5ª Seduta
Presidenza del Presidente
GIULIANO
La seduta inizia alle ore 15,10.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
Il presidente GIULIANO preannuncia che nella seduta che sarà convocata per mercoledì 25 giugno prossimo il ministro Sacconi illustrerà alla Commissione gli indirizzi del proprio Dicastero.
IN SEDE CONSULTIVA
(759) Ratifica ed esecuzione del Trattato di Lisbona che modifica il Trattato sull’Unione europea e il Trattato che istituisce la Comunità europea e alcuni atti connessi, con atto finale, protocolli e dichiarazioni, fatto a Lisbona il 13 dicembre 2007
(Esame e rinvio)
Il relatore MORRA (PdL) riferisce sul disegno di legge in titolo, rilevando preliminarmente come il Trattato di Lisbona apporti modifiche significative sia al Trattato sull’Unione europea, sia al Trattato che istituisce la Comunità europea, rispecchiando le indicazioni definite dalla Conferenza intergovernativa avviata nel luglio del 2007 e terminata con la riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 ottobre 2007. A sua volta, la Conferenza aveva recepito gli orientamenti derivanti dal Consiglio europeo dei precedenti 21 e 22 giugno 2007, sede di difficili trattative condotte sotto la presidenza tedesca.
Fa quindi presente che tale ultima fase di revisione dell’assetto istituzionale dell’Unione europea porta a compimento un processo che aveva visto una grave battuta di arresto nel momento in cui il Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa (firmato a Roma il 29 ottobre 2004) non era entrato in vigore a causa dell’esito negativo dei referendum popolari che si erano tenuti in Francia e in Olanda. L’Italia aveva ratificato, comunque, il Trattato costituzionale alla stregua della legge n. 57 del 7 aprile 2005, mentre altri 7 Paesi avevano interrotto la procedura di ratifica a seguito della bocciatura francese e olandese, che aveva fatto sì che il Trattato non entrasse comunque in vigore.
Passa quindi a descrivere il contenuto del Trattato di Lisbona, composto da 7 articoli, dei quali il primo ridefinisce la struttura del Trattato sull’Unione europea, e il secondo modifica il Trattato sulle Comunità europee, ridenominandolo “Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”.
In proposito, evidenzia che con il Trattato di Lisbona viene abbandonata la metodologia seguita dal Trattato costituzionale, di totale sostituzione della normativa esistente, per ritornare al tradizionale metodo di novellazione dei trattati vigenti. La struttura di fondo delle modifiche riprende in gran parte l’impostazione della fallita riforma costituzionale, senza peraltro riprodurne esattamente la terminologia e la totalità dei contenuti. Le principali innovazioni riguardano la statuizione dei principi democratici di fondo dell’Unione, la ridefinizione del ruolo dei Parlamenti nazionali, l’attribuzione alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea dello stesso valore giuridico dei Trattati, l’esplicita attribuzione all’Unione europea di personalità giuridica autonoma.
In relazione al processo di ratifica del Trattato, dà conto della tempistica ivi prevista e dello stato delle procedure nei Paesi aderenti, facendo presente che l’esito negativo del referendum irlandese apre una fase di incertezza per il cui superamento andranno al più presto definite appropriate modalità. A tale proposito ricorda che l’argomento ha già formato oggetto di discussione in occasione del Consiglio dei ministri degli affari esteri svoltosi il 16 giugno scorso, e sarà al centro dei colloqui in occasione del Consiglio europeo di domani.
Con specifico riferimento ai profili di competenza della Commissione, rileva anzitutto che, nell’ambito del nuovo Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, l’articolo2D stabilisce che l’Unione può adottare misure o prendere iniziative per assicurare il coordinamento delle politiche sociali e dell’occupazione negli Stati membri. Per quanto concerne, poi, le disposizioni di applicazione generale, il nuovo articolo 5-bis prevede che, nella definizione e nell’attuazione delle sue politiche e azioni, l’Unione tenga conto, tra l’altro, delle esigenze connesse con la promozione di un elevato livello di occupazione e con la garanzia di una adeguata protezione sociale.
