• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
martedì, 4 Agosto 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Ilva, continua occupazione stabilimento di Genova, previsto nuovo corteo

    Acciaio e occupazione: Fim, Fiom, Uilm hanno un piano per l’ex Ilva. Confermata la mobilitazione

    Confagricoltura: un milione di occupati, non siamo caporalato o voucher

    Agricoltura, la Toscana si muove contro il caporalato: un disegno di legge e un protocollo per disciplinare gli appalti e promuovere modelli virtuosi

    Rinnovato l’accordo economico collettivo

    Contrattazione e rappresentanza, il solco è segnato

    Parte al Mise il tavolo per affrontare le difficoltà del settore

    Crm-Bpo, l’onda dell’automazione minaccia i lavoratori: i sindacati chiedono una regia pubblica

    Versalis, la protesta della Cgil esclusa dal tavolo del Mimit: “un problema di democrazia”

    Versalis, la protesta della Cgil esclusa dal tavolo del Mimit: “un problema di democrazia”

    INCONTRO AL MIMIT SU ELECTROLUX

    Versalis, al tavolo del Mimit Eni mette sul piatto altri 2,5 mld per la riconversione, ma ribadisce la crisi della chimica europea

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    I dati Istat sul commercio al dettaglio – Giugno 2026

    Proposta di legge della Giunta della Regione Toscana e Protocollo contro il caporalato

    Trasporto pubblico, Cotral: sottoscritto accordo con i sindacati sul benessere dei lavoratori

    Trasporti, Cotral redistribuisce gli utili agli autisti: premi fino a 4mila euro l’anno

    Fim, Fiom, Uilm, piano straordinario di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva

    Il testo dell’accordo Digit’ed sul premio variabile di risultato 2026

    Varata la piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto

    Moda, Oxy Capital presenta un’offerta vincolante per l’acquisto di Aeffe. I sindacati: “Ora servono garanzie su occupazione e piano industriale”

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Ilva, continua occupazione stabilimento di Genova, previsto nuovo corteo

    Acciaio e occupazione: Fim, Fiom, Uilm hanno un piano per l’ex Ilva. Confermata la mobilitazione

    Confagricoltura: un milione di occupati, non siamo caporalato o voucher

    Agricoltura, la Toscana si muove contro il caporalato: un disegno di legge e un protocollo per disciplinare gli appalti e promuovere modelli virtuosi

    Rinnovato l’accordo economico collettivo

    Contrattazione e rappresentanza, il solco è segnato

    Parte al Mise il tavolo per affrontare le difficoltà del settore

    Crm-Bpo, l’onda dell’automazione minaccia i lavoratori: i sindacati chiedono una regia pubblica

    Versalis, la protesta della Cgil esclusa dal tavolo del Mimit: “un problema di democrazia”

    Versalis, la protesta della Cgil esclusa dal tavolo del Mimit: “un problema di democrazia”

    INCONTRO AL MIMIT SU ELECTROLUX

    Versalis, al tavolo del Mimit Eni mette sul piatto altri 2,5 mld per la riconversione, ma ribadisce la crisi della chimica europea

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    I dati Istat sul commercio al dettaglio – Giugno 2026

    Proposta di legge della Giunta della Regione Toscana e Protocollo contro il caporalato

    Trasporto pubblico, Cotral: sottoscritto accordo con i sindacati sul benessere dei lavoratori

    Trasporti, Cotral redistribuisce gli utili agli autisti: premi fino a 4mila euro l’anno

    Fim, Fiom, Uilm, piano straordinario di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva

    Il testo dell’accordo Digit’ed sul premio variabile di risultato 2026

    Varata la piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto

    Moda, Oxy Capital presenta un’offerta vincolante per l’acquisto di Aeffe. I sindacati: “Ora servono garanzie su occupazione e piano industriale”

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Analisi - Sergio Garavini: la svolta di Chianciano

Sergio Garavini: la svolta di Chianciano

di Luigi Agostini
2 Settembre 2019
in Analisi

                                                                          Non hai otra vertud que ser valiente.Borges

Sergio Garavini è stato tra i più grandi dirigenti comunisti della Cgil del dopoguerra. Se non il più grande, almeno per me.

