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Concessioni reti di distribuzione, l’allarme delle parti sociali

redazione
Maggio19/ 2022

Per i sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca e Flaei Cisl, Uiltec Uil e le associazioni rappresentanti delle aziende elettriche e delle multiutility, Elettricità Futura e Utilitalia, il testo della Delega al Governo in materia di contratti pubblici approvato in Commissione Ambiente della Camera “mette a rischio sia i livelli occupazionali attuali che le attuali condizioni di lavoro”.

Per le parti sociali, il testo reintroduce “di fatto, la possibilità di applicare l’articolo 177 del codice degli appalti, invalidato – come noto – da una sentenza della Corte Costituzionale alcuni mesi fa. Non si può infatti non stigmatizzare l’assenza di modifiche alla norma sulle concessioni, rimasta inalterata rispetto alla versione uscita dal Senato. Già all’indomani dell’approvazione del testo al Senato avevamo denunciato come un emendamento sulle concessioni introducesse nuovamente il principio su cui si basava il precedente articolo 177 del codice degli appalti che in sostanza obbligava le imprese titolari delle concessioni a esternalizzare l’80% delle proprie attività, principio che la Corte costituzionale ha bocciato solo pochi mesi fa”.

“In barba alle decisioni della Corte, – sottolneano le parti sociali – il Parlamento continua a riproporre di fatto lo stesso obbligo che evidentemente alimenta gli appetiti di una parte del sistema imprenditoriale, ma mette in seria difficoltà il sistema di imprese che gestisce servizi fondamentali: si tratta infatti di un intervento che frammenta il sistema, compromette la continuità degli investimenti e la garanzia di efficienza, di efficacia e qualità nell’erogazione dei servizi, ma soprattutto mette a rischio sia i livelli occupazionali attuali che le attuali condizioni di lavoro. Tale scelta, se assunta, rallenterebbe inoltre fortemente gli obbiettivi della transizione energetica.”

“Facciamo appello a tutte le forze politiche – concludono –  affinché si faccia un passo indietro sull’articolo in questione abrogando il vincolo dell’obbligo all’esternalizzazione nei servizi di interesse economico generale, nell’ambito dei principi sui quali dovranno basarsi i decreti attuativi.”

E.G.

redazione