La crisi della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai si trasforma in uno scontro istituzionale senza precedenti. Dopo le dimissioni della presidente Barbara Floridia e di tutti i componenti delle opposizioni, anche i commissari del centrodestra hanno annunciato le proprie dimissioni, accusando a loro volta le opposizioni di aver “occupato, sequestrato e strumentalizzato” la Commissione e chiedendo la costituzione di un nuovo organismo con un nuovo presidente.
Secondo la ricostruzione fornita dalla presidente dimissionaria, da quasi due anni le forze che sostengono il governo avrebbero bloccato il funzionamento ordinario della Vigilanza, disertando le sedute per fare pressione sulle opposizioni affinché votassero la candidata indicata dalla maggioranza alla presidenza della Rai. Floridia sostiene inoltre che la Commissione sia stata progressivamente svuotata delle proprie prerogative, senza la possibilità di svolgere audizioni o esercitare un’effettiva funzione di controllo sul servizio pubblico. Tra le criticità richiamate anche il mancato adeguamento dell’Italia al Media Freedom Act europeo, in vigore da un anno.
“Ho consegnato ai Presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni da presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile”, scrive Floridia in un lungo post pubblicato sui social. “Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari”.
Nel messaggio, la presidente uscente afferma di aver cercato “in tutti i modi” di consentire alla Commissione di funzionare, denunciando però quello che definisce “il boicottaggio sistematico della Commissione di Vigilanza da parte della maggioranza”. “Non ha più alcun senso presiedere una Commissione ormai svuotata delle proprie funzioni, tenuta artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo”, scrive. Floridia definisce infine le proprie dimissioni “un atto di libertà e di denuncia”, parlando di una “ferita istituzionale che colpisce la democrazia e le istituzioni”.
Contestualmente hanno rassegnato le dimissioni anche tutti i rappresentanti delle opposizioni in Commissione – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva – definendo la scelta “un atto politico necessario”. In una nota congiunta, i capigruppo Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro (Avs) e Maria Elena Boschi (Iv) sostengono che la Commissione sia stata paralizzata “a causa delle divisioni interne alla maggioranza e di una gestione che ne ha di fatto svuotato le funzioni”. Ricordano inoltre i ripetuti appelli rimasti senza risposta ai presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e il richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al pieno funzionamento degli organi di garanzia del Parlamento.
Le opposizioni collegano le dimissioni anche alla situazione del servizio pubblico. Secondo la nota, le anticipazioni dei nuovi palinsesti Rai confermerebbero “il progressivo declino del servizio pubblico”, con “calo di ascolti e credibilità, riduzione del pluralismo e del merito, aumento dei costosi contratti esterni e mancata attuazione del Media Freedom Act”. “Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico”, affermano, spiegando che le dimissioni vogliono chiedere “di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista”.
Poche ore dopo è arrivata la replica del centrodestra, che ha annunciato a sua volta le dimissioni dei propri componenti dalla Commissione. In una nota congiunta, la maggioranza ribalta completamente la ricostruzione delle opposizioni, sostenendo che la Vigilanza sia stata “occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra”.
Secondo i commissari del centrodestra, lo stallo sarebbe stato provocato dalle opposizioni, che avrebbero sfruttato la norma della legge Rai che richiede una maggioranza dei due terzi per l’elezione del presidente dell’azienda. “Le opposizioni hanno sfruttato in maniera vergognosa questa legge, impedendo così alla Rai di avere un presidente nonostante sia stato designato già da tempo dallo stesso Cda della Rai”, affermano. Per la maggioranza, si tratta di “una vergognosa pantomima” e sarebbe stata “l’avidità di poltrone della sinistra” a determinare il blocco della Commissione.
I componenti del centrodestra si dicono quindi disponibili “a dare vita a una nuova Commissione con un nuovo presidente”, a procedere rapidamente all’elezione del presidente della Rai e a riprendere il ciclo delle audizioni interrotto dalle dimissioni di Floridia e dei commissari delle opposizioni. “Non sarà questa messa in scena ad impedire che la Rai possa tornare finalmente ad essere libera e pluralista”, concludono.




























