88ª Seduta
Presidenza del Presidente
La seduta inizia alle ore 15,40.
IN SEDE REFERENTE
(1515) BOBBA ed altri. – Norme per la promozione del welfare familiare e generazionale
(1544) VALPIANA ed altri. – Istituzione del reddito minimo di cittadinanza per i bambini e le bambine
(1576) LIVI BACCI ed altri. – Istituzione del Fondo per i neonati e dotazione di capitale per i giovani
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Riprende l’esame congiunto sospeso nella seduta del 25 luglio scorso.
Interviene nella discussione generale il senatore BOBBA (Ulivo), il quale osserva preliminarmente che il disegno di legge n. 1515, di cui è primo firmatario, si propone il riordino, ma soprattutto, l’innovazione della disciplina di alcune istituzioni dello Stato sociale, con l’obiettivo di avviare la costruzione di un nuovo modello di welfare centrato sull’investimento sulla famiglia e sulle nuove generazioni, quale scelta strategica prioritaria per la crescita economica e sociale del paese, come peraltro ha messo in evidenza anche l’esito della Conferenza sulla famiglia promossa dal Governo nel giugno scorso. Gli interventi contemplati nel disegno di legge hanno pertanto come destinatario la famiglia, definita secondo i principi contenuti nella Carta costituzionale; al tempo stesso, il riferimento ad un welfare generazionale richiama l’esigenza di tenere conto delle conseguenze dell’invecchiamento della popolazione e del calo del tasso di natalità, poiché l’impatto di tali fenomeni sulle prestazioni sociali e sul loro finanziamento è tale da richiedere scelte radicali e qualificate.
In questa ottica, il primo dei quattro capi nei quali si ripartisce il disegno di legge n. 1515 prende in considerazione alcune misure di carattere fiscale – senza peraltro entrare nel merito di sistemi di tassazione che assumono la famiglia come titolare di un reddito distinto da quello individuale -, e propone la modifica di alcuni istituti, in senso più favorevole alla famiglia medesima, riprendendo ed ampliando alcuni spunti già presenti nella legge finanziaria per il 2007: in particolare, all’articolo 2, è previsto il recupero delle detrazioni non godute per incapienza del debito d’imposta, mentre il successivo articolo 3 dispone detrazioni fiscali per le spese relative all’assistenza ai bambini e agli anziani non autosufficienti, nonché per il pagamento delle rette relative alla frequenza degli asili nido. Il successivo articolo 4, infine, prevede l’applicazione dell’IVA agevolata al 4 per cento per l’acquisto di autovetture destinate al trasporto di famiglie numerose.
Il Capo II del disegno di legge n. 1515 – prosegue il senatore Bobba – è dedicato all’ampliamento e alla riqualificazione delle condizioni di accesso alle prestazioni sociali ed assistenziali: in questo contesto, all’articolo 6 viene delineata una riforma dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), mediante la definizione di una nuova scala di equivalenza, finalizzata alla creazione di un meccanismo più favorevole alle famiglie numerose, con la conseguente rimodulazione delle tariffe dei servizi pubblici locali applicabili ai nuclei familiari, contemplata all’articolo 6. Il successivo articolo 7, riprendendo un’esperienza già attuata positivamente in Francia, istituisce la “Carta famiglia”, per l’accesso a condizioni agevolate a prestazioni e servizi di varia natura, erogati da soggetti pubblici e privati, con i quali il Ministero delle politiche per la famiglia abbia stipulato apposite convenzioni o intese.
Il Capo III riprende proposte già contenute in altre iniziative legislative ed ha come obiettivo lo sviluppo dell’occupazione femminile, particolarmente insoddisfacente in Italia se raffrontato agli obiettivi europei di Lisbona, nel presupposto che ad un basso tasso di occupazione delle donne si associa anche un basso tasso di natalità: in particolare, l’articolo 10 incentiva, con il meccanismo del lavoro a tempo parziale su base volontaria, la presenza femminile sul mercato del lavoro. L’accesso al part time viene inoltre agevolato mediante la possibilità di chiedere al datore di lavoro, in alternativa al congedo parentale, la trasformazione reversibile del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, in misura non superiore al 50 per cento, per un periodo massimo di sei anni, incentivato mediante l’esonero dal versamento dei contributi alle forme di assicurazione generale obbligatoria, con vantaggi sia per il datore di lavoro sia per le lavoratrici ed i lavoratori, ai quali verrebbe corrisposto un terzo delle somme non versate, come integrazione del reddito. Per altro verso, all’articolo 11, il disegno di legge n. 1515 interviene direttamente sulla disciplina dei congedi parentali, al fine di estendere fino a dodici mesi il periodo massimo di godimento per tutti i lavoratori dipendenti e, soprattutto, di incrementare fino al 70 per cento della retribuzione l’indennità di congedo, limitatamente ai nuclei familiari a basso reddito. Questo insieme di misure si propone da un lato di contrastare il deprecabile fenomeno dell’abbandono del lavoro da parte di molte donne, dopo la nascita del primo figlio, e, dall’altro, di rimuovere gli ostacoli, soprattutto di natura reddituale, che fino ad ora hanno disincentivato la fruizione dei congedi parentali da parte degli uomini.
L’ultimo Capo del disegno di legge n. 1515 reca norme riguardanti l’investimento generazionale, e contempla due deleghe legislative al Governo; la prima, all’articolo 13, riguarda il potenziamento e la razionalizzazione degli istituti di sostegno al reddito delle famiglie con figli; la seconda, all’articolo 14, ha ad oggetto l’istituzione del “conto personale di cittadinanza”, inteso quale strumento di risparmio agevolato finalizzato a promuovere l’autonomia finanziaria dei giovani, in analogia con quanto proposto nel disegno di legge n. 1576, d’iniziativa del senatore Livi Bacci.
In particolare, nel quadro della riqualificazione degli istituti di sostengo al reddito familiare, è proposta l’istituzione di un “assegno di nascita” da erogare mensilmente in misura fissa a ciascun nucleo familiare a decorrere dal quarto mese di gravidanza e fino al terzo mese di vita del bambino. Sempre nell’ambito della delega conferita all’articolo 13, vanno segnalati i principi di delega riguardanti la introduzione di soglie di esenzione riferite alla base imponibile delle addizionali comunali e regionali IRPEF, da applicare ai contribuenti in relazione al possesso di specifici requisiti reddituali e alla dimensione e natura del nucleo familiare, con priorità per i nuclei familiari con due o più figli, nonché l’esenzione totale dall’imposta comunale sugli immobili per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale. Su tale ultimo punto, peraltro, occorrerà anche verificare l’esito del dibattito in corso, che sta prefigurando interessanti soluzioni nell’ambito della predisposizione della manovra di finanza pubblica per il 2008, e che potrebbe porre rimedio, almeno parzialmente, ad alcune ingiuste penalizzazioni fiscali a carico delle famiglie numerose, introdotte con la legge finanziaria per il 2007.
Concludendo il suo intervento, il senatore Bobba sottolinea che il costo, attentamente stimato, del disegno di legge di cui è primo firmatario, ammonta a 2.500 milioni di euro: una cifra certo considerevole, che, però, può produrre effetti ravvicinati nel tempo ed idonei a produrre i cambiamenti necessari se si vuole promuovere un sistema di welfare orientato a favorire la crescita economica e la competitività del paese attraverso un patto di solidarietà intergenerazionale in grado di spezzare i meccanismi che alimentano il processo di invecchiamento della società italiana ed i rischi di carattere economico e sociale che ad esso conseguono.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,05.


