Tra le disposizioni settoriali, sottolinea che le innovazioni maggiormente significative riguardano le procedure normative prescritte in relazione all’adozione di interventi nel campo del diritto del lavoro e della sicurezza sociale. In proposito, richiama brevemente le caratteristiche della nuova procedura legislativa ordinaria di adozione degli atti comunitari, delle procedure legislative speciali e del sistema di “passerelle” che permette di estendere il campo di applicazione del voto a maggioranza qualificata alla base della procedura legislativa ordinaria.
Segnala poi le novelle apportate all’articolo42, in tema di libera circolazione dei lavoratori, con la previsione della procedura legislativa ordinaria per la normativa attinente la sicurezza sociale per i lavoratori emigranti comunitari, e l’inserimento del nuovo articolo 136-bis, alla stregua del quale l’Unione riconosce e promuove il ruolo delle parti sociali, tenendo conto della diversità dei sistemi nazionali.
Si sofferma quindi sull’articolo 137, che ridefinisce le procedure normative comunitarie in relazione a determinati gruppi di materie in ambito lavoristico nel senso di favorire l’adozione di decisioni assunte a maggioranza, fermo restando che per le norme in tema di sicurezza sociale e protezione sociale dei lavoratori occorre comunque l’unanimità del Consiglio.
Richiama infine l’articolo 139, il quale, nel confermare che il dialogo tra parti sociali a livello di Unione può condurre, se queste lo desiderano, a relazioni contrattuali, ivi compresi accordi, continua a prevedere che per l’attuazione degli accordi stessi sia necessaria una decisione del Consiglio su proposta della Commissione, con una ripartizione tra deliberazioni a maggioranza ovvero all’unanimità che riproduce esattamente la distinzione per materie – oggetto dell’eventuale accordo – di cui al precedente articolo 137.
Sulla base delle considerazioni e degli elementi di fatto che precedono, ritiene che la Commissione possa orientarsi per l’espressione di un parere favorevole sul disegno di legge di ratifica in esame.
Il presidente GIULIANO, anche in considerazione dell’imminente svolgimento del Consiglio europeo di Bruxelles, previsto per domani e dopodomani, prospetta l’opportunità di rinviare alla prossima settimana lo svolgimento della discussione, onde poter tener conto degli spunti che emergeranno in tale sede, anche in relazione agli aspetti di specifica competenza della Commissione.
Il senatore DI GIOVAN PAOLO (PD) osserva che il prossimo Consiglio europeo potrà al più analizzare la problematica relativa alla posizione dell’Irlanda nel contesto comunitario, mentre i contenuti del Trattato di Lisbona sono destinati ovviamente a rimanere immutati, eccezion fatta, eventualmente, per le parti relative all’entrata in vigore.
Nel dichiarare di non avere obiezioni in ordine ad un rinvio della discussione, preannunzia comunque sin d’ora il suo convinto orientamento a favore di un rapido completamento dell’iter del disegno di legge, e ciò, sia per coerenza con il tradizionale profilo europeista dell’Italia che sulla scorta dell’esame delle disposizioni che attengono alle materie di competenza della Commissione. In proposito, esprime in particolare apprezzamento per le importanti riforme prefigurate nel Trattato nel settore delle politiche del lavoro, oltre che per le previsioni che attengono all’attuazione del principio di sussidiarietà.
Conclude auspicando che la posizione italiana nelle sedi comunitarie sia orientata in funzione di un rapido superamento dell’impasse determinata dall’esito del referendum irlandese.
Il PRESIDENTE fa presente che la proposta di rinvio del seguito della discussione risponde ad esigenze di razionale organizzazione dei lavori, dal momento che in ogni caso difficilmente sarebbe stato possibile concludere l’esame del disegno di legge nell’odierna seduta, e che nei prossimi giorni si renderanno disponibili importanti elementi di valutazione.
Il senatore ROILO (PD) preannuncia sin d’ora, anche a nome della propria parte politica, il suo giudizio positivo sul contenuto del Trattato, in generale e in relazione ai profili di competenza della Commissione.
La senatrice CARLINO (IdV) e il senatore LONGO (PdL) preannunciano i rispettivi orientamenti nel senso dell’espressione da parte della Commissione di un parere favorevole sul provvedimento.
La Commissione conviene quindi con la proposta di rinvio precedentemente formulata dal Presidente.
Il seguito dell’esame è pertanto rinviato.
La seduta termina alle ore 15,30.

























