La direzione di Simply Sma, multinazionale francese del retail, ha incontrato i sindacati di categoria Filcams, Fisascat e Uiltucs per fare il punto sulle annunciate chiusure di alcuni punti vendita dovute a stimate perdite da 110milioni che hanno portato alla scelta di “razionalizzare” la rete di vendita.
L’azienda ha specificato che le cessioni dei negozi romani di Mezzavia e Anagnina non sono state ancora perfezionate. Per quanto riguarda l’Ipersimply di Teramo, in chiusura al 30 settembre e in rappresentanza del quale un gruppo di lavoratori era presente all’incontro a portare la propria testimonianza, l’azienda ha manifestato disponibilità a valutare le richieste avanzante dalle organizzazioni sindacali, inclusa quella di un possibile ricorso alla cassa integrazione per chiusura, qualora il quadro normativo arrivi a consentirlo in tempi brevi.
I sindacati fanno sapere di aver avanzato una serie di richieste all’azienda, tra cui di avere il piano generale delle cessioni per cui sono in corso trattative e quello di ulteriori eventuali chiusure di modo da ottenere un insieme di riferimenti completo che ci consenta di governare l’annunciata “razionalizzazione”; la sottoscrizione di una intesa che permetta di condividere strumenti a tutela della occupazione con l’obbiettivo di gestire gli effetti delle scelte aziendali; l’impegno affinché eventuali cessioni avvengano solo ad imprese che applichino il Contratto nazionale di lavoro del Terziario Confcommercio del 30 marzo 2015. Ma a quanto riferiscono Filcams, Fisascat e Uiltucs, la direzione di Simply Sma, “a tre nostre richieste di assoluto buon senso abbiamo ricevuto tre “NO” altrettanto insensati e la promessa di una disdetta della contrattazione in essere”.
Per queste ragioni Filcams Fisascat e Uiltucs riconfermano lo stato di agitazione con blocco delle ore di supplementare e straordinario; danno mandato alle strutture territoriali, alla RSU/RSA di convocare per la giornata di sabato 29 settembre due ore di assemblea in tutti i punti vendita per spiegare ai lavoratori “la gravità della posizione aziendale” e proclamano un pacchetto di 8 ore di sciopero da articolare a livello territoriale.


