La EDIESSE meritoriamente ha già dedicato, alla formazione politico-sindacale e al contesto particolarmente torinese di Garavini, – a cura di due brillanti e informatissimi autori A. Ballone e F. Loreto, – un’opera ammirevole per profondità e documentazione.

Una biografia seppur parziale per l’arco temporale che copre, ma essenziale per la comprensione dell’uomo e del dirigente, sfrondata di ogni retorica, come d’altra parte era la persona ed il dirigente Garavini, aliena da qualsiasi forma di narcisismo: malattia senile del comunismo.

Le parole servono per convincere, per persuadere, non per manipolare e tanto meno per corrompere.

Uno stile retorico il suo volutamente privo di ogni artificio, di ogni “ornamento” che potesse apparire anche lontanamente una forma di captatio benevolentiae, che non fosse la persuasione: lo stile “attico” che si addice ad un uomo e ad una forza di combattimento.

Centralità del Sindacato, Insufficienza “politica “del Sindacato, secondo me, rappresenta la forma più perfetta per tradurre il modo di pensare di Garavini, il carattere distintivo della sua figura nel panorama della Cgil e del Sindacato Italiano: da cui la lotta sempre sui due fronti, il fronte del sindacato concepito come cinghia di trasmissione del Partito, ed il fronte del Pansindacalismo, del sindacato/partito, tentazione sempre ricorrente anche se in forme mutevoli nella storia del Sindacalismo.

Dialettica ma senza sudditanze tra Partito e Sindacato: ma a partire dalla questione delle questioni, lo sfruttamento e l’alienazione capitalistica del lavoro

Le idee di fondo che guideranno tutta la sua vita: la fabbrica come luogo privilegiato dello sfruttamento e della alienazione  del lavoro, il ruolo dei lavoratori, la lotta e la contrattazione articolata, “il salario come anello  a cui aggrapparsi per mettere in moto la catena dell’offensiva del lavoro contro il grande padronato”, la centralità del sindacato e appunto la sua “insufficienza politica”, il ruolo  del Partito, la democrazia operaia e le forme di partecipazione, sono figlie di questa esperienza concreta, di questo continuo e duro apprendimento sul campo.

Al di là delle classifiche, sempre molto personali, quello che vorrei trattare in questo ritratto-omaggio ad un mio venerato Maestro, riguarda un momento specifico del suo pensiero: la valutazione di Garavini sulla svolta di Chianciano della  CGIL.

Riproporre oggi i termini di tale confronto non è una esercitazione da culto della memoria per due buone ragioni:

La Cgil di oggi è in gran parte figlia della cosiddetta  svolta di Chianciano: la sua cultura, con il peso preponderante che ha acquistato la dimensione giuridica e istituzionale; la sua struttura  organizzativa, con il peso preponderante che hanno conquistato i cosiddetti servizi alla persona; in definitiva il suo concetto di se, la sua retorica, persino il suo slogan di riferimento – Sindacato dei diritti – sono più o meno consapevolmente, il prodotto di quella elaborazione, o comunque il prodotto  che quella elaborazione ha facilitato e indotto nella sua progressiva affermazione.

La prima  critica  che Garavini fa all’impianto  proposto a Chianciano si può sintetizzare in una  sequenza concettuale: in un tempo non lontano – sostiene Garavini – lo spostamento dell’accento sui diritti individuali avrebbe offuscato la dimensione  collettiva, politica, dell’azione del sindacato, (prendersi cura di se termina facilmente con il prendersi cura di se, come direbbe il filosofo), avrebbe spinto verso una sempre più piena istituzionalizzazione del sindacato stesso, un sindacato in cui i servizi alla persona, sarebbero venuti a svolgere una funzione sempre più preminente, alimentando una burocrazia elefantiaca;

Un sindacato la cui cultura – da strategico-politica, sarebbe diventata sempre più giuridico-istituzionale;

Un sindacato sempre più distante dal momento produttivo, dai luoghi di lavoro, e una democrazia sindacale in cui il tema dominante diventa il mandato di rappresentanza e non l’organizzazione delle forze di contrasto.

Una seconda critica, sul piano della Organizzazione: tale impianto avrebbe assecondato una metamorfosi destinata a produrre un cambiamento della stessa struttura organizzativa, e dei suoi quadri, sinteticamente del rapporto anche quantitativo tra servizi e apparato politico, e a trasformare la CGIL da una élite di combattimento ad una enorme fureria.

