Dal futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena a quello della Banca del Mezzogiorno, la Uilca rilancia il tema della continuità e del radicamento territoriale del sistema bancario italiano. Dal congresso nazionale del sindacato in corso a Venezia, il segretario generale Fulvio Furlan ha collegato i due dossier indicando una priorità comune: garantire stabilità industriale e sostegno allo sviluppo dei territori.
Intervenendo alla presenza dell’amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio, Furlan ha rivendicato il sostegno del sindacato al piano di salvataggio della banca senese, sottolineando come oggi “la continuità del percorso tracciato da Lovaglio” rappresenti “un elemento importante”, soprattutto nella fase di sviluppo aperta anche dall’operazione Mediobanca. Una continuità che, secondo la Uilca, deve tradursi in relazioni sindacali stabili, nuove assunzioni, premi di produzione e tutela dell’occupazione.
Lo stesso approccio, ha spiegato Furlan, dovrebbe guidare anche il futuro della Banca del Mezzogiorno dopo il salvataggio della Banca Popolare di Bari. “Serve una banca radicata su quei territori”, ha detto il leader sindacale, ribadendo la necessità di un istituto capace di sostenere crescita e investimenti nel Sud Italia. Secondo Furlan, il Mezzogiorno ha bisogno di un riferimento bancario in grado di intercettare le opportunità di sviluppo dell’area e accompagnare occupazione e crescita economica.
Sul dossier Bdm, il segretario della Uilca ha confermato l’esistenza di manifestazioni di interesse, compresa quella del mondo cooperativo, senza però schierarsi per alcun soggetto: “Non facciamo il tifo per nessuno purché questa operazione abbia una visione lungimirante”.
























