È stato un giovedì nero per Wall Street che ha del tutto azzerato i forti guadagni registrati all’indomani delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, con gli investitori che hanno accelerato il loro allontanamento dai titoli tech per il timore di un rallentamento nell’espansione dei data center. L’indice Dow Jones ha lasciato sul terreno il 3,44%, l’S&P500 il 4,3%, il Nasdaq il 5,52%.
Il tonfo di Wall Street ha trascinato giù anche le borse europee, con Francoforte che cede l’1,64%, Londra l’1,55%, Parigi l’1,35%, Madrid lo 0,88%.A Milano, l’indice Ftse Mib arretra dell’1,18%, con un solo titolo al momento in controtendenza: Leonardo (+0,54%). Banco Bpm cede il 2,7% dopo la presentazione dei conti dei nove mesi ieri pomeriggio a mercati chiusi.
Vero e proprio crollo per la Borsa di Tokyo. La seduta dell’azionario giapponese è terminata con l’indice Nikkei sprofondato a 57.389,00 punti, in ribasso del 6,04%.
Lo tsunami sui titoli tech legato in particolare ai rinnovati forti timori sui concreti ritorni degli enormi investimenti effettuati a livello globale sull’intelligenza rtificiale ha investito anche le altre Borse asiatiche. In particolare, a Seul l’indice Kospi è franato del -6,02% terminando a 5.059,69 punti e Shanghai ha perso l’1,10%, mentre si accingeva a concludere una seduta pesante anche Hong Kong, con l’indice Hang Seng che segnava -1,33%.


























