59ª Seduta
Presidenza del Presidente
La seduta inizia alle ore 15,50.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
Proposta di indagine conoscitiva sul livello dei redditi di lavoro, nonché sulla redistribuzione della ricchezza in Italia nel periodo 1993 – 2008
Il PRESIDENTE dà conto di una proposta di indagine conoscitiva, sollecitata dal Gruppo del Partito democratico, inerente le trasformazioni produttive e i mutamenti del mercato del lavoro avvenuti negli ultimi quindici anni. In proposito, fa presente che in materia il CNEL ritiene affidabili dati riferiti ad un periodo almeno quindicennale, per cui si considera come data di partenza dell’indagine il 1993, anno in cui è stato siglato un accordo di portata storica mediante il quale sono state poste le basi per il contenimento della spesa pubblica e dell’inflazione nonché per l’ingresso dell’Italia nella zona euro. In tale contesto, prosegue, si aggiungono le modifiche registrate in campo giuslavoristico e nell’ambito dell’impresa.
Suggerisce pertanto che nel programma di audizioni siano inclusi rappresentanti di centri di ricerca e di associazioni imprenditoriali e sindacali nonché esperti del settore.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione conviene di richiedere alla Presidenza del Senato, ai sensi dell’articolo 48 del Regolamento, l’autorizzazione a svolgere l’indagine conoscitiva testé illustrata.
IN SEDE REFERENTE
(1292) BONFRISCO e CASOLI. – Delega al Governo per il completamento della riforma del sistema previdenziale mediante la revisione dei requisiti e del metodo di calcolo dei trattamenti di pensione, il riordino degli eventi pubblici previdenziali e lo sviluppo delle forme pensionistiche complementari
(Esame e rinvio)
Riferisce alla Commissione il relatore MORRA (PdL), il quale fa presente che il provvedimento in esame reca alcune deleghe al Governo concernenti il sistema pensionistico obbligatorio, la previdenza complementare e gli enti previdenziali. Al riguardo, tra i princìpi e i criteri direttivi stabiliti dall’articolo 1, comma 1, segnala: l’elevazione graduale a 62 anni del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia per le lavoratrici; la rimodulazione dei requisiti anagrafici e delle opzioni di pensionamento per i soggetti cui si applica in via integrale il sistema contributivo; l’estensione di quest’ultimo sistema di calcolo, con riferimento alle anzianità maturate a decorrere dal 1° gennaio 2009, a tutti i lavoratori attualmente esclusi; il riconoscimento di agevolazioni alle lavoratrici madri; la revisione dei requisiti di reddito per la pensione minima; l’incentivazione del contratto a tempo parziale. Puntualizza peraltro che, secondo la relazione illustrativa, la delega è volta ad introdurre un pensionamento articolato in una fascia di età compresa tra i 62 e i 67 anni, attraverso la definizione di corrispondenti coefficienti di trasformazione del montante contributivo nella prospettiva di garantire, al contempo, la flessibilità del momento del pensionamento e l’innalzamento dell’età pensionabile.
Dopo aver evidenziato che il comma 2 dell’articolo 1 delega il Governo ad adottare un testo unico in materia previdenziale, dà conto dell’articolo 2, recante una delega per lo sviluppo della previdenza complementare volta, tra l’altro, ad ampliare gli incentivi fiscali in materia, a consentire che una parte della contribuzione pensionistica obbligatoria per i collaboratori a progetto sia destinata alle forme pensionistiche complementari, nonché a riproporre con cadenza biennale il meccanismo del silenzio-assenso.
Illustra indi l’articolo 3 sul riordino degli enti previdenziali e, tra i princìpi e i criteri direttivi della delega, sottolinea: la costituzione di tre soli istituti competenti, rispettivamente, per la previdenza dei lavoratori privati, per quella dei dipendenti pubblici e per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali; l’attribuzione a quest’ultimo ente anche delle funzioni in materia di sicurezza sul lavoro relative alla prevenzione, al controllo, alla cura e alla riabilitazione di competenza del Servizio sanitario nazionale; il superamento del “modello duale di governo”, con la soppressione dei consigli di indirizzo e vigilanza; il coinvolgimento delle parti sociali negli organi di amministrazione e controllo; il riordino dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (INPGI) e degli enti privati che gestiscono i regimi pensionistici relativi ai liberi professionisti, promuovendo eventualmente la fusione o la riunificazione.