Una burocrazia elefantiaca nei suoi numeri, istituzionale nella sua concezione: fino a concepire perfino la contrattazione-per definizione un “atto di forza”- come un diritto “esigibile”, un atto di routine, una procedura, con i suoi contenuti, i suoi tempi e addirittura il seguito di relative penalità per gli inadempienti.

Infine una critica di fondo. Una forma sindacato, un Sindacato di  Programma, tende a configurarsi come un ibrido Sindacato/Partito, una inedita forma di Pansindacalismo, in cui tende ad esaurirsi fino a scomparire la dialettica tra sociale e politico; in cui tende ad annegare il concetto fondante della intera impostazione di Garavini, il concetto della centralità del Sindacato ma anche della sua “insufficienza” politica; in cui, in definitiva si realizza il  distacco del Sindacato dalla Politica ,la autoalimentazione di una ideologia della autosufficienza, che porta a legittimare ogni forma di corporativizzazione del sociale.

 La sublimazione, per dirla con Hegel, del sociale come altra cosa dalla politica, affidato alle mani “neutre”e sapienti  di corpi intermedi.

La seconda, di metodo, riguarda il senso della storia che ogni grande Organizzazione deve sempre applicare anche a sé stessa, ai dilemmi che nella sua vita è stata chiamata ad affrontare, alle scelte fatte e ai suoi approdi: un andirivieni critico e continuo tra presente e passato, unica vera garanzia per avere un futuro.

Per di più, a distanza ormai di due decenni è inoltre possibile una valutazione di bilancio delle scelte fatte, una specie di punto-nave nella peregrinazione della storia e della politica che ogni organizzazione è chiamata a vivere.

Va subito detto che tale confronto, inteso come confronto politico organizzato tra due tesi politiche, non ci fu. Fu piuttosto un confronto personale tra Trentin e Garavini alla presenza di pochissimi. Quorum Ego.

La Cgil in gran parte era interessata ad altro: veniva da una lunga crisi del suo gruppo dirigente ed era soprattutto interessata ad una soluzione quasi a qualsiasi costo. E la soluzione era Trentin.

A tutt’oggi i due documenti di rilievo sono rappresentati dalla Relazione stessa di Trentin e dal saggio che Garavini dedica alla Conferenza di Chianciano.

Rileggendo oggi il saggio di Garavini, ciò che colpisce è la capacità di previsione, circa l’esito che, nel tempo, tali scelte avrebbero prima innescato e poi prodotto. Tali aspetti sono sfuggiti ai più.

Forse perché la svolta è data non soltanto da ciò che è stato detto, ma anche da ciò che è stato taciuto o sottovalutato.

Dal saggio di Garavini è possibile estrarre tre ordini di argomenti: teorico-culturali, politici, organizzativi.

Sistemando per prima cosa la questione più rilevante: la questione culturale, la questione dei diritti individuali, proposti come la nuova pietra angolare della forma-sindacato.

I diritti della persona non sono una novità, la loro rivendicazione attraversa la storia, dalla antichità ad oggi; sono i valori primigeni. Quello che colpisce, dice Garavini, è la loro decontestualizzazione storico-politica, la loro presentazione in termini dichiaratorii: diritti senza che siano analizzate le condizioni sociali e politiche necessarie alla loro realizzazione.

La lenta marcia dei diritti sembra configurabile come un ritardo della storia, da colmare con una azione illuministica, piuttosto che il prodotto di forze che contrastano tale marcia, con ogni mezzo.

“Il Sindacato emerge più come un agente per superare un generale ritardo storico nella società, nella quale vi è una parte che deve ancora sottostare a rapporti che opprimono le sue libertà che come un soggetto di uno scontro, come un polo di una contraddizione sociale e politica, da cui dipenda la soggezione di coloro che il sindacato intende organizzare e rappresentare.”(corsivo mio)

Conclude su questa parte Garavini: il discorso sui diritti individuali salta l’analisi dell forze, salta la questione dell’economia, cioè dei rapporti di Produzione: la fatica storica del movimento operaio di porre in relazione la soggezione del lavoro con i rapporti economici e sociali dati del sistema, viene confinata al tema della umanizzazione del lavoro, che troverà nella istituzione di pura marca trentiniana dell’Alta Scuola di formazione, il suo luogo privilegiato di ideazione e di codeterminazione. Di inveramento del suo discorso.

