto economico del Sud Italia presenta una scarsa cultura manageriale, osserva che il disegno di legge è volto ad incoraggiare l’imprenditore a dotare la propria azienda di manager, ai quali affidare la gestione tecnica e che lo possano coadiuvare nelle decisioni relative allo sviluppo ed all’espansione dell’impresa. La presenza dei dirigenti appare a suo giudizio importante soprattutto con riferimento all’esigenza di affrontare la concorrenza internazionale, costituire reti tra piccole e medie imprese e sviluppare, anche in base alla comprensione dei processi di mutamento in corso nel singolo settore, strategie di crescita dimensionale dell’azienda; a tal fine, il disegno di legge propone alcune tipologie di incentivo economico, benché la relazione sottolinei che il deficit numerico di dirigenti abbia soprattutto motivazioni culturali. Dà quindi ragione delle singole disposizioni, segnalando, in particolare, che l’articolo 2 fa riferimento alle imprese “aventi sede”, formulazione che potrebbe apparire più restrittiva rispetto a quella (di cui all’articolo 1 e, implicitamente, di cui all’articolo 3) di “imprese operanti”, locuzione che concerne, per consolidata interpretazione, le aziende o le parti di azienda ubicate nelle aree oggetto dei benefici.
Conclusivamente, il PRESIDENTE relatore evidenzia l’esigenza di valutare se sia opportuno introdurre nel disegno di legge alcune norme di chiusura, che escludano la concessione dei benefici nei casi in cui l’assunzione o la nomina del dirigente siano effettuate in sostituzione del rapporto con un altro dirigente, nonché di chiarire se gli incentivi di cui agli articoli 1 e 2 siano attribuiti in misura rigida o se siano invece moltiplicabili, in caso di assunzione o nomina di una pluralità di dirigenti.
Si apre la discussione generale.
Il senatore CASTRO(PdL) avanza alcune perplessità tecniche relative alla normativa contenuta nel disegno di legge. Con specifico riferimento all’articolo 1, osserva che l’assunzione di un dirigente con contratto a tempo determinato è assai rara e corrisponde ad esigenze di temporaneità. L’impresa che intenda eludere i rischi connessi alla stabilità non utilizza per i dirigenti la forma della collaborazione coordinata e continuativa, bensi quella della consulenza con partita IVA: ma allora si dovrebbe precisare che si sta parlando di un’assunzione a tempo indeterminato, in qualità di dirigente, di un consulente. Ulteriori dubbi vanno a suo avviso riferiti all’articolo 2, a proposito del quale egli evidenzia la bizzarria dell’ipotesi di assunzione con qualifica di dirigente di un quadro disoccupato. La norma a suo avviso peraltro sembra sostanzialmente dar luogo ad una conseguenza opposta a quella che si prefigge. Nell’articolo 3 egli intravede infine una sostanziale eterogenesi dei fini, con un’antinomia tra obiettivo dichiarato e conseguenze operative reali.
La senatrice GHEDINI(PD), premesso di essere tra i sottoscrittori dell’iniziativa legislativa, si richiama ad alcune considerazioni contenute nella relazione illustrativa, segnalando che una delle finalità del provvedimento è rappresentata dall’obiettivo di qualificare i profili gestionali delle aziende del meridione, valorizzando i profili di competenza dei giovani imprenditori operanti in talune regioni e favorendo senz’altro le piccole e medie imprese, che in esse costituiscono la sostanza della rete produttiva. Dopo aver sottolineato l’inadeguatezza dell’investimento effettuato in risorse umane di alta qualificazione nel Sud, dove i manager del terziario rappresentano una proporzione pari appena al 2,7 per cento, osserva che nelle aree meridionali del Paese molto spesso l’imprenditore è privo di adeguata cultura manageriale e che la crescita e la formazione dei manager rappresentano al contrario un requisito indispensabile per la permanenza nel mercato del lavoro e per l’accelerazione dei processi di innovazione tecnologica e produttiva. Rileva infine che l’iniziativa legislativa intende inoltre incoraggiare gli imprenditori del Sud a dotare le rispettive aziende di manager cui affidare la gestione tecnica dell’impresa.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La relatrice BIONDELLI (PD) illustra congiuntamente i disegni di legge, che si pongono come obiettivo il riconoscimento della sordocecità quale disabilità unica e specifica, distinta dalla semplice somma di cecità e sordità, come previsto dalla «Dichiarazione scritta sui diritti delle persone sordocieche», approvata dal Parlamento europeo nel 2004 e già recepita in diversi Paesi dell’Unione europea. Dopo aver ricordato che in quella sede il Parlamento invitò le istituzioni dell’Unione europea e gli Stati membri a riconoscere specifici diritti e tutele alle persone sordocieche, attraverso l’approvazione di un’adeguata legislazione, ricorda che l’assenza di un formale riconoscimento di questa specifica disabilità ha finora impedito di avere stime attendibili sul numero di soggetti interessati. Evidenzia quindi gli aspetti specifici dei due disegni di legge, mettendone in risalto i punti di contatto e le peculiarità.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
(36) PETERLINI e PINZGER. – Modifiche al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, in materia di disciplina delle forme pensionistiche complementari
(Esame e rinvio)
Il relatore MORRA (PdL) illustra il disegno di legge, inteso a ridurre le quote di prestazioni pensionistiche complementari erogabili in forma di capitale, anziché di rendita. Al riguardo sottolinea che le norme proposte sono dovute alla considerazione che lo strumento della rendita vitalizia permette di conseguire pienamente la finalità di tutela integrativa, finalità che è propria del sistema di previdenza complementare.
Dopo aver ricordato che, in base all’attuale normativa, la forma pensionistica complementare può prevedere la liquidazione della prestazione in forma di capitale fino al cinquanta per cento del montante finale accumulato, nota che il disegno di legge riduce tale limite al trenta per cento.
L’altra modifica proposta concerne i casi in cui è consentita la liquidazione per intero in forma di capitale. La disciplina vigente ammette infatti tale possibilità qualora la rendita derivante dalla conversione di almeno il 70 per cento del montante finale sia inferiore al 50 per cento della misura dell’assegno sociale; il disegno di legge sostituisce quest’ultimo parametro (che attualmente corrisponde ad una misura annua di circa 2.571 euro) con uno inferiore, fissato in 600 euro annui.
Il presidente GIULIANO, dopo aver sottolineato la particolare delicatezza del provvedimento, esprime il convincimento che nel corso della discussione generale verranno focalizzati elementi di interesse, che potranno eventualmente essere approfonditi anche a mezzo di audizioni.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 17,45.


























