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Visco, e’ necessaria una riforma fiscale complessiva

redazione
Giugno22/ 2020

“Lo stato d’incertezza nel quale ci troviamo non ci consente di fare previsioni non dico accurate ma ragionevoli, procediamo per scenari possibili”, ma questo “non vuol dire che non si debba fare niente”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo ad una tavola rotonda organizzata dall’Accademia dei Lincei. Citando Keynes, il governatore ha sottolineato che ci vuole “un piano ben costruito” per affrontare la crisi.

Davanti alla sfida posta dalla pandemia “in Italia lo Stato sociale ha tenuto” ma ora, continua Visco, bisogna pensare a una ripartenza che passi anche dalla revisione del sistema fiscale, da affrontare con “una visione complessiva” e non con un approccio “imposta per imposta”.  Una risposta indiretta al premier Conte, che concludendo gli Stati generali a Villa Pamphili domenica aveva ipotizzato un taglio dell’Iva allo scopo di rilanciare i consumi.  

Il governatore ha poi ribadito lo stato di ”incertezza” in cui ci troviamo nella fase post covid, ma ha aggiunto: “ il fatto che siamo incerti sulle condizioni attuali e anche su come si evolverà il futuro, non vuol dire che non si debba fare niente”.

“Io non penso che viviamo in una fase di guerra – ha proseguito Visco – è esagerato confrontare questa pandemia con la guerra. Non c’è un nemico definito, vi è un virus da sconfiggere, molte iniziative da prendere” e si registra una “flessione drammatica” dell’economia che ci portera’ ad avere una caduta del Pil attorno al 10%, e non soltanto in Italia. Visco ha evidenziato la “necessità di muoversi avendo in mente non solo il breve ma anche il lungo periodo”, elaborando “un piano ben costruito”. “Bisogna capire come costruire un programma per il futuro, anche perché le analisi mostrano squilibri da colmare”, a iniziare dalla dimensione delle aziende italiane, che resta troppo piccola se si considera che “su 4,3 mln di imprese registrate solo 25 mila hanno più di 50 addetti, eppure producono circa la metà del valore aggiunto nazionale”. “Serve una crescita della produttività” ha auspicato il governatore di Bankitalia, osservando che “una crescita dell’1% è nelle nostre possibilità ma richiede uno sforzo collettivo”.

E.G.

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