L’accento insistito e dichiaratorio sui diritti individuali cosi decontestualizzati, alla fine si configura quasi come un tentativo di ricostruire, fuori dalle motivazioni in primo luogo economiche, le ragioni di fondo del Sindacato.

Discorso che può a sua volta prestarsi ad una doppia declinazione: una declinazione massimalista versus le tante condizioni di oppressione concreta, che però possono alimentare alla fine dei conti una casistica infinita di ribellioni individuali, intessuta di illusioni/disillusioni; ed una declinazione general-generica sui diritti universali della persona, di un sindacato “generale”, che in quanto tale non contempla oppositori.

Una azione di” civilizzazione” dell’attuale modo di produzione.

Questa doppia declinazione però in entrambi i versanti, salta il problema storico posto al movimento dei lavoratori: il rapporto cioè fra “l’affermazione delle esigenze ed i diritti che si vogliono affermare e l’analisi delle forze e degli interessi in campo, da organizzare e da contrastare” (corsivo mio).

Per ultimo il tema più nevralgico: quello della democrazia sindacale

Nella crisi del sindacato degli anni 50 e nella ripresa degli anni 60, le posizioni più avanzate hanno mirato a identificare il sindacato nei lavoratori, in forme di democrazia diretta e senza preventive mediazioni, superando in questo modo anche divisioni ideologiche e politiche.

Il carattere ed il programma di quel sindacato stavano in quelle forme di democrazia diretta e di rappresentanza.  

Nella svolta di Chianciano il discorso viene rovesciato.

Un sindacato generale, non può reinventare il suo progetto, la sua strategia, ad ogni occasione di verifica della sua iniziativa contrattuale, dice Trentin.

Replica Garavini: così facendo, il sindacato si propone come il referente ,il rappresentante dei lavoratori ma non come il soggetto che assume e organizza  i lavoratori come la base della sua identità e del suo programma.

A Sparta, una volta che le decisioni erano assunte dai capi, venivano messe ai voti;

Ad Atene, il confronto democratico avveniva su come giungere alle decisioni. Sui principi in base ai quali scegliere concretamente.

La svolta di Chianciano sceglie Sparta.

Non è una scelta dura per una fase di combattimento. È il prevalere della logica della preventiva mediazione istituzionale e del primato delle organizzazioni, dei loro gruppi dirigenti. Che è anche la logica della cooptazione degli stessi gruppi dirigenti. E della loro-quasi inevitabile – burocratizzazione.

Il rapporto democratico fra sindacato e lavoratori si ferma sulla soglia della definizione del Programma, della identità del sindacato, della formazione dei gruppi dirigenti.

L’Ibrido che nasce a Chianciano è sotto i nostri occhi. Il sindacato è parte della crisi del Paese.

La sua stessa crisi rende ancora fertile il pensiero di Sergio Garavini.  

Luigi Agostini

Luigi Agostini

Luigi Agostini

In evidenza

Ilva, la trattativa è lenta, ma Vestager accelera

Ex Ilva, al Mimit il tavolo tecnico: nessuna modifica alla gara per evitare nuovi ritardi. A settembre confronto a Palazzo Chigi. I sindacati: “81 giorni per evitare una bomba sociale”

4 Agosto 2026
Le aziende americane contro Trump: le deportazioni degli immigrati rischiano di fare grossi danni all’economia

Migranti, Csi Africa e Cgil: dopo Ceuta stop a esternalizzazione e centri di rimpatrio in Africa

4 Agosto 2026
Istat, le vendite al dettaglio crescono dello 0,1% rispetto a ottobre

Commercio, Istat: a giugno vendite al dettaglio -0,1% sul mese, +3,1% su anno

4 Agosto 2026
Cgil, Cisl, Uil, mantenere autonomia gestionale e di indirizzo dei Fondi interprofessionali

Lavoro, Cgil: oltre 8 milioni di ore di cassa integrazione nel Lazio nel primo semestre 2026, un terzo concentrato a Frosinone

3 Agosto 2026
Cgil, Cisl, Uil Lombardia: basta morti sul lavoro

Lavoro, Inail: nei primi sei mesi infortuni +4,7%, decessi in calo del 4,2%

3 Agosto 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi