Il tasso di disoccupazione della zona euro è sceso a luglio sotto l’11% della forza lavoro. Per avere un dato migliore bisogna andare a ritroso nel tempo fino al febbraio 2012 quando, in piena crisi dell’euro, i senza lavoro nei paesi della Moneta unica erano a quota 10,9%.
Secondo i dati Eurostat a luglio la zona euro ha registrato 17,53 milioni di disoccupaticon un calo di 213.000 unità rispetto al mese precedente e di 1,11 milioni dispetto al corrispondente mese del 2014, quando il tasso di disoccupazione era ancora pari all’11,6%.
I tassi di disoccupazione più bassi tra i 19 paesi della zona euro sono quelli della Germania (4,7%), di Malta (5,1%) mentre i più elevati sono quelli relativi alla Grecia (25,0% a maggio, ultimo dato disponibile) e in Spagna (22,2%).
Prendendo in considerazione i 12 mesi, il maggior calo del tasso di disoccupazione si è registrato a luglio in Spagna (dal 24,3% al 22,2%), in Grecia (dal 27% al 25,0% tra maggio 2014 e maggio 2015), in Portogallo (dal 14,1% al 12,1%), in Irlanda (dall’11,3% al 9,5%).
Sul versante opposto, quello dei Paesi che nell’ultimo anno hanno registrato i peggiori risultati su tale parametro, ci sono la Finlandia (con un tasso di disoccupazione cresciuto dall’ 8,7% al 9,7%), la Francia (dal 10,3% al 10,4%) e l’Austria (dal 5,7% al 5,8%).
Ultimo, non certo per importanza, l’aspetto dei giovani sotto i 25 anni senza lavoro: a luglio erano 3,09 milioni con un tasso calato al 21,9% dal 22,3% del mese precedente. I paesi più penalizzati su questo versante sono la Grecia (51,8% a maggio 2015), la Spagna (48,6%) e l’Italia, dove tuttavia il tasso di disoccupazione giovanile è calato di ben 2,5 punti al 40,5%.



























