A pochi giorni dal secondo anniversario della morte di Satnam Singh, il lavoratore agricolo morto per essere stato abbandonato per strada con il braccio falciato da un macchinario, un altro episodio analogo è avvenuto nel vicentino.
“Oggi ci troviamo a fare i conti con un altro, identico, episodio di disumanità” dice Silvia Guaraldi, segretaria nazionale della Flai Cgil, che spiega: “Nel vicentino, un lavoratore agricolo indiano di 56 anni, regolarmente residente in Italia ma impiegato in nero, è stato abbandonato sanguinante in strada dopo una caduta da tre metri all’interno di un’azienda agricola di Schiavon”.
I titolari dell’azienda agricola, invece di chiamare i soccorsi, hanno preferito “scaricare” il lavoratore ferito nei pressi dell’Ospedale di Bassano del Grappa. “Siamo di fronte all’ennesima vergogna – prosegue Guaraldi – a un atto di barbarie che non può essere archiviato come un caso isolato. Trattare un essere umano come merce da utilizzare e poi gettare sul ciglio di una strada quando si fa male è la negazione violenta di ogni diritto e della stessa dignità umana. Esprimiamo la vicinanza di tutta la FLAI al lavoratore, ma la nostra rabbia è enorme: non si può rischiare la vita per portare il pane a casa”.
Per la Flai questo orrore è il prodotto diretto di un sistema che si regge sulla vulnerabilità, sul ricatto occupazionale e sull’indifferenza imperante. Il Governo, per il sindacato, deve intervenire subito: servono ispezioni a tappeto, il potenziamento degli organi di controllo e l’applicazione rigorosa della legge 199 contro lo sfruttamento e il caporalato, a partire dall’istituzione e dal funzionamento delle sezioni territoriali della rete del lavoro di qualità, “come sottolineato anche nell’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale appena siglato. La Flai Cgil non farà un passo indietro”.


























