Stallo nelle trattative di rinnovo del contratto nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche per il triennio 2022-2024. In particolare, il Coordinamento Nazionale delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche denuncia l’assenza di riscontro da parte del Ministero della Cultura “che si sottrae al confronto, più volte sollecitato dalle Organizzazioni Sindacali”, sull’assenza di certezza sugli stanziamenti economici destinati al rinnovo contrattuale; la mancata apertura di reale confronto con li sindacati nel percorso di riforma del Codice dello Spettacolo, “dove le Organizzazioni Sindacali hanno richiesto, tra le varie rivendicazioni, che vengano istituiti corpi di Ballo Stabili; la mancata esclusione del settore dai vincoli imposti dalla Legge 207/2024 in materia di turnover (assunzioni limitate al 75% della spesa del personale cessato), che comprometterà la capacità operativa delle Fondazioni e aggraverà la già cronica carenza di organico, alimentando precarietà e destrutturazione del lavoro.
A essere coinvolti sono artisti, tecnici e amministrativi “che garantiscono la diffusione della cultura lirica, sinfonica e di balletto”, scrivono Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials Cisal in una nota unitaria, le cui istanze vengono ignorate. “Una grave indifferenza verso il valore stesso della cultura italiana e verso chi lavora nelle FLS, generando un grande indotto economico nel Paese, trattati come una “variabile residuale”, subordinata alle oscillazioni e alle intemperanze della politica culturale, ultimamente un po’ troppo impegnata a presenziare iniziative propagandiste, non preoccupandosi delle maestranze con i salari bassi e serie difficoltà ad arrivare alla fine del mese”.
A fronte di ciò e dando seguito allo stato di agitazione e del blocco degli straordinari dichiarato da oltre un mese, il Coordinamento Nazionale ha deliberato all’unanimità l’avvio di un percorso di mobilitazione che si articolerà con presidi davanti alle Prefetture di tutte le città sedi di Fondazioni Lirico-Sinfoniche, con consegna ai Prefetti di un documento illustrativo delle ragioni della vertenza, manifestazione nazionale a Roma delle lavoratrici e dei lavoratori delle FLS sotto la sede del Ministero della Cultura e la proclamazione di scioperi e ulteriori forme di agitazione sindacale, che saranno calendarizzati qualora dovesse permanere l’attuale situazione di stallo.
Inoltre, i sindacati si riservano di intensificare progressivamente le iniziative di mobilitazione fino al raggiungimento degli obiettivi e rivolgono un ulteriore perentorio appello al Ministero della Cultura e ad ANFOLS affinché venga immediatamente aperto un tavolo di confronto serio e concreto. “Diversamente, la responsabilità del conflitto ricadrà interamente su chi ha scelto l’indifferenza al dialogo. Il Coordinamento Nazionale Unitario, in piena sintonia con le OO.SS. Nazionali, esprime solidarietà ai colleghi di Venezia e condanna con fermezza le esternazioni di accuse e di offensive menzogne che tendono a colpire le persone, a delegittimare l’azione sindacale ed il diritto costituzionale al dissenso. La dignità del lavoro nelle Fondazioni Lirico-Sinfoniche non è negoziabile”.
























