• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
sabato, 15 Agosto 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Cinema, sindacati chiedono tavolo al Mibact per la crisi delle sale cinematografiche

    Cinema e audiovisivo, una riforma che mette tutti d’accordo

    Sciopero Amazon, in Germania 9 siti aderiscono alla protesta del black friday

    Al via in Amazon Italia le ferie solidali: il primo accordo nazionale del Gruppo apre la strada all’applicazione del nuovo istituto

    Fai-Cisl, Antonio Castellucci nominato reggente

    San Ferdinando, Castellucci (Fai-Cisl): gli sgomberi dei ghetti non bastano, va rafforzata la presenza sul territorio di sindacato e istituzioni

    Ilva, l’aut aut di Calenda: ritirare il ricorso, o Taranto rischia la chiusura

    Ex Ilva, Confindustria apre a una cordata italiana: Orsini, “ci sono le condizioni per valutarla”. Federmeccanica, “scongiurare una bomba sociale e industriale”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Il testo dell’ipotesi di rinnovo del contratto Confimi Industria Meccanica-Fim Cisl

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Manifestazione nazionale su patto per la marineria italiana

    Marittimi, Fit-Cisl e il sindacato turco TDS firmano un accordo per la tutela dei lavoratori. Al centro transizione, digitalizzazione e geopolitica

    Istat, più di 1 lavoratore su 2 ha il contratto scaduto, non accadeva dal 2016

    Pa, firmato il testo definitivo del Ccnl Funzioni centrali 2025-2027: aumenti medi da 162 euro e nuove regole su IA e lavoro agile

    150 ore per il diritto allo studio: un traguardo di conquiste lungo cinquant’anni

    Istruzione e ricerca, firma definitiva per il rinnovo del contratto 2022-2025

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Cinema, sindacati chiedono tavolo al Mibact per la crisi delle sale cinematografiche

    Cinema e audiovisivo, una riforma che mette tutti d’accordo

    Sciopero Amazon, in Germania 9 siti aderiscono alla protesta del black friday

    Al via in Amazon Italia le ferie solidali: il primo accordo nazionale del Gruppo apre la strada all’applicazione del nuovo istituto

    Fai-Cisl, Antonio Castellucci nominato reggente

    San Ferdinando, Castellucci (Fai-Cisl): gli sgomberi dei ghetti non bastano, va rafforzata la presenza sul territorio di sindacato e istituzioni

    Ilva, l’aut aut di Calenda: ritirare il ricorso, o Taranto rischia la chiusura

    Ex Ilva, Confindustria apre a una cordata italiana: Orsini, “ci sono le condizioni per valutarla”. Federmeccanica, “scongiurare una bomba sociale e industriale”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Il testo dell’ipotesi di rinnovo del contratto Confimi Industria Meccanica-Fim Cisl

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Manifestazione nazionale su patto per la marineria italiana

    Marittimi, Fit-Cisl e il sindacato turco TDS firmano un accordo per la tutela dei lavoratori. Al centro transizione, digitalizzazione e geopolitica

    Istat, più di 1 lavoratore su 2 ha il contratto scaduto, non accadeva dal 2016

    Pa, firmato il testo definitivo del Ccnl Funzioni centrali 2025-2027: aumenti medi da 162 euro e nuove regole su IA e lavoro agile

    150 ore per il diritto allo studio: un traguardo di conquiste lungo cinquant’anni

    Istruzione e ricerca, firma definitiva per il rinnovo del contratto 2022-2025

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Analisi - Attenti ai rischi e alla confusione di idee

Attenti ai rischi e alla confusione di idee

16 Luglio 2008
in Analisi

di Pietro De Biasi, direttore risorse umane e relazioni industriali gruppo Riva

Il dibattito sulla riforma degli assetti contrattuali che affianca  la trattativa finalmente in corso tra le parti sociali si sta arricchendo di un nuovo tema, connesso a quello principale, le forme della retribuzione. Tra queste, è stata evocata in diverse occasioni e con forza dallo stesso ministro, Sacconi, la partecipazione dei dipendenti al risultato d’impresa. Il nesso tra gli assetti contrattuali e le diverse modalità di erogazione della retribuzione è evidente e attraversa l’intero dibattito italiano: il livello “giusto” di corresponsione economica ai lavoratori che la riforma della contrattazione dovrebbe individuare non è indifferente alle modalità con cui questo livello deve essere raggiunto, anzi, queste ne influenzano direttamente il punto di equilibrio. L’assunto è chiaro: contrattazione e forme retributive devono registrare nel modo più preciso il livello di produttività individuale e di redditività d’impresa; in tal modo esse, oltre ad essere “eque”, contribuiscono a migliorare gli stessi parametri di riferimento. In questo senso la partecipazione ai risultati d’impresa appare come un tipo di retribuzione potenzialmente molto efficiente in quanto non solo divide in quota parte gli utili aziendali con i dipendenti, ma  contribuirebbe anche a stimolare la produttività individuale nell’ottica del raggiungimento del  risultato economico. E’ evidente inoltre che il mutuo riconoscimento dei comuni obiettivi dovrebbe avere ulteriori effetti benefici in tema, ad esempio, di clima aziendale e di riduzione di conflittualità tra capitale e lavoro.

Ma quali sono, se ve ne sono, i problemi che emergono ad un’analisi più ravvicinata? Innanzitutto va ridimensionato il senso e la funzione della partecipazione agli utili. Questa è appunto una forma di retribuzione e non un diverso assetto dei rapporti tra lavoro e capitale. Nel mondo capitalistico moderno il salario non è fissato sulla base di criteri eticamente equi a priori ma, una volta fissato il minimo indispensabile per condurre un’ esistenza dignitosa (art.36 Costituzione), dal gioco della domanda e dell’offerta, laddove la posizione dell’offerente, intrinsecamente debole, è rafforzata e sostenuta dal suo organizzarsi in via collettiva per il tramite dei sindacati. Resta pertanto impregiudicata, come in qualsiasi altra forma retributiva, la dimensione quantitativa di questa partecipazione, che quindi rimane sottoposta, salvo che nelle figure di livello medio-alto, alla normale contrattazione sindacale.


Va poi esaminata la capacità della partecipazione di incidere sulla motivazione e, per questa via, sulla produttività individuale. Non si può dare una risposta indifferenziata, visto che molteplici possono essere le forme di partecipazione, possiamo però sottolineare alcuni aspetti problematici. Soprattutto nella grande impresa, il risultato economico è molto distante dall’attività della maggioranza dei lavoratori, tanto da far venir meno un significativo legame tra performance individuale e redditività aziendale; in questi casi è forte il rischio di un effetto “presa di beneficio” sottoposta solo al caso.  Meccanismi di misurazione della produttività individuale o di aggregati infra-aziendali sembrano essere più efficienti della partecipazione. Altra criticità può venire dai criteri per valutare il risultato aziendale; molteplici possono essere infatti gli indici di riferimento (Ebit, Ebitda, Roi etc., etc), con il rischio di rendere non completamente intelligibile al dipendente l’indice obiettivo scelto, e la sua efficacia nel fotografare l’andamento d’azienda.


Dal punto di vista datoriale, a parte i non secondari aspetti motivazionali, il valore aggiunto della partecipazione agli utili rispetto a forme di retribuzione rigida è dato in linea teorica da una sorta di assicurazione contro il rischio d’impresa che la partecipazione garantisce: quanto più sono incerte le prospettive di business, tanto più la sua parziale condivisione con i lavoratori ne riduce l’impatto. Inoltre nella valutazione dei rischi, il datore di lavoro ha sempre, per definizione, un vantaggio conoscitivo ed informativo che tende a spostare il trade off a suo favore; ciò è ancor più vero nella piccola e media azienda dove teoricamente  “il rischio retributivo” dovrebbe avere un peso ed un’importanza maggiore.


Il discorso non cambia sostanzialmente se si intende la partecipazione, più propriamente come “comproprietà”, e cioè come distribuzione ai dipendenti di quote azionarie della società per la quale lavorano. Ora, a parte casi limite dove tale distribuzione avviene in situazioni di crisi aziendale sotto forma di promessa futura in cambio di sacrifici attuali (purtroppo la “solita” Alitalia sovviene come esempio negativo di distribuzione azionaria, modello “roulette russa”), la partecipazione al capitale sociale, salvo prefigurare forme di cogestione lontane dall’attuale sistema capitalistico, non differisce sostanzialmente dalla semplice partecipazione agli utili, sopra brevemente descritta. Di questa è in effetti una modalità, connotata dal carattere di strutturalità che ne attenua il potenziale rischio congiunturale, a breve, aumentandolo per il lungo periodo.


In sintesi, la partecipazione agli utili è una forma di retribuzione tipicamente aziendale che, per essere efficace, deve prevedere a favore del lavoratore un premio di rischio rispetto al salario fisso. Tale premio viene scontato dal datore di lavoro sia grazie ai recuperi di produttività individuale così ottenuti (ma, come detto, vi sono forme retributive aziendali più efficienti da questo punto di vista), sia grazie alla maggiore quantità e qualità di informazioni e conoscenze sulle prospettive di mercato che possiede rispetto alla controparte. La gestione di questo “vantaggio” rappresenta l’elemento critico che può squilibrare il trade off sino all’azzardo,  colpendo in tal modo per ricaduta anche gli aspetti motivazionali. Non va sottaciuto però che in linea ipotetica una corretta applicazione di questa forma di retribuzione, oltre ad essere “equa”, sarebbe anche particolarmente efficiente nell’allocazione delle risorse tra capitale e lavoro, riducendo le distorsioni tra domanda ed offerta ed incentivando per questa via anche l’occupazione.