Il relatore descrive poi i contenuti dell’articolo 4, recante una delega per la revisione del sistema di calcolo contributivo, in base al quale si prevedono, tra l’altro, l’istituzione di una pensione minima per i soggetti cui si applica detto modello e l’applicazione, a decorrere dal 1° gennaio 2011, di un’aliquota contributiva pensionistica complessiva pari al 24 per cento. Rileva in proposito che quest’ultima misura si applicherebbe ai nuovi iscritti, nelle gestioni relative sia ai lavoratori dipendenti sia ai lavoratori autonomi e ai collaboratori in forma coordinata e continuativa.
Precisa poi che, in base alla relazione illustrativa, le deleghe sono intese a promuovere, in particolare per le generazioni future, la formazione di un sistema misto di previdenza obbligatoria e di previdenza complementare a capitalizzazione, per offrire una garanzia di base e la possibilità di accumulazione di una quota integrativa.
Segnala altresì che i successivi articoli 5 e 6 stabiliscono norme di immediata applicazione riguardanti, rispettivamente, la tutela dei trattamenti pensionistici per i superstiti che prestino attività lavorativa retribuita, nonché l’applicazione del principio di garanzia delle prestazioni previdenziali obbligatorie, per i casi di mancato versamento della contribuzione da parte del datore di lavoro, ad alcune categorie di lavoratori parasubordinati e autonomi, tra cui i collaboratori in forma coordinata e continuativa.
Conclusivamente, dà conto dell’articolo 7, sulle procedure per l’esercizio delle deleghe e sulla possibilità di emanare decreti legislativi correttivi ed integrativi, e dell’articolo 8, inerente la copertura finanziaria.
Il PRESIDENTE suggerisce un maggiore approfondimento sulle tematiche affrontate dal provvedimento, con particolare riguardo agli effetti che scaturiscono dalle misure proposte, avvalendosi anche degli elementi di valutazione forniti dall’indagine conoscitiva sulle forme pensionistiche complementari. Propone pertanto di non congiungere l’esame del disegno di legge in titolo al seguito dell’esame del disegno di legge n. 36.
Il relatore MORRA (PdL), pur ritenendo opportuna la proposta di una riflessione ulteriore, precisa che il disegno di legge n. 36 affronta solo un tema specifico della materia pensionistica, per cui la congiunzione dei provvedimenti potrebbe essere invece proficua. Condivide comunque l’esigenza di valutare l’impatto del disegno di legge n. 1292 con riguardo, fra l’altro, alla previdenza complementare, alla sicurezza sul lavoro nonché alla riorganizzazione degli enti interessati.
Sulla proposta del Presidente prende altresì la parola il senatore CASTRO (PdL), il quale giudica doverosa la prudenza nel trattare siffatte tematiche, purchè non sia eccessivamente limitata la sovranità del Parlamento. Rammenta inoltre che la materia pensionistica necessita di consultazioni preliminari volte a coinvolgere le parti sociali, come peraltro è avvenuto nelle ultime riforme introdotte dagli allora ministri Maroni e Damiano.
Reputa quindi che un’iniziativa parlamentare affrettata – seppur legittima – rischi di essere percepita in maniera ostile, e rimarca l’esigenza di acquisire elementi di conoscenza senza imporre improprie accelerazioni.
Il PRESIDENTE esprime condivisione per le affermazioni del senatore Castro, puntualizzando che la materia investe anche la previdenza delle libere professioni, su cui si registrano posizioni contrastanti. Considerato l’impatto del disegno di legge n. 1292, che richiederebbe lo svolgimento di audizioni, ribadisce l’inopportunità di una congiunzione con il disegno di legge n. 36.
Interviene il senatore ROILO (PD) il quale, riservandosi di intervenire nel merito, manifesta apprezzamento per la cautela riscontrata sul tema, tanto più che il provvedimento in titolo reca deleghe al Governo in un ambito su cui occorre un’ampia discussione anche tra le parti sociali. Rammenta a sua volta che l’ultimo completamento del sistema previdenziale è avvenuto nella scorsa legislatura.
Condivide il senatore NEROZZI (PD) , il quale rileva che il provvedimento interviene in un momento economico difficile per i cittadini, per cui è inopportuno creare ulteriore insicurezza.
Dopo un breve intervento della senatrice SPADONI URBANI (PdL) sull’esigenza di completare la riforma del sistema previdenziale, il seguito dell’esame è quindi rinviato.

























