Via libera del Senato al ddl delega di contrasto alla povertà che punta a introdurre il “reddito di inclusione”, una misura “unica a livello nazionale”, con “carattere universale” e “condizionata” alla “prova dei mezzi” attraverso l’Isee e che, secondo stime del governo, potrà interessare circa 400mila nuclei familiari con minori a carico, pari a un milione e 77mila persone. I voti a favore sono stati 138, i contrari 71 e le astensioni 21.
Un sostegno economico legato a doppio filo con politiche attive per il lavoro: potrà accedere al reddito di inclusione, infatti, chi aderisce “a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa”.
Il provvedimento è in seconda lettura e non è stato modificato a Palazzo Madama e dunque ha ottenuto il via libera definitivo del Parlamento. Ora il governo dovrà varare il decreto di attuazione della delega che definirà nel dettaglio i requisiti per l’accesso al reddito di inclusione.






