Il tema della partecipazione può però essere declinato più ampiamente, collegandolo ai temi connessi della co-decisione e cogestione da parte dei lavoratori delle politiche d’impresa. A proposito di partecipazione e cogestione spesso viene citato l’esempio tedesco: la citazione è tanto frequente quanto imprecisa. Il sistema contrattuale in Germania non prevede alcuna forma di partecipazione agli utili d’impresa (a differenza della Francia dove, in misura alquanto limitata, è prevista dalla legge) e relativamente poche sono le aziende che, unilateralmente, la praticano in maniera significativa (tanto da suggerire recenti iniziative di legge per incentivarla). Il sistema di cogestione, sempre più discusso e sempre meno centrale nella gestione aziendale, ha un’origine precisa e sostanzialmente alternativa alla partecipazione al reddito d’impresa. Esso nasce, nella forma attuale, dopo la guerra, inizialmente per imposizione delle potenze occupanti sui trusts siderurgici e minerari, come forma di controllo e contenimento del  grande capitale, corresponsabile del riarmo della Germania tra le due guerre, recuperando una tradizione socialdemocratica schiettamente tedesca, ma non “organicista” e corporativa, secondo un altro filone del pensiero sociologico mitteleuropeo. Tradizionalmente il sindacato, a parte recenti degenerazioni, ha usato le informazioni acquisite nell’ambito dei consigli di sorveglianza per meglio calibrare le sue richieste e per impostare una propria politica contrattuale ed industriale ma sempre in un’ottica di rivendicazione generale.


Ecco che il concetto di partecipazione, privato di valenze direttamente retributive, rifluisce nel più ampio spettro dei diritti d’informazione, che nella versione tedesca secondo il modello della Montan-Mitbestimmung arriva fino a forme di co-decisione paritaria su alcuni aspetti della strategia d’impresa, e nelle politiche sociali europee al modello dei Cae (comitati aziendali europei), dove a penetranti diritti d’informazione non corrisponde alcun elemento significativo di cogestione. Ora, il sistema tedesco dei consigli di sorveglianza paritari (Aufsichtsrat), che peraltro ha rilievo solo per grandi aziende (oltre i 1000 dipendenti per la siderurgia e l’industria del carbone (Montan), oltre i 2000 per gli altri settori), appare in tutta evidenza come residuale o, al più, come una peculiarità locale, sempre più messo in discussione all’interno della stessa Germania. Ed è comunque significativo che, nonostante la Mitbestimmung, sia quella dei consigli di sorveglianza, sia quella aziendale, non si sia mai realizzato (ma neppure teorizzato) alcun accordo quadro sulle politiche retributive, lasciate alla libera responsabilità delle parti.



Il trasferimento in Italia di pezzi di altrui esperienze porta sempre l’insito rischio di stravolgimento del loro significato originario, con la creazione di pseudo modelli Frankenstein. Ad esempio, a parte la cogestione Montan, la stessa Mitbestimmung aziendale, questa sì vitale caratteristica della democrazia industriale tedesca, s’impernia su una struttura duale che separa rigidamente il Betriebsrat (consiglio di fabbrica), titolare dei diritti di cogestione, dal sindacato, privandolo per contrappeso sia del diritto di sciopero che di contrattazione retributiva. Come si vede, una realtà molto lontana dalle ipotesi di negoziazione a 2 livelli in discussione in Italia.


 Sembra insomma che da noi si lavori sempre per accumulazione sedimentaria, aggiungendo senza posa pezzi raccolti alla rinfusa, senza scegliere, privilegiando costantemente il compromesso alla decisione, l’et…et  all’aut…aut; questo mi sembra il vicolo cieco in cui anche l’attuale dibattito, e la trattativa tra Confindustria e sindacati, rischia di finire. C’è infatti da chiedersi se l’Italia, paese che soffre d’intrecci corporativi, di opacità in quasi tutti gli snodi decisionali, abbia davvero bisogno di ulteriori camere di compensazione (essendo le attuali tanto numerose quanto inefficienti), di altri meccanismi di mediazione sociale (che peraltro non impediscono, per significativo paradosso, il massimo di conflittualità), e  non, al contrario, di semplificazione, trasparenza, distinzione di ruoli e funzioni sociali, di assunzione di responsabilità. Come non vedere in controluce nelle istanze che invocano partecipazione, condivisione, maggior ruolo degli agenti sociali, la “solita” concertazione, l’altrettanto solito vizio corporativo e consociativo italiano?

redazione

redazione

In evidenza

Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

7 Agosto 2026
La riforma del mercato del lavoro spagnola: una formula esportabile?

Ultimatum della Spagna all’Italia: revocare i controlli entro domenica o scatteranno contromisure. La replica di palazzo Chigi: non accettiamo imposizioni sulle frontiere

7 Agosto 2026
Golfo Persico, Marittimi: massimo livello di sicurezza per le navi. A breve l’incontro delle parti sociali

Trasporto marittimo, la Fit-Cisl e il sindacato turco TDS sottoscrivono un accordo di collaborazione

7 Agosto 2026
Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

7 Agosto 2026
Sicurezza lavoro, al porto di Taranto operaio muore travolto da un’ecoballa. I sindacati: inaccettabile in Paese civile

Ex Ilva, Fim-Fiom-Uilm presentano al Pd il documento unitario sulla vertenza. Schlein: crisi estremamente grave, Meloni si assuma responsabilità

6 Agosto 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi