Cinquanta posti letto ‘’sicuri e dignitosi’’, per altrettanti lavoratori agricoli stagionali impegnati nelle campagne del Polesine, sottraendoli a uno dei principali ricatti del caporalato, appunto l’alloggio. È questa la base del progetto da oggi operativo in Veneto, realizzato grazie ai fondi del PNRR, che il comune di Castelguglielmo è riuscito a ottenere superando anche le infinite complessità del bando, e diventando così uno dei pochissimi comuni a livello nazionale destinatario di 1.645.823,83 euro dei 200 milioni stanziati dai fondi del PNRR per il recupero di alloggi dignitosi per i lavoratori agricoli e il superamento di insediamenti abusivi (come previsto da Missione 5, Componente 2, Investimento 2,2°).
Il protocollo che da l’avvio operativo al progetto è stato sottoscritto dalle parti sociali con la Regione Veneto e il Comune. La principale innovazione risiede nella sua natura integrata: oltre a essere un progetto di edilizia residenziale, è anche una strategia che mette insieme abitazioni dignitose, servizi di trasporto pubblico e privato legale, intermediazione lavorativa attraverso canali ufficiali, monitoraggio costante del fenomeno dello sfruttamento.
L’intesa definisce anche il ruolo che avrà ciascuno dei soggetti coinvolti, e cioè Regione Veneto, Direzione Servizi Sociali, Comune di Castelguglielmo, Ente Bilaterale dell’Agricoltura Rodigina, Organizzazioni sindacali e datoriali. Nello specifico, le Organizzazioni sindacali avranno il ruolo di accompagnare i lavoratori nel mercato del lavoro regolare nel settore agricolo e monitorare le dinamiche occupazionali, mentre le Associazioni datoriali agricole si impegnano a promuovere l’assunzione dei lavoratori ospitati nella struttura.
“L’accordo di Castelguglielmo rappresenta sicuramente il punto di arrivo di un percorso iniziato anni fa e frutto di un lavoro certosino svolto dai vari soggetti coinvolti, in un’ottica sicuramente condivisa di contrasto a tutte le forme di sfruttamento e caporalato – commenta Dario Pitacco, segretario generale della Flai Cgil rodigina – e siamo orgogliosi di aver preso parte in questo progetto, voluto a gran forza da coloro che hanno saputo cogliere l’occasione per determinare il riscatto e la tutela della dignità dei lavoratori. Ciò che ci aspetta ora è però un compito ancor più difficile ovvero rendere tale opportunità assolutamente fruibile a tutti i lavoratori stagionali dell’agricoltura impiegati nella nostra Provincia – conclude Pitacco”.
“Dopo la strage di Amendolara, e quanto accaduto in questo territorio giusto un mese fa con la morte di tre lavoratori agricoli vittime anch’esse di sfruttamento in un drammatico incidente stradale – spiega a sua volta Giosue’ Mattei, segretario della Flai Cgil del Veneto- crediamo che questa sia la risposta migliore che potevamo dare per costruire occasioni di riscatto per chi è vittima di qualsiasi gradazione di sfruttamento. Castelguglielmo è stato uno dei pochissimi comuni Italiani a beneficiare dei contributi messi a disposizione del PNRR, un comune di 1500 abitanti con una struttura degli uffici comunali che non si è arresa alla complessità del bando e delle dimensioni del progetto, per cui va tutto il nostro ringraziamento”. Da oggi, conclude Mattei, “si apre una fase nuova nella quale noi come Organizzazione sindacale faremo tutto quello che è necessario per rendere questo modello un modello replicabile e diffuso nel segno dell’accoglienza, integrazione, dignità e umanità”.

























