“Non sono pentito dell`appoggio al sì, era nell`interesse delle imprese”. Cosi’ Vincenzo Boccia, in un’intervista al Corriere della Sera, commenta l’esito del referendum che ha visto la Confindustria tra i perdenti. Ma attenzione, avverte Boccia, Confindustria ” è un corpo intermedio, non un partito. Non inseguiamo il consenso elettorale né i sondaggi. Rappresentiamo l`impresa e prendiamo posizione rispetto ai suoi interessi e alla necessità che nel Paese continui la stagione di riforme. Da oggi restano prioritarie le riforme per la crescita e la competitività”.
Boccia rivela di aver chiamato il premier dimissionario Matteo Renzi: “Sì, l`ho chiamato. Non lo avevo mai fatto in questi mesi, proprio perché volevo sottolineare l`autonomia delle scelte di Confindustria dalla politica. Ma dopo aver sentito in tv il suo discorso nella notte mi è sembrato giusto chiamarlo. Si è assunto la responsabilità della sconfitta senza giri di parole. La lettura del voto conferma che la crisi economica resta il vero nemico”.
Sull’ipotesi di elezioni anticipate, Boccia aggiunge: “Per noi è importante un governo stabile che affronti i problemi.Sul voto anticipato o meno non interveniamo, pero’ a metà dicembre abbiamo il consiglio generale, e ci sara’ in quella sede una riflessione tra di noi anche su questo tema. Ma non penso che prenderemo posizione né sulla legge elettorale né sulla possibilità o meno di andare al voto. Si lascia alla sensibilità del Presidente della Repubblica e dei partiti del Paese”.





